09/11/2020, 14.57
MYANMAR
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Elezioni a Yangon: si annuncia una vittoria ‘schiacciante' di Aung San Suu Kyi

Il voto si è svolto ieri in modo regolare e senza problemi. Elettori in fila muniti di mascherine a causa della pandemia di Covid-19. Non sempre rispettato il distanziamento. Si annuncia una larga vittoria della Nld. Ma nello Stato Rakhine il 72% degli aventi diritto non ha potuto votare.

Yangon (AsiaNews) - Grande affluenza senza sostanziali problemi, seppur in un’epoca di pandemia da Covid-19 e tensioni recenti, alimentate dai militari e da una parte del mondo buddista radicale vicino alla ex giunta. E una probabile, quanto annunciata vittoria della Lega nazionale per la democrazia (Nld) e della sua leader, la Nobel per la pace Aung San Suu Kyi. È quanto emerge dalle elezioni generali che si sono svolte ieri in Myanmar, in base ai rapporti forniti dal People’s Alliance for Credible Elections (Pace), l’organizzazione indipendente che ha monitorato il regolare svolgimento del voto che si è tenuto ieri nel Paese. “Nel complesso - affermano gli esperti in una nota - la tornata elettorale è stata pacifica e non si sono registrati incidenti di rilievo”.

Myo Nyunt, portavoce Nld, ha già parlato di “vittoria schiacciante” in tutto il Paese. “Non conquisteremo - ha detto all’Afp - solo i 322 seggi necessari per formare il governo, ma dovremmo superare il record registrato nel 2015 di 390 seggi” e arrivare (secondo alcune fonti) fino a 398 seggi, contro i 14 del partito dei militari. Notizie accolte con soddisfazione da simpatizzanti e sostenitori del partito, che hanno festeggiato sin dalla serata di ieri e anche oggi erano visibili convogli e persone in strada vestite di rosso e intente a sventolare le bandiere del partito e il suo simbolo, il pavone in posa da combattimento. 

Lo spoglio dei voti potrebbe richiedere giorni e non vi saranno annunci a beve sui risultati. Una volta eletti i nuovi parlamentari, una sessione congiunta delle due Camere si riunirà per eleggere il presidente. Nella capitale Naypyidaw la Nld è in testa in nove delle dieci circoscrizioni elettorali. Lo Usdp, patito emanazione dei militari, è in vantaggio nella sola cittadina di Zeyar Thiri, roccaforte dei generali e degli alti ufficiali dell’esercito.

Intanto quasi 1900 osservatori di Pace, distribuiti in tutti i i 14 stati/regioni per analizzare la regolarità del processo elettorale, hanno dato in larghissima parte un responso positivo. Alla tornata hanno partecipato oltre 37 milioni di persone, distribuiti in quasi 40mila seggi ad esclusione di alcune circoscrizioni nelle aree di conflitto, poiché per la Commissione Elettorale Nazionale non vi erano le condizioni per votare. Il problema maggiore si è riscontrato nello Stato Rakhine, dove il 72% degli aventi diritto non ha votato.

Milioni di abitanti - muniti di mascherine, ma non sempre distanziati fra loro - hanno partecipato alla seconda tornata elettorale nazionale dalla fine della dittatura militare nel 2011. La favorita resta Aung San Suu Kyi, ancora oggi un'eroina per la grande maggioranza dei Bamar, cuore della ex Birmania, a dispetto delle crescenti critiche internazionali per la gestione della crisi Rohingya nello Stato occidentale di Rakhine e le questioni irrisolte con le minoranze etniche. 

La leader Nld aveva già votato il 29 ottobre scorso, allorché le autorità avevano programmato il voto anticipato per gli over 60, per evitare assembramenti e contagi in fase di voto in un’epoca di pandemia che ora sembra diffondersi con forza anche in Myanmar. La 75enne un tempo icona per la lotta pro-democrazia, per decenni agli arresti domiciliari, si è presentata al seggio elettorale con mascherina e guanti in lattice.

Nel 2015 la Nld ha ottenuto una vittoria schiacciante, che punta a ripetere oggi mantenendo la maggioranza dei due terzi dell’Assemblea dell’Unione, il parlamento bicamerale, che conta in tutto 664 seggi, 500 dei quali interessati dalle elezioni. Controllare i due terzi del parlamento è cruciale, perché la Costituzione - voluta dai militari - attribuisce alle Forze armate il potere di nomina del 25% dei seggi di entrambe le camere. 

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