09/03/2019, 08.58
ISRAELE
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Elezioni in Israele: Netanyahu punta sulla sicurezza, il Paese guarda (anche) all’economia

Il prossimo 9 aprile gli israeliani sono chiamati alle urne per le elezioni generali. In ballo la leadership del premier uscente, che rischia il processo per corruzione. Il Likud guarda con attenzione alla crescita nei sondaggi dell’alleanza rivale. Sullo sfondo la questione palestinese e i crescenti problemi sociali.

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Le prossime elezioni generali in Israele, in programma il 9 aprile, non verteranno solo sulle annose questioni da anni sul tavolo: pace, guerra, rapporto con i palestinesi ed economia. Sul piatto della bilancia vi sarà anche la legittimità dell’incarico - in caso di rielezione - per il premier uscente Benjamin Netanyahu, che rischia di finire a processo con l’accusa di corruzione e potrebbe concludere la sua carriera in prigione. 

Il Primo Ministro denuncia una campagna mediatica e giudiziaria volta a colpirne la reputazione e infangarne il nome, per eliminarlo dalla scena politica a dispetto del consenso popolare. Di recente egli non ha esitato a parlare di “caccia alle streghe” e annuncia battaglia, dicendosi pronto a dimostrare nelle aule di tribunale la propria innocenza e la totale estraneità ai fatti addebitati. 

Se, da un lato, la gran parte dei sostenitori di Netanyahu simpatizza e solidarizza con il leader di lungo corso, il suo partito Likud è concentrato sull’ascesa nei sondaggi dell’alleanza centrista Blue and White. Un movimento che sta conquistando l’attenzione dell’elettorato moderato e non, con alla guida l’ex capo delle forze armate Benny Gantz e l’ex ministro delle Finanze Yair Lapid, dato in rapida ascesa da molti - e autorevoli - sondaggisti. 

Negli ultimi anni la politica israeliana ha subito una decisa svolta a destra. Nelle settimane di campagna elettorale il premier Netanyahu - considerato a lungo uomo forte e capace di guidare il Paese in un periodo turbolento - ha bollato a più riprese i rivali come “deboli” di sinistra. L’alleanza centrista ha, a sua volta, agitato le credenziali in tema di sicurezza, puntando sul fatto che al suo interno vi sono tre ex alti ufficiali dell’esercito. 

Netanyahu ha risposto paventando - in caso di vittoria dell’alleanza Blue and White - il pericolo di concessioni ai palestinesi. Immediata la replica di Gantz, secondo cui l’alleanza sotto la sua guida intende arrivare a un distacco dai palestinesi, senza per questo sacrificare i bisogni in tema di sicurezza o imporre il ritiro dai Territori occupati in Cisgiordania e Gerusalemme est. 

La sicurezza ha sempre rappresentato un tema di primo piano in una nazione che ha combattuto diverse guerre e dibatte su chi sia il leader in grado di respingere le minacce esterne. Secondo un recente sondaggio condotto dall’Israel Democracy Institute un quarto degli israeliani giudica di primaria importanza la questione economica e sociale nella scelta del voto.

Sotto la guida del Likud di Netanyahu il Paese ha registrato una crescita, ma il costo della vita resta elevato ed è fonte di preoccupazione per molti. In questo contesto sono emersi con forza i difetti del sistema sanitario, sotto forma di mancanze croniche di posti letto in ospedale. Su questo tasto ha battuto più di una volta il partito laburista, promettendo di modificare la situazione.

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