25 Ottobre 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 13/08/2012
LIBANO - SIRIA
Eminenti autorità sciite libanesi si schierano a favore della rivoluzione siriana
di Paul Dakiki
I due sono conosciuti per la loro visione liberale e per l'indipendenza di pensiero e di politica. Critica ad Hezbollah, schierata con Assad. La caduta del regime di Damasco è positiva anche per la pace in Libano.

Beirut (AsiaNews) - Due importanti personalità dello sciismo in Libano hanno lanciato un appello a sostegno della rivoluzione siriana, in nome della fede islamica e in nome della libertà. La loro testimonianza pubblica viene a liquidare gli schemi in cui spesso si inquadra la guerra civile in Siria, come una lotta fra sunniti e sciiti, essendo Assad un alauita (setta eretica dell'islam, vicina allo sciismo).

Le due autorità religiose sono Sayyed Mohammed Hassan Al-Amin et Sayyed Hani Fahs (v. foto). Il termine "Sayyed" indica che essi sono discendenti del Profeta. Essi sono conosciuti in Libano per le loro idee liberali e per la loro indipendenza politica e intellettuale.

L'appello è rivolto soprattutto alla comunità sciita del Libano perchè ritorni alla radice della sua fede e combatta l'oppressione "sotto tutte le forme", anche quella siriana.

La denuncia dei due Sayyed si pone in diretto contrasto con Hezbollah, il partito armato sciita sostenuto da Assad, che cerca di mostrare una comunità sciita libanese tutta compatta nel sostenere la dittatura di Damasco.

Per Mohammed Al-Amin e Hani Fahs, "la miglior garanzia per un Libano pacificato è di veder emergere in Siria una situazione di stabilità nel quadro di uno Stato democratico, pluralista, moderno e che raccoglie tutto le diversità"

Riportiamo qui sotto ampi stralci della dichiarazione, originariamente scritta in arabo in uno stile solenne e ridondante (traduzione italiana a cura di AsiaNews; traduzione in inglese a cura di Pierre Akel. Per l'originale in arabo, clicca qui.

 

"Noi sottoscritti, Sayyed Mohammed Hassan Al-Amin e Sayyed Hani Fahs, conosciuti da vicino e da lontano, sia per le nostre biografie che per il nostro stile di vita, ... per la nostra scelta irrevocabile di moderazione, non estremista, che cerca il compromesso con il dialogo ;

In nome delle nostre scelte religiose, umaniste e nazionali, e sulla base della nostra comune identità islamica, compresa la nostra speciale identità sciita... ;

In nome della nostra tradizione sciita di rivolta contro gli oppressori, ovunque essi siano, e schierandoci con gli oppressi, ovunque essi siano ;

In nome del rispetto del nostro personale contributo al risveglio sciita, arabo e islamico, riconosciuto da tutti;

In nome del nostro costume abituale di alzare le nostre voci contro l'ingiustizia - chiunque sia l'autore . e per chiarire la nostra posizione in favore della resistenza, sia essa sionista in Libano e Palestina, o contro le « occupazioni nazionali », usando la Palestina e l'arabismo come un pretesto per opprimere i popoli arabi;

Non facendo nessuna distinzione fra un oppressore e un altro; fra un popolo e un altro;

Noi ci appelliamo alla nostra comunità [sciita] di essere fedele alla sua identità e valori e di schierarsi dalla parte delle rivolte arabe, di abbandonare le paure riguardo ad esse, con l'eccezione delle preoccupazioni fraterne, e ciò, in special modo nel caso della (se Allah vuole) vittoriosa rivoluzione siriana.

Noi chiediamo anche alla nostra comunità di rifiutare gli appelli per un ingiusto compromesso a spese del popolo siriano e dei martiri e di pregare per la fine dell'attuale distruzione della Siria e della carneficina del suo popolo.

Noi ricordiamo pure alla nostra comunità che la miglior garanzia per un Libano pacificato è di veder emergere in Siria una situazione di stabilità nel quadro di uno Stato democratico, pluralista, moderno e che raccoglie tutte le diversità.

Senza alcuna ambiguità, e senza aggressività, noi proclamiamo il nostro stare a fianco della rivoluzione siriana, con lo stesso spirito con cui abbiamo sostenuto le rivoluzioni in Palestina, Iran, Egitto, Tunisia e Libia. E nello stesso spirito con cui abbiamo proclamato la nostra vicinanza per il movimento popolare riformista dell'opposizione in Iran, il movimento riformista in Bahrain, come pure quelli della Mauritania e del Sudan....

Noi proclamiamo oggi la verità e la giustizia in nome della nostra pura memoria islamica, in nome della nostra fede in Allah e in nome del rispetto della memoria di Kerbala [il luogo del martirio di Hussein], come simbolo per i credenti e come una denuncia contro l'ingiustizia e l'oppressione.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
08/04/2013 LIBANO
Nuovo Premier libanese: Solo lo Stato può possedere armi
09/11/2012 SIRIA
Aleppo: il dramma della popolazione, vittima del conflitto fra esercito e ribelli
03/04/2014 LIBANO-SIRIA
Oltre un milione di rifugiati siriani in Libano: un quarto della popolazione
12/09/2011 SIRIA - LIBANO
Assad, forse un’intesa con la Lega Araba. Beshara Rai applaudito da Damasco
di JPG
16/01/2014 LIBANO-SIRIA
Si apre all'Aia il processo internazionale per l'assassinio di Rafic Hariri

In evidenza
IRAQ - ITALIA
"Adotta un cristiano di Mosul": raccolti e inviati quasi 700mila euro. La campagna continua
di Bernardo CervelleraInviata la seconda tranche di aiuti, raccolti nel mese di settembre. In Medio oriente e in Iraq si gioca il destino dei rapporti fra oriente e occidente. L'appello di papa Francesco e del Sinodo. I governi tiepidi. Gli aiuti giunti da tutto il mondo: una nuova comunità internazionale che sconfigge la "globalizzazione dell'indifferenza".
IRAQ-VATICANO
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del vescovo per i primi aiuti
di Amel NonaMons. Amel Nona, vescovo caldeo di Mosul, anch'egli rifugiato, ringrazia tutti i donatori della campagna lanciata da AsiaNews. La situazione è sempre più difficile per il numero enorme di profughi e per l'arrivo dell'inverno e della neve, che rendono impossibile alloggiare nelle tende o all'aperto. La crisi, un'occasione che rende attiva la fede dei cristiani.
ITALIA - IRAQ
Continua la campagna "Adotta un cristiano di Mosul". Già raccolti oltre 350mila euro
di Bernardo CervelleraInviate al patriarca di Baghdad e ai vescovi del Kurdistan le donazioni ricevute fino al 31 agosto. La campagna serve a nutrire, alloggiare, vestire, consolare oltre 150mila profughi cristiani, yazidi, turkmeni, sciiti e sunniti, fuggiti dalla violenza dell'esercito del Califfato islamico. Una generosa partecipazione dall'Italia e da tutte le parti del mondo. Donazioni anche da chi è povero e senza lavoro. Una speranza per il mondo, per chi soffre e per chi dona.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate