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    » 13/08/2012, 00.00

    LIBANO - SIRIA

    Eminenti autorità sciite libanesi si schierano a favore della rivoluzione siriana

    Paul Dakiki

    I due sono conosciuti per la loro visione liberale e per l'indipendenza di pensiero e di politica. Critica ad Hezbollah, schierata con Assad. La caduta del regime di Damasco è positiva anche per la pace in Libano.

    Beirut (AsiaNews) - Due importanti personalità dello sciismo in Libano hanno lanciato un appello a sostegno della rivoluzione siriana, in nome della fede islamica e in nome della libertà. La loro testimonianza pubblica viene a liquidare gli schemi in cui spesso si inquadra la guerra civile in Siria, come una lotta fra sunniti e sciiti, essendo Assad un alauita (setta eretica dell'islam, vicina allo sciismo).

    Le due autorità religiose sono Sayyed Mohammed Hassan Al-Amin et Sayyed Hani Fahs (v. foto). Il termine "Sayyed" indica che essi sono discendenti del Profeta. Essi sono conosciuti in Libano per le loro idee liberali e per la loro indipendenza politica e intellettuale.

    L'appello è rivolto soprattutto alla comunità sciita del Libano perchè ritorni alla radice della sua fede e combatta l'oppressione "sotto tutte le forme", anche quella siriana.

    La denuncia dei due Sayyed si pone in diretto contrasto con Hezbollah, il partito armato sciita sostenuto da Assad, che cerca di mostrare una comunità sciita libanese tutta compatta nel sostenere la dittatura di Damasco.

    Per Mohammed Al-Amin e Hani Fahs, "la miglior garanzia per un Libano pacificato è di veder emergere in Siria una situazione di stabilità nel quadro di uno Stato democratico, pluralista, moderno e che raccoglie tutto le diversità"

    Riportiamo qui sotto ampi stralci della dichiarazione, originariamente scritta in arabo in uno stile solenne e ridondante (traduzione italiana a cura di AsiaNews; traduzione in inglese a cura di Pierre Akel. Per l'originale in arabo, clicca qui.

     

    "Noi sottoscritti, Sayyed Mohammed Hassan Al-Amin e Sayyed Hani Fahs, conosciuti da vicino e da lontano, sia per le nostre biografie che per il nostro stile di vita, ... per la nostra scelta irrevocabile di moderazione, non estremista, che cerca il compromesso con il dialogo ;

    In nome delle nostre scelte religiose, umaniste e nazionali, e sulla base della nostra comune identità islamica, compresa la nostra speciale identità sciita... ;

    In nome della nostra tradizione sciita di rivolta contro gli oppressori, ovunque essi siano, e schierandoci con gli oppressi, ovunque essi siano ;

    In nome del rispetto del nostro personale contributo al risveglio sciita, arabo e islamico, riconosciuto da tutti;

    In nome del nostro costume abituale di alzare le nostre voci contro l'ingiustizia - chiunque sia l'autore . e per chiarire la nostra posizione in favore della resistenza, sia essa sionista in Libano e Palestina, o contro le « occupazioni nazionali », usando la Palestina e l'arabismo come un pretesto per opprimere i popoli arabi;

    Non facendo nessuna distinzione fra un oppressore e un altro; fra un popolo e un altro;

    Noi ci appelliamo alla nostra comunità [sciita] di essere fedele alla sua identità e valori e di schierarsi dalla parte delle rivolte arabe, di abbandonare le paure riguardo ad esse, con l'eccezione delle preoccupazioni fraterne, e ciò, in special modo nel caso della (se Allah vuole) vittoriosa rivoluzione siriana.

    Noi chiediamo anche alla nostra comunità di rifiutare gli appelli per un ingiusto compromesso a spese del popolo siriano e dei martiri e di pregare per la fine dell'attuale distruzione della Siria e della carneficina del suo popolo.

    Noi ricordiamo pure alla nostra comunità che la miglior garanzia per un Libano pacificato è di veder emergere in Siria una situazione di stabilità nel quadro di uno Stato democratico, pluralista, moderno e che raccoglie tutte le diversità.

    Senza alcuna ambiguità, e senza aggressività, noi proclamiamo il nostro stare a fianco della rivoluzione siriana, con lo stesso spirito con cui abbiamo sostenuto le rivoluzioni in Palestina, Iran, Egitto, Tunisia e Libia. E nello stesso spirito con cui abbiamo proclamato la nostra vicinanza per il movimento popolare riformista dell'opposizione in Iran, il movimento riformista in Bahrain, come pure quelli della Mauritania e del Sudan....

    Noi proclamiamo oggi la verità e la giustizia in nome della nostra pura memoria islamica, in nome della nostra fede in Allah e in nome del rispetto della memoria di Kerbala [il luogo del martirio di Hussein], come simbolo per i credenti e come una denuncia contro l'ingiustizia e l'oppressione.

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