22 Luglio 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 22/07/2009
ITALIA
Enciclica: anche in campo economico è fondamentale la centralità della persona
di Maurizio d’Orlando
La “Caritas in veritate” ribadisce il concetto-chiave della dottrina sociale al mondo della globalizzazione. Si tratta di ricoprire il senso della responsabilità e del merito di ciascuno, della famiglia, dell’impresa, della comunità locale e nazionale non come collettivo fluido di atomi senza nome e senza storia: l’attività economica come “actus personae” deve assumere un significato specifico e concreto riferito ad un corpo plurale, laddove necessario, ma unitario solidale e coeso al suo interno. Una messa in guardia dai pericoli dell’assolutismo tecnologico.

Milano (AsiaNews) - La “Caritas in Veritate” è un’enciclica sociale e si pone esplicitamente in piena continuità con le precedenti, a partire dalla Rerum Novarum. In quanto tale, non ci offre proposizioni aggiuntive alla dottrina della fede, ma parla al nostro tempo, un tempo di transizione. Perciò stesso possiamo considerarla la più alta forma di illuminismo cristiano e un’enciclica “di transizione”, oltre che un ammonimento implicito.
 
Chi aveva ipotizzato o temuto che la nuova enciclica sociale di papa Benedetto XVI potesse esprimere un ritorno al passato, una forma di restaurazione, in termini diciamo pure reazionari si vede perciò smentito. I temi toccati sono davvero tanti ed è realmente impossibile parlare di tutti, anche perché sono di per sé esposti in maniera molto chiara. Soprattutto, in termini di analisi sia dei rischi che delle opportunità, l’esame degli argomenti trattati espone delle posizioni largamente condivise e condivisibili anche da chi è lontano dalla Chiesa cattolica e dalla Fede cristiana. Proprio questo, in fondo, era l’intento del Papa: parlare non ai soli cattolici, ma a tutti gli uomini del nostro tempo qualunque sia la loro religione, fede, convinzione politica o filosofica, a qualunque popolo civiltà, razza appartengano.
 
Tra i temi economici, di particolare importanza è la ripresa di quanto era già stato espresso da Giovanni Paolo II: l’attività economica da intendersi sempre come “actus personae”. La centralità della persona è da sempre una caratteristica fondamentale della dottrina cattolica perché interpella ciascuno e da ciascuno sollecita una risposta (“E voi chi dite che io sia ?”). Non solo in ambito sociale ed economico, ma anche in tema di solidarietà, la persona ed il suo agire concreto nel mondo sono perciò preminenti sul collettivo. La globalizzazione, il perno del dibattito economico di questi nostri anni, offre a questa concezione una sfida anche maggiore. L’abbattimento delle tariffe doganali e delle barriere non tariffarie conduce progressivamente in ogni settore economico al formarsi di un unico mercato mondiale per ciascun settore e ciascuna merceologia. Le conseguenze sulle dinamiche di mercato sono il formarsi di aggregati aziendali di dimensioni planetarie ed impersonali. Gli esiti sono riconducibili alle diverse ipotesi trattate nei testi di microeconomia in uso al primo anno della maggior parte dei corsi universitari di economia.
 
In un simile contesto, la generica condanna dell’avidità e dell’avarizia non coglie il senso profondo degli accadimenti e rimane quindi inascoltata. Si corre così il grave rischio che essa venga vissuta solo come una geremiade inattuabile e lontana dal quotidiano. Facilmente diviene perciò priva di effetti, un valore etico privo di valenza comportamentale. La condanna dell’avidità e dell’avarizia, viceversa, ha un valore perenne individuale ed universale e non è solo dell’Antico e Nuovo Testamento: della “esecranda cupidigia di denaro” (“sacra auri fames”) scriveva anche un poeta pagano, Virgilio.
 
L’attenzione alla necessità di preservare la dimensione personale dell’agire economico offre quindi un importante metro di valutazione ed una traccia da seguire nello sviluppo dell'economia. Ovviamente non si tratta di concepire un ambito economico ristretto, puramente artigianale. Si tratta di ricoprire il senso della responsabilità e del merito di ciascuno, della famiglia, dell’impresa, della comunità locale e nazionale non come collettivo fluido di atomi senza nome e senza storia, senza né passato né presente: l’attività economica come “actus personae” deve assumere un significato specifico e concreto riferito ad un corpo plurale, laddove necessario, ma unitario solidale e coeso al suo interno.
 
L’ammonimento implicito dell’enciclica papale è anche un accorato appello di un papa che vive ed è immerso nel mondo moderno e postmoderno. Per questo Benedetto XVI con i numerosi moniti contenuti nella “Caritas in Veritate” ci mette in guardia soprattutto dai pericoli dell’assolutismo tecnologico. Ne può derivare una tirannide imperiale planetaria che mette a rischio non solo la democrazia, ma le stesse istituzioni repubblicane, laddove in questi ultimi decenni anche l’amministrazione interna della Sede Apostolica ha più la connotazione di un governo repubblicano che non di un regno. La tecnologia, così come l’economia, la politica ed ogni altro ambito umano, non possono pretendere di essere autoreferenziali, se non a rischio di una autodistruzione senza appello.
 
Archiviati, dopo la II guerra mondiale, il 1922 ed il 1933, archiviato il 1917 con la caduta del muro di Berlino e con esso ogni forma di “1793”, di terrore rivoluzionario, il persistere dell’uomo moderno sul sentiero dell’autoreferenzialità ci sta portando verso un passaggio epocale ancora più marcato. Il Papa non lo scrive in questa forma diretta e un po’ brutale, ma è nei fatti di oggi. Il progressivo abbandono dei principi del 1648 (il concetto di sovranità nazionale e la non ingerenza negli affari interni di uno Stato sovrano – cuius regio eius religio) e del 1776 (la dichiarazione d’indipendenza americana e la sovranità popolare), il prevalere dell’antropologia dell’homo oeconomicus e l’utilitarismo della filosofia bensoniana della matematica sociale, si sommano all’onda lunga del 1968 (il vietato vietare, la rivoluzione dei costumi e la narcosi del nichilismo anarchico individualista). Tutta una serie di cicli plurisecolari convergono perciò in uno snodo umanamente inestricabile. Ne è sintomo, non causa, la recente crisi economica innescata dal fallimento della finanza (secondo Neil Barofsky ispettore generale del Tesoro in un recente rapporto al Congresso, il parlamento americano, il totale impegnato in pochi mesi a difesa delle istituzioni finanziarie ammonta a 23.700 miliardi di dollari, quasi il 167 % del PIL USA). Come l’epoca dell’assolutismo innescò la rivoluzione che rovesciò le stesse istituzioni monarchiche aprendo la strada alla modernità, allo stesso modo l’assolutismo tecnologico ed individualista potrebbe aprire la strada ad un rovesciamento non solo del 1944 (Bretton Woods) e del 1945 ma addirittura del 1789 e del sistema democratico e repubblicano. È una strada senza ritorno, forse siamo sull’orlo di un abisso. Quest’enciclica del Pontefice Benedetto XVI è quasi una sorta di affranto presagio e di appassionato richiamo all’umanità affinché non cada in una voragine in cui molti potrebbero rimanere intrappolati.
 

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
10/07/2009 INDIA - VATICANO
Vescovo di Pune: la “Caritas in veritate” è una guida per il futuro dell’India
di Nirmala Carvalho
08/07/2009 VATICANO
Papa: preghiamo perché dal G8 vengano decisioni utili al vero progresso dei popoli
09/07/2009 INDIA - VATICANO
La nuova enciclica del Papa parla all’India e alla sua società multiculturale
di Theodore Mascarenhas
12/07/2009 VATICANO
Papa: Dopo il G8, “foschi scenari” nel mondo se rimane l’assolutismo della tecnica
23/10/2011 VATICANO
Papa: Nella Giornata missionaria mondiale, tre nuovi santi che hanno amato Dio e il prossimo

In evidenza
VATICANO
Papa: sono con i cristiani perseguitati di Mosul e del Medio Oriente"Il Dio della pace susciti in tutti un autentico desiderio di dialogo e di riconciliazione. La violenza non si vince con la violenza. La violenza si vince con la pace!". All'Angelus Francesco ha commentato la parabola del buon grano e della zizzania. Dio è "paziente", sa che "la stessa zizzania, alla fine, può diventare buon grano". Ma "al tempo della mietitura, cioè del giudizio, i mietitori eseguiranno l'ordine del padrone separando la zizzania per bruciarla".
CINA - VATICANO
Pechino, i seminaristi disertano la consegna dei diplomi: Non celebriamo messa con i vescovi illecitiIl rettore del seminario è il vescovo illecito Giuseppe Ma Yinglin: gli studenti rifiutano di concelebrare con lui e respingono anche mons. Fang Xingyao, che ha partecipato a diverse ordinazioni episcopali illecite. La direzione chiude l'anno senza dare diplomi e rimanda tutti a casa: voci dicono che a settembre alcuni corsi "non ripartiranno". Il precedente del 2000, quando 130 giovani preferirono la fedeltà al Papa piuttosto che il compromesso con il governo.
HONG KONG-VATICANO-CINA
Card. Zen: Libertà religiosa e libertà civili sono unite, per la Cina e per Hong Kong
di Bernardo CervelleraConversazione a tutto campo con il vescovo emerito di Hong Kong: il coraggio di mons. Ma Daqin, che ha inviato un messaggio a papa Francesco; i cattolici sotterranei pronti anche a farsi arrestare; i sospetti sulla sincerità di Pechino nel possibile dialogo con la Santa Sede. E sul fronte di Hong Kong, la marcia per il referendum sulla democrazia; il sostegno a "Occupy Central"; la paura del governo e gli arresti. Per il card. Zen libertà religiosa e libertà civili vanno insieme.

Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate