29 Maggio 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 17/07/2012
CINA
Ergastolo per l'ex capo del Partito che ha ucciso la steppa mongola
Per 8 anni Liu Zhouzhi ha intascato bustarelle favorendo lo sfruttamento minerario della regione fino a distruggere il paesaggio, inquinare i terreni e inaridire le fonti dei pascoli.

Pechino (AsiaNews) - L'ex capo del Partito comunista nella Mongolia interna è stato condannato al carcere a vita per aver preso mazzette che hanno portato all'inquinamento della steppa mongola e all'oppressione dei pastori mongoli. Secondo la sentenza, pubblicata ieri sul Beijing News, Liu Zhozhi, che era stato radiato dal Partito prima del processo, ha usato i suoi otto anni al potere per intascare fino a 8,17 milioni di yuan (oltre un milione di euro).

La sentenza, emessa il 2 luglio scorso dal Tribunale del popolo di Pechino, non è stata impugnata dal condannato.

Secondo l'accusa, dal 2002 al 2010 Liu è stato in successione capo della lega governativa di Xilingol; poi segretario del partito; poi vicepresidente del governo della Regione autonoma. Grazie al suo potere egli ha accettato bustarelle e percentuali per approvare nuove imprese economiche, dando soprattutto licenze per la requisizione di terre a fine di sfruttamento minerario.

Negli ultimi anni la corsa a sfruttare miniere nella regione di Xilingol - dal rame alle terre rare - ha portato alla distruzione di paesaggi, prosciugamento delle fonti e relativa aridità dei pascoli, inquinamento delle terre. Per molto tempo i pastori mongoli si sono lamentati e ribellati, anche se il governo ha cercato di sopprimere le rivolte.

Liu Zhuozhi si è arricchito anche facilitando promozioni nel Partito per i suoi amici. Per ogni promozione egli riceveva circa 650mila yuan.

La corte l'ha condannato a una pena "leggera" (non alla pena di morte) perché Liu ha confessato i suoi crimini e ha ridato indietro il denaro ricevuto in bustarelle.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
31/05/2011 CINA
Crescono tensioni e controlli nella Mongolia Interna
27/05/2011 CINA
Mongolia Interna: in piazza la protesta contro i soprusi cinesi
17/03/2009 CINA
La fossa dei dinosauri nel deserto di Gobi
26/07/2011 CINA
Mongolia Interna: nuove proteste e scontri con la polizia, decine di feriti
01/09/2009 CINA
In Cina a rischio i raccolti di cereali, la peggiore siccità degli ultimi anni

In evidenza
ASIA
La Veglia per i cristiani perseguitati, nostri maestri nella missione in occidente
di Bernardo CervelleraIl “muro dell’indifferenza e del cinismo”, il mutismo e l’inerzia tante volte denunciati da papa Francesco sono divenuti quasi una fortezza. Davanti alle persecuzioni vi è un strumentalizzazione “confessionale”, che tende a bollare l’islam e tutto l’islam, e una strumentalizzazione “ideologica”, che “dimentica” ciò che accade in Corea del nord o in Cina. E all’Europa sempre più post-cristiana sembra non interessare i cristiani.
RUSSIA - CINA
Patriarcato di Mosca: la Cina autorizza l’ordinazione di sacerdoti ortodossi cinesi sul suo territorio
di Marta AllevatoIl metropolita Hilarion, ‘ministro degli Esteri del Patriarcato’, lo ha riferito al termine della sua visita in Cina, dove ha incontrato i vertici dell’amministrazione statale per gli affari religiosi. Il primo sacerdote dovrebbe servire ad Harbin e in futuro potrebbero avvenire altre due ordinazioni. L’alleanza strategica tra Mosca e Pechino - sullo sfondo della nuova Guerra Fredda con l’Occidente - passa anche per la Chiesa ortodossa, di cui la Repubblica popolare riconosce il ruolo ‘politico’ in Russia.
VATICANO
Papa: Noi e le quattro nuove sante, testimoni della resurrezione “dove più forte è l’oblio di Dio e lo smarrimento dell’uomo”Francesco proclama sante quattro suore, una francese, una italiana, due palestinesi: Maria Alfonsina Danil Ghattas, fondatrice delle Suore del Rosario, e la carmelitana Maria di Gesù Crocifisso (al secolo: Maria Bawardy). Presente Mahmoud Abbas, presidente dell’Autorità palestinese. “Rimanere in Cristo” e coltivare “l’unità fra di noi” sono segni essenziali della testimonianza. Maria Bawardy, “strumento di incontro e di comunione con il mondo musulmano”.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate