28/11/2018, 11.47
IRAN
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Esperti turistici: viaggiare in Iran è sicuro come in Canada

Invece, tre dei cinque Paesi più pericolosi al mondo si trovano in Medio oriente (Siria, Yemen e Iraq). Il governo di Teheran punta sul turismo sostenere l’economia. Nonostante le sanzioni Usa, nei primi sei mesi dell’anno fiscale i visitatori stranieri aumentati del 51%. Una crescita “senza precedenti”. 

 

Teheran (AsiaNews) - Viaggiare in Iran è altrettanto sicuro come farlo nel Regno Unito e in Canada; il rischio di finire coinvolti in violenze, incidenti o atti criminali è “basso”. È quanto emerge dalla guida Travel Risk Map 2019, elaborata dagli esperti mondiali di International SOS in collaborazione la società britannica Control Risks, specializzata in politiche di sicurezza e strategie di rischio. Dalla classifica emerge inoltre che tre dei primi cinque Paesi più pericolosi al mondo si trovano in Medio oriente: Siria, Yemen, Afghanistan, Iraq e Libia. 

La mappa mostra i fattori di rischio di ciascun Paese, basandosi sulle minacce poste ai viaggiatori da: violenze politiche, fra cui terrorismo, rivolte e guerre civili; rivolte sociali, che comprendono divisioni settarie, scontri etnici; crimine organizzato e comune. A questo si aggiungono il livello delle infrastrutture e dei trasporti, le relazioni industriali, la sicurezza e i servizi di emergenza, oltre che il pericolo cui è soggetto il Paese a disastri naturali. 

La Travel Risk Map 2019 è suddivisa in cinque categorie di rischio: insignificante, basso, medio, elevato ed estremo. Nel primo settore sono inserite nazioni europee (Lussemburgo, Danimarca, Svizzera, Norvegia e Finlandia), insieme a Seychelles e Capo Verde. Pochi pericoli in Iran, Giordania, Oman, Qatar, Canada, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda. 

Per la Repubblica islamica la classifica rappresenta un successo ed è un ulteriore incoraggiamento a favorire le politiche di sostegno al turismo, promosse negli ultimi anni dal governo. Nei primi sei mesi del corrente anno fiscale (22 marzo-21 settembre) il numero di visitatori stranieri è aumentato del 51%, nonostante il ritorno delle sanzioni Usa e la minaccia di isolare la Repubblica islamica lanciata da Washington.

Per gli esperti iraniani è “una crescita senza precedenti”. Inoltre, le previsioni per il futuro parlano di una crescita ulteriore che proseguirà sino alla fine dell’anno in corso (marzo 2019 secondo il calendario persiano). 

Per rafforzare il mercato del turismo, l’Iran ha ospitato di recente ad Hamedan la 40ma sessione plenaria dell’Organizzazione mondiale del turismo, agenzia affiliata alle Nazioni Unite. L’evento si è svolto dal 12 al 14 novembre e ha attirato nel Paese centinaia di rappresentanti ed esperti del settore da tutto il pianeta, confermando il sostegno internazionale garantito a Teheran a dispetto delle politiche promosse dalla Casa Bianca. 

Zurab Pololikashvili, segretario generale Unwto, racconta di essere venuto in Iran “per promuovere” il Paese come meta “sicura e tranquilla” per il turismo, un settore importante per l’economia nazionale che va “sostenuto”. “La nostra presenza in Iran - aggiunge - vuol dire che invitiamo la gente di tutto il mondo a venire e visitare le molte attrazioni qui presenti”.

Secondo il forum di esperti World Travel & Tourism Council (Wttc), l’Iran si piazza al 20mo posto su 185 nazioni al mondo per potenziale di crescita nel settore del turismo.

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