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  • » 12/11/2015, 00.00

    EGITTO-RUSSIA

    Esperto di terrorismo: La bomba sull’aereo russo, un complotto internazionale per punire l’Egitto e al Sissi



    Parla Samir Ghattas, esperto di terrorismo. La bomba che ha ucciso 224 persone sul Metrojet doveva avere apparecchiature sofisticate: deve essere stata prodotta all’estero. I sospetti su Turchia, Qatar, Fratelli Musulmani, Gran Bretagna e Stati Uniti. Una punizione per al Sissi, che diventa troppo amico della Russia e un colpo all’economia egiziana, che perde 262 milioni di euro al mese per la caduta del turismo.

    Il Cairo (AsiaNews) – L’aereo russo caduto sul Sinai, che ha fatto 224 morti, è un attentato contro la Russia e il suo impegno nella guerra in Siria. Ma è anche una “punizione”  verso il presidente egiziano Abdelfattah al Sissi, “reo” di staccarsi dalla tradizionale amicizia con gli Stati Uniti. E un colpo al suo tentativo di far rinascere l’economia egiziana che ha nel turismo uno dei suoi pilastri.

    Samir Ghattas, 66 anni, esperto di terrorismo (ha lavorato nel Middle East Forum e ora è candidato al parlamento), è certo che l’abbattimento del Metrojet e la discesa delle presenze turistiche siano “un atto di intelligence internazionale”. Se vi è stata una bomba sull’aereo, egli dice, doveva essere una bomba complessa, costruita senz’altro all’estero da qualche grande ed esperto produttore. Egli mette in relazione e sotto sospetto Turchia, Qatar, Fratelli Musulmani, Gran Bretagna e Stati Uniti. E fa notare la frettolosa decisione di alcuni Paesi (Germania, Gran Bretagna, Francia,…) nel bloccare tutti i voli per Sharm el-Sheikh, a differenza di quanto è accaduto in Tunisia con gli attentati al museo del Bardo e sulla spiaggia di Sousse. A causa di questo, l’Egitto perderà circa 262 milioni di euro di entrate al mese per mancato turismo.

    Ecco l’intervista che Samir Ghattas ha rilasciato ad AsiaNews.

     

    Come è la situazione del turismo e della società dopo l’incidente (o attacco terrorista)?

    La crisi sta diventando molto complessa: il turismo è una delle fonti di valuta estera fra le più importanti. I Fratelli musulmani hanno nelle loro mani più del 60% degli uffici di cambiavaluta. In passato la moneta andava giù in favore del dollaro o dell’euro. Ora questo avviene con l’azzoppamento del turismo.

     

    Questo attacco terrorista vuole solo colpire l’industria turistica o azzoppare tutta la nazione egiziana?

    Sono sicuro che questo attacco sia un atto di intelligence internazionale. Non è qualcosa che un normale terrorista possa fare a livello locale. Se è scoppiata la bomba nell’aereo, non è certo una bomba qualunque: è stata messa su un aereo, con un timer che la facesse scoppiare a una certa altezza…

    E’ un colpo alla Russia e al suo impegno nella guerra in Siria contro l’Isis. L’incidente provoca anche una crisi economica in Egitto e colpisce il rapporto di amicizia fra Egitto e Russia. Questo va di pari passo con ciò che i Fratelli musulmani stanno preparando dalla Turchia e con l’aiuto del Qatar, per rendere più difficile la vita in Egitto.

     

    Avete delle prove per dire che è un complotto internazionale?

    Sì ho delle prove. Se è una bomba, è un oggetto troppo complicato da far scoppiare in un aereo. Non è la stessa cosa di un’auto-bomba o un ordigno che scoppia a terra.

    Esso deve essere programmato perché scoppi durante il volo e si inneschi secondo la pressione dell’aria. Israele ha registrato la voce di un terrorista che commenta un possibile attacco aereo, augurando il miglior successo all’operazione. Il terrorista in questione sarebbe un egiziano del Sinai, Abou Oussama el Masri.  Forse un terrorista locale ha messo la bomba nell’aereo, ma la bomba deve essere senz’altro stata preparata all’estero, dato che essa ha bisogno di un altimetro e di una struttura complessa.

     

    Cosa pensa delle dichiarazioni di Usa e Gran Bretagna, i primi a parlare di attacco terrorista?

    Questo conferma quanto dico, che vi è un piano internazionale. Se si paragona con quello che è successo in Tunisia, l’Unione europea e la Francia erano molto simpatetici con la Tunisia e non hanno richiamato i loro turisti. Invece con l’Egitto, Germania e Francia hanno subito bloccato i voli a Sharm el Sheikh. L’ambasciatore britannico, dopo nemmeno un’ora dall’incidente è andato a Sharm a spingere i suoi connazionali a partire.

    I media inglese sono stati i primi a parlare della bomba [non dimetichiamo che in UK i Fratelli musulmani hanno il loro quartiere generale]. Inoltre, il giorno dopo c’era la visita di El Sissi in UK, avvenuta sotto la minaccia terrorista ed economica.

     

    Cosa si può fare oggi per contrastare queste minacce? Basta pontenziare la sicurezza?

    L’attentato è una punizione per Sissi che è troppo amico della Russia e acquista armi dalla Russia. In questo modo egli è andato fuori del cono di influenza degli Stati Uniti, ciò che è molto frustrante per Obama.

    La sicurezza deve essere rafforzata e abbiamo anche da stringere di più i legami con i Paesi amici. Fra questi vi è pure l’Italia, che ha molta esperienza nel settore della sicurezza, oltre ad avere un’economia florida.

    Il flusso degli investimenti in Egitto si sta abbassando, soprattutto a causa dell’Arabia saudita. Per questo il governo sta incoraggiando investimenti da tutto il mondo, ma è un lavoro titanico.

    E’ un grande impegno e prova per Sissi, mentre ci si prepara alle elezioni e si avvicina l’anniversario della caduta di Mubarak (25 gennaio 2011). Penso che ci sarà un tentativo di contrastare questi appuntamenti da parte di una coalizione che vede insieme i Fratelli musulmani, la Turchia, il Qatar e i servizi segreti della Gran Bretagna. Secondo me stanno preparando manifestazioni in Egitto e un accrescimento della tensione fra la sicurezza e la popolazione.

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