25/08/2015, 00.00
PAKISTAN
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Faisalabad, la moglie è una convertita dall’islam. Famiglia cristiana costretta a fuggire di città in città

di Stephen Masih
Khurram Naveed, 33 anni, cristiano, e Sobia, 25 anni, musulmana, lavoravano come insegnanti nella stessa scuola. Aiutata da Khurram, Sobia ha scoperto il cristianesimo e ha deciso di farsi battezzare. Da sposati, e con due figlie, i genitori di lei, i vicini musulmani e gli imam li spingono a convertirsi all’islam o a subire drammatiche conseguenze. I due sperano di poter emigrare all’estero.

Faisalabad (AsiaNews) – “Da quando ci siamo sposati abbiamo cambiato molti posti dove vivere. Ovunque andiamo, dopo qualche mese, la gente ci fa domande sulla conversione della mia amata moglie. Talvolta gli imam vogliono costringerci a convertirci all’islam e ci minacciano con le più terribili conseguenze. Io, mia moglie e I miei figli siamo costretti a fuggire da qualche altra parte. Ci sentiamo minacciati non appeal la gente viene a sapere del passato islamico di mia moglie”. Khurram Naveed riassume così l’odissea a cui è costretta la sua famiglia da quando lui ha maritato una ragazza musulmana che si è convertita al cristianesimo.

“Fuggire da un posto all’altro – aggiunge -  non è facile: si devono affrontare tanti problemi. Fino ad ora ho cambiato per sei volte lavoro e trovare un impiego in un nuovo posto non è facile. Ma abbiamo bisogno di sicurezza per la nostra vita e per questo chiediamo aiuto al popolo di Dio”.

Tutto è iniziato quando Khurram Naveed, 33 anni, cristiano,  e Sobia, 25 anni, figlia di Muhammad Riaz, residente a Jameel Park a Faisalabad, hanno iniziato nel 2009 a insegnare nella scuola elementare “The Light” (“La luce”), una scuola cristiana.

Essendo una scuola improntata al cristianesimo, il responsabile offriva lezioni di Bibbia aperte agli studenti e agli insegnanti. Sobia ha partecipato spesso a queste lezioni insieme ad altri cristiani e col passar del tempo è rimasta affascinata dall’insegnamento del Vangelo. Ha iniziato a leggere la Bibbia e alla fine ha deciso di abbracciare la fede cristiana. Per condividere le sue impressioni sul cristianesimo ed essere aiutata ad avvicinarsi al battesimo, Sobia ha chiesto aiuto a un altro insegnante, Khurram Naveed.

Khurram ha spiegato l’intera storia a un pastore. Dopo diverse discussioni con Sobia, e vedendo la piena coscienza nel suo credere in Gesù Cristo, il pastore ha deciso di battezzarla anche perché Sobia era 21enne e perciò un’adulta matura.

Il 9 gennaio 2010 Sobia è stata battezzata con un nuovo nome cristiano, Mariam (Maria). Dopo la conversione, Mariam avrebbe voluto sposarsi con un giovane cristiano. Alla fine, il 20 aprile 2010, Khurram Naveed e Mariam si sono sposati. Il loro matrimonio è stato registrato come matrimonio cristiano secondo la legge (art. 32 e 54, sez. 9).

Ma dopo il loro matrimonio, è stato impossibile vivere a Jameel Park. Così, i due sposi sono fuggiti a Farooqabad, un quartiere periferico di Faisalabad, dove essi hanno potuto iniziare la loro vita matrimoniale. Tutto è andato bene per tre anni, ma nell’aprile 2015  i genitori di Mariam sono riusciti a conoscere il loro indirizzo. I parenti non sono intervenuti in modo diretto, ma hanno istigato i loro vicini musulmani. Essi hanno cominciato a dire che Mariam era musulmana, che è stata convertita e rapita da Khurram Naveed.  I vicini hanno continuato a questionare sulla religione della coppia, fino a che alcuni imam hanno intimato loro di convertirsi all’islam o avrebbero dovuto sopportare le conseguenze. Dopo pochi giorni, la coppia cristiana ha dovuto fuggire in un altro luogo segreto, ma anche là sono stati raggiunti dai genitori di Mariam. Così i due sono dovuti fuggire di nuovo, cambiando città, dato che non si sentivano al sicuro quando la gente veniva a conoscere il loro passato. Al presente essi sono nascosti in un luogo segreto, insieme alle loro due figliolette, Ramia, di 4 anni, e Eman, di due.

Il pastore Mukhtar Fazal, proprietario della scuola “The Light”, lancia un appello: “Dopo la conversione di Sobia, non è stato possibile tenere aperta la scuola nella stessa città, sebbene l’istituto funzionasse bene ed era molto stimato. Ho dovuto vendere l’edificio a metà del suo prezzo di mercato. Il mio lavoro è stato rovinato, nonostante io non fossi implicato in modo diretto nella storia. Prego perché questa coppia cristiana abbia un futuro tranquillo nella nostra società. E spero che qualche cristiano ne mondo possa aiutarli a trovare un po’ di tranquillità. Per me l’unica possibilità che vedo per loro è trasferirsi in un’altra nazione”.

Da parte sua, Maria, parlando con AsiaNews, mette in luce qualche altra difficoltà nell’essere cristiani in Pakistan: “Sono divenuta cristiana più di cinque anni fa, ma ancora adesso non ho la mia carta d’identità cristiana, come pure altri certificati. Se io vado in qualche ufficio del governo e chiedo dei documenti con segnata la mia nuova fede, rischi di ricevere minacce per essermi convertita al cristianesimo. Avere i documenti è fondamentale: senza di essi non possiamo iscrivere le nostre figlie a scuola. Ed essendo ancora registrata come musulmana, questo ci porta a nuove minacce.  Spero tanto che qualcuno ci aiuti perché è ormai impossibile vivere una vita libera”.

“Ad ogni modo – conclude – anche con tutti questi problemi, rimaniamo fermi nella nostra fede, seguendo l’insegnamento del Signore Gesù fino all’ultimo respiro. Ho accettato Lui nel mio cuore e non ritorno indietro”.

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