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  • » 31/08/2016, 12.30

    PAKISTAN

    Faisalabad, musulmani chiedono perdono per un attacco ai cristiani

    Shafique Khokhar

    Il 19 agosto scorso, per futili motivi un gruppo di islamici ha fatto irruzione nel quartiere cristiano “Khusal Town” della città, picchiando i residenti e mandandone quattro all’ospedale. Dopo due settimane di incontri e trattative, le due comunità si sono riconciliate. Attivista per i diritti umani: “È la prima volta che accade qualcosa del genere nella città”.

     

    Faisalabad (AsiaNews) – Si è risolto con le scuse della comunità musulmana l’episodio di violenza che ha visto coinvolti i cristiani del quartiere “Khushal Town” di Faisalabad, che due settimane fa sono stati assaliti da un gruppo di musulmani. Dopo una serie di incontri e trattative, le due comunità si sono riconciliate.

    Il 19 agosto scorso Adnan Masih, operaio cristiano di 22 anni, ha colpito per sbaglio un musulmano mentre viaggiava in moto. La vittima è il cognato di un influente leader musulmano locale, Muhammad Umer Hayat. Nonostante le ripetute scuse del ragazzo cristiano, l’islamico ha iniziato a picchiarlo insieme ad altre persone, per poi fare irruzione nel quartiere cristiano e attaccare i residenti. Almeno quattro persone sono state trasportate in ospedale. Adnan ha subito fratture e 16 punti di sutura alle ferite.

    Tre giorni dopo l’accaduto, il 22 agosto, alcuni leader cristiani insieme a Robin Daniel (attivista per i diritti umani) e George Clement (ex parlamentare), si sono recati alla centrale di polizia per denunciare l’attacco e chiedere protezione per i cristiani.

    Il 26 agosto i capi delle comunità cristiana delle colonie vicine a “Khushal Town” si sono riuniti in assemblea per deliberare sul caso. In quell’occasione hanno istituito due commissioni legali e hanno deciso che tutta la comunità avrebbe incontrato il funzionario della polizia speciale alla centrale, per chiedere di mettere in pratica il codice penale sugli attacchi di massa e sulla violazione di proprietà privata con intenti criminali.

    Il 28 agosto è giunto in visita a Faisalbad Kahlil Tahir Sandhu, ministro provinciale per i Diritti umani e le minoranze. I leader della comunità lo hanno reso partecipe del clima di tensione fra i musulmani e i cristiani a “Kushal Town”. Il ministro si è espresso a favore di una normalizzazione dei rapporti e quella sera i vertici delle due comunità religiose si sono riuniti.

    I cristiani hanno messo in guardia i musulmani, dicendo che ora i cattolici sono meglio preparati per rispondere a episodi come quelli di Shanti Nagar, Gojra e Sanglahill. La comunità internazionale, hanno detto, può essere allertata in pochi minuti e il Pakistan si è impegnato a proteggere le minoranze secondo i dettami dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr).

    Due giorni dopo questo incontro, ieri 30 agosto, musulmani e cristiani si sono riuniti per finalizzare gli accordi di pace alla presenza dei notabili della città e di testimoni. I colpevoli dell’attacco hanno chiesto perdono in pubblico e otto leader musulmani hanno garantito la durata della riconciliazione. Le vittime cristiane hanno accettato le scuse e oggi i documenti ufficiali sono stati consegnati alla commissione preposta.

    Parlando ad AsiaNews Robin Daniel, presidente dell’Alleanza per le minoranze del Pakistan, definisce straordinario il risultato delle trattative: “È la prima volta nella storia della città – dice – che 60 musulmani si scusano in pubblico per i loro atti violenti e promettono di non offendere nemmeno a parole i cristiani che vivono in modo pacifico. Ringrazio tutti i leader cristiani che ci hanno sostenuto in questo percorso di riconciliazione”.

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