22/03/2016, 07.51
COREA
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Famiglie divise fra Nord e Sud in Corea: ormai i morti superano i vivi

Dei 130.838 sudcoreani che dal 1988 si sono registrati per incontrare i parenti nella parte Nord del confine il 50,4% è oramai deceduto. Da quando il conservatore Lee Myung-bak ha vinto le elezioni, nel 2008, si sono svolti soltanto quattro round di incontri. Le tensioni nella penisola vengono pagate dai più deboli.

Seoul (AsiaNews) – Per la prima volta dalla divisione della penisola coreana, fra i familiari divisi dal confine sono più numerosi i morti rispetto ai vivi. Almeno per quanto riguarda la parte Sud, dato che dal Nord non sono mai arrivati dati su questo argomento molto sensibile. Secondo la Croce Rossa sudcoreana, incaricata di gestire i round di riunificazione, dei 130.838 sudcoreani che dal 1988 si sono registrati per incontrare i parenti nella parte Nord del confine il 50,4% è oramai deceduto.

Per quanto riguarda i sopravvissuti – un totale di 64.916 persone – l’82,4% ha più di 70 anni di età; il 56,6% ha invece superato gli 80 anni. Nonostante questi dati riflettano l’urgenza di permettere nuovi incontri, da quando la presidenza di Seoul è andata al conservatore Lee Myung-bak (2008) si sono svolti soltanto quattro round di riunificazioni familiari.

L’ultimo si è svolto nell’ottobre 2015.  Questi momenti sono fra i più strazianti nella psicologia dei coreani: essi ricordano che un tempo le due parti della penisola erano unite e che vi erano famiglie che sono state spezzate dalla guerra e dalla divisione, che per decenni non hanno potuto mai vedersi, sentirsi, scrivere.

Per partecipare, i cittadini che possono dimostrare di avere un parente ancora in vita dall'altra parte del confine si registrano presso il ministero sudcoreano dell'Unificazione. Da questa macro-lista, il governo di Seoul prepara diverse liste per ordine di anzianità e per grado di parentela: la precedenza viene data a chi è più anziano - ma può comunque sopportare i disagi fisici e mentali che queste riunificazioni comportano - e a chi ha parenti prossimi come figli o fratelli e sorelle.

Dati questi criteri si arriva a una lista di circa 1000 nomi, e il ministero affida a un computer nel corso di una lotteria trasmessa in televisione la scelta casuale dei nomi che verranno inclusi nelle riunificazioni. A questi si aggiungono una serie di “riserve”, che subentrano in caso di impreviste marce indietro dell'ultimo momento: chi partecipa viene poi escluso dalle liste. Sconosciuti invece i metodi di selezione applicati da Pyongyang e le statistiche sui familiari della parte Nord.

Dallo storico summit inter-coreano del 2000 – che doveva renderle istituzionali – le riunificazioni familiari si sono svolte in 19 edizioni faccia a faccia, più sette in video conferenza. Soltanto 18.800 familiari hanno avuto modo di incontrarsi. 

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