28/10/2010, 00.00
VATICANO-INDIA
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Fiducia e rispetto sono fondamenti del dialogo tra cattolici e indù

Messaggio del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso in occasione del Divali, la “Festa delle luci”. Il rispetto è la considerazione che naturalmente deve avere ogni persona e la dignità comporta l’inalienabile diritto di ognuno a essere protetto da ogni forma di violenza, abbandono o indifferenza.
Città del Vaticano (AsiaNews) – Fiducia e rispetto reciproci sono fondamentali nel dialogo interreligioso tra cattolici e indù, per rinforzare l’amicizia e la cooperazione. E’ una riflessione su questo principio il messaggio che il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso ha indirizzato anche quest’anno agli indù in occasione del Diwali, la “Festa delle luci”.
 
Il Diwali è una delle più importanti feste induiste. Essa simboleggia la vittoria della verità sulla menzogna, della luce sulle tenebre, della vita sulla morte, del bene sul male. La celebrazione vera e propria dura tre giorni segnando l’inizio di un nuovo anno, la riconciliazione familiare, specialmente tra fratelli e sorelle, e l’adorazione a Dio. Per questo tradizionalmente in tale occasione si usa accendere delle luci, in particolare delle lampade tradizionali chiamate diya, e ci sono spettacoli pirotecnici.
  
“Il rispetto – si legge nel documento firmato dal presidente, card. Jean-Louis Tauran e dal segretario del Pontificio consiglio,mons. Pier Luigi Celata - è la considerazione dovuta per la dignità che appartiene per natura ad ogni persona indipendentemente da qualunque riconoscimento esteriore. La dignità implica il diritto inalienabile di ogni individuo ad essere protetto da qualsiasi forma di violenza, negligenza o indifferenza. Il rispetto reciproco, quindi, diviene uno dei fondamenti della coesistenza pacifica ed armoniosa ed anche del progresso nella società. La fiducia, d’altra parte, nutre ogni sincera relazione umana, sia personale che comunitaria. La fiducia reciproca, oltre a creare un ambiente che tende alla crescita ed al bene comune, forma il mutuo convincimento che possiamo fare assegnamento gli uni sugli altri per raggiungere un comune obiettivo”.
 
“Tale mutuo convincimento – prosegue il messaggio, che non fa diretto riferimento agli episodi di  tensioni e violenze che stanno colpendo i cristiani in India - crea negli individui e nelle comunità la disponibilità e la prontezza ad avviare una fruttuosa cooperazione non solo nel compiere il bene in generale, ma anche nel dedicarsi alle gravi ed irrisolte sfide del nostro tempo. Nell’applicare quanto detto sopra al nostro impegno ad apprezzare e promuovere il dialogo e le relazioni interreligiose, sappiamo bene che il rispetto e la fiducia non sono dei sovrappiù opzionali ma i veri pilastri sui quali si fonda l’edificio stesso del nostro impegno”.
 
“Questo impegno, che coinvolge tutti noi, credenti e persone che cercano la Verità con cuore sincero, nelle parole del Papa Benedetto XVI è: ‘…diventare assieme artefici di pace, in un reciproco impegno di comprensione, di rispetto e di amore’(Discorso ai delegati delle altre Chiese, Comunità Ecclesiali e di altre Tradizioni Religiose, 25 aprile 2005). Di conseguenza, quanto più grande è il nostro impegno nel dialogo interreligioso, tanto più pieni diventano il nostro rispetto e fiducia, portandoci a sviluppare la cooperazione e l’azione comune. Il Papa Giovanni Paolo II, di felice memoria, durante la sua prima visita in India, disse: ‘Il dialogo tra i membri di religioni diverse accentua e approfondisce il rispetto reciproco e apre la via a relazioni che sono fondamentali nella soluzione di problemi della sofferenza umana’ (Discorso agli esponenti delle religioni non-cristiane, Madras – Chennai, 5 febbraio 1986)”.
 
“Come persone che hanno a cuore il benessere degli individui e delle comunità - conclude il messaggio - possiamo dare maggiore visibilità con ogni mezzo in nostro potere ad una cultura che promuova il rispetto, la fiducia e la cooperazione”.
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