22 Ottobre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 27/05/2016, 12.48

    FILIPPINE

    Filippine, torna l’incubo degli squadroni della morte



    Resi famigerati dalla dittatura militare, i “reparti speciali” della polizia alle dipendenze dirette del presidente erano stati aboliti con la caduta di Ferdinando Marcos. Il presidente eletto Rodrigo Duterte li ha più volte elogiati, e li avrebbe rimessi in piedi per trasformare Davao – di cui è stato per anni sindaco – in una roccaforte della sicurezza. Nell’ultima settimana sono stati uccisi a colpi di pistola otto presunti spacciatori di droga. Arcivescovo di Cebu: "Il nuovo leader dice una cosa e ne fa altre cento". 

    Manila (AsiaNews) – Le forze di polizia filippina hanno ucciso otto presunti spacciatori di droga negli ultimi cinque giorni in scontri a fuoco per le strade di diverse città del Paese. La stampa locale inizia a parlare di “esecuzioni” e del “ritorno degli squadroni della morte” resi famigerati dalla dittatura Marcos. D’altra parte lo stesso presidente eletto, Rodrigo Duterte (nella foto), ha in più occasioni celebrato l’utilizzo delle “forze speciali” di polizia. Secondo i suoi oppositori è proprio grazie a queste, e a centinaia di omicidi extra-giudiziali, che sarebbe riuscito a trasformare la città di Davao (della quale è stato sindaco per anni) in una roccaforte della sicurezza.

    Da parte sua, la pubblica sicurezza sottolinea che gli otto presunti spacciatori “sono morti in maniera legale”. Si tratterebbe in tutti i casi di scontri a fuoco “provocati dai delinquenti”. Un omicidio è avvenuto a Manila, un secondo nei pressi della capitale, un terzo in una cittadina del nord del Paese; altri tre proprio a Davao, mentre degli ultimi due non si hanno particolari.

    L’ispettrice di polizia Milgrace Driz, di Davao, non ha voluto commentare le testimonianze che invece definiscono i tre omicidi locali come “una esecuzione”. Secondo alcuni testimoni, cinque uomini armati e in motocicletta hanno sparato ad altezza d’uomo contro i tre piccoli criminali e poi si sono allontanati con calma. Una fonte sostiene di aver visto almeno una radio della polizia addosso a uno degli assalitori.

    Per la Driz si tratta invece di un “chiaro regolamento di conti fra gang criminali nemiche fra di loro. Gli squadroni della morte di Davao non esistono e non sono mai esistiti. Siete voi giornalisti che li avete creati con la vostra immaginazione”. Diversi attivisti per i diritti umani e rappresentanti di Ong internazionali sono invece convinti che le squadre – “eredità” della dittatura Marcos, sciolte con la caduta del regime – stiano tornando in voga: “Temiamo l’erosione dello stato di diritto. Quando avverrà, e avverrà, le Filippine diverranno il Selvaggio West e saranno del tutto ingovernabili”.

    Il presidente eletto ha attaccato a testa bassa sia queste Ong - definite "agenti degli stranieri con interessi nel Paese" - che la Chiesa cattolica. Secondo Duterte, i vescovi filippini "sono corrotti e ipocriti" oltre a essere "figli di...": "Parlano di tante cose morali, ma poi chiedono favori alla politica. Li hanno chiesti anche a me". La Conferenza episcopale aveva preparato un comunicato di risposta, ma "con umiltà" i presuli hanno deciso di non pubblicarlo e attendere invece l'insediamento ufficiale previsto per il 30 giugno. 

    Nel frattempo l'arcivescovo di Cebu, mons. Jose Palma, ha dichiarato di "non capire" come funziona la mente di Duterte: "Dice una cosa, la cambia un pochino il giorno dopo, nel frattempo ne fa altre cento. Comunque dobbiamo aspettare e vedere cosa farà durante il suo mandato. E ascoltare con umiltà quello che dice, anche se è contro la Chiesa. Poi, in caso, risponderemo".

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    17/03/2017 12:48:00 FILIPPINE
    Tentativo di impeachment per il presidente Duterte

    Il deputato Gary Alejano: “Duterte è inadatto a ricoprire la più alta carica del Paese”. Il parlamentare accusa il presidente per le uccisioni extragiudiziare durante il suo attuale mandato e quando era sindaco di Davao, quasi 10 mila le vittime totali. Denunciate anche le assunzioni di 11mila dipendenti fantasma e l’appropriazione indebita di circa 40 milioni di euro.



    13/10/2017 15:39:00 FILIPPINE
    Duterte minaccia l’espulsione dei diplomatici europei

    Cambio di strategia nella guerra antidroga. Nel mirino fornitori e “pesci grossi”. Il presidente rimuove la polizia nazionale delle operazioni e attacca i detrattori. A picco il grado di apprezzamento dell’elettorato filippino.



    04/08/2016 12:13:00 FILIPPINE – ONU
    Filippine, l’Onu condanna gli omicidi extragiudiziari

    Dall’elezione di Rodrigo Duterte, 704 sospetti spacciatori sono stati uccisi senza essere portatI a giudizio. Yury Fedotov, direttore esecutivo dell’Ufficio delle Nazioni Unite sulla droga e i crimini (Unodc) punta il dito contro la pratica. Durante la campagna elettorale Duterte ha promesso la morte ad almeno 100mila spacciatori.

     



    21/09/2017 09:03:00 FILIPPINE
    Manila, Duterte al figlio: ‘Se colpevole, sei morto’

    Paolo Duterte è accusato di associazione a delinquere e traffico di droga. Il giovane politico nega di aver introdotto nel Paese metamfetamina per 120milioni di euro. Deputati dell'opposizione affermano che presidente e famiglia sono da tempo coinvolti in attività illecite. 



    01/07/2016 08:15:00 FILIPPINE
    Manila, i vescovi: Non siamo nemici, ma vigileremo sul nuovo governo

    Il presidente della Conferenza episcopale spiega che la Chiesa cattolica “intende collaborare” per il bene dei filippini ma, allo stesso tempo, “rimarrà vigile. Offriremo le nostre critiche e denunceremo gli errori, ma non vedeteci come nemici. Siamo fratelli e amici che vogliono che i politici riescano nei loro scopi”.





    In evidenza

    MYANMAR
    Non solo Rohingya: la persecuzione delle minoranze cristiane in Myanmar



    La sofferenza di Kachin, Chin e Naga. La discriminazione su basi religiose è in certi casi addirittura istituzionalizzata. I cristiani sono visti come espressione di una fede straniera ed in contrasto con la visione nazionalista. Per anni il regime militare ha introdotto feroci misure discriminatorie.


    VATICANO - ASIA
    Il mondo ha urgenza della missione della Chiesa

    Bernardo Cervellera

    Ottobre è un mese consacrato al risveglio della missione fra i cristiani. Nel mondo c’è indifferenza o inimicizia verso Dio e la Chiesa. Le religioni sono considerate la fonte di tutte le guerre. Il cristianesimo è l’incontro con una Persona, che cambia la vita del fedele e lo mette al servizio delle ferite del mondo, lacerato da frustrazioni e guerre fratricide. L’esempio del patriarca di Baghdad e del presidente della Corea del Sud.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®