16/02/2005, 00.00
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Filippine: paura di nuovi attentati, mentre i musulmani temono ritorsioni

A Jolo, nel sud del Paese, oltre 20 mila i profughi per gli scontri tra ribelli ed esercito.

Manila (AsiaNews/Agenzie) - Cresce nelle Filippine il timore di nuovi attentati dopo i tre attacchi terroristici che lunedì 14 febbraio hanno causato 11 vittime e 150 feriti a Manila, Davao e General Santos.

L'esercito ha rafforzato la vigilanza sulle ambasciate straniere, gli aeroporti, i centri commerciali di Manila, dove lunedì una bomba è esplosa su un autobus nel quartiere di Makati, uccidendo 6 persone. Anche il grande deposito petrolifero di Pandacan – che dista circa 2 kmd al palazzo presidenziale - è stato messo sotto controllo per timore di attacchi. Il presidente Arroyo ha dichiarato di voler "estirpare i resti di Abu Sayyaf", il gruppo terroristico di matrice islamica legato ad Al Qaeda che ha rivendicato il triplice attentato.

Il portavoce del presidente Arroyo ha chiesto alla popolazione di "unirsi contro questi attentati alla nostra libertà e sicurezza" mentre il capo della polizia Edgardo Agilpay ha invitato agli abitanti a "continuare con le normali attività quotidiane".

Tra i musulmani filippini, invece, c'è il timore che retate della polizia, alla caccia dei responsabili degli attentati, colpiscano la comunità islamica in modo indiscriminato. Alcuni rappresentanti musulmani si sono rivolti a un parlamentare della loro circoscrizione, Alan Cayetano, chiedendo di darsi da fare per prevenire tali incidenti. Arroyo ha dichiarato che la sua lotta contro il terrorismo integralista "non è una lotta contro l'islam". La presidente ha inoltre escluso di voler colpire i ribelli separatisti del Moro Islamic Liberation Front (MILF), che sta tenendo dei negoziati con il governo, e nemmeno il Moro National Liberation Front (MNLF) che ha firmato un trattato di pace con Manila nel 1996. Entrambi i gruppi si battono per l'indipendenza dell'isola meridionale di Mindanao, a maggioranza musulmana.

Proprio nel sud del Paese, nell'isola di Jolo, continuano gli scontri fra l'esercito regolare e alcuni fuoriusciti del MILF alleatisi con Abu Sayyaf. Gravi le conseguenze che stanno colpendo la popolazione: almeno 22 mila le persone hanno lasciato le loro case per sfuggire alla stretta dei militari, alla caccia dei rivoltosi che la scorsa settimana hanno teso alcune imboscate alle truppe di Manila.
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