11/08/2008, 00.00
FILIPPINE
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Filippine: scontri fra esercito e ribelli islamici, oltre 20 morti e 130mila sfollati

di Santosh Digal
Oltre 800 guerriglieri arroccati in 15 villaggi a maggioranza cristiana nel North Cotabato. Le violenze hanno creato una enorme crisi umanitaria, la Croce rossa ha predisposto l’invio di cibo e acqua. Parte della Chiesa filippina favorevole all’accordo sulla regione autonoma nel Mindanao.

Manila (AsiaNews) – Oggi l’esercito filippino ha lanciato una massiccia operazione militare per annientare le truppe ribelli del Fronte islamico Moro (Milf), che si rifiutano di abbandonare alcuni villaggi cristiani nel sud del Paese.

Oltre 800 guerriglieri si sono arroccati in 15 villaggi cristiani nel North Cotabato, ingaggiando violenti scontri a fuco con le forze governative: fonti ufficiali parlano di un morto nell’esercito e due vittime fra i ribelli, che si aggiungono ai 18 decessi già registrati domenica 10 agosto. Un morto e numerosi i feriti anche fra la popolazione civile, che deve affrontare ora una grave crisi umanitaria: oltre 130mila persone hanno abbandonato le loro case, fra loro anche tanti musulmani, mentre la Croce Rossa ha predisposto l’invio di medicine, cibo e acqua potabile.

Secondo l’esercito non ci sarà un escalation delle violenze e le operazioni di voto nelle sei province della zona autonoma a maggioranza musulmana nel Mindanao (Armm) si svolgeranno con regolarità. I separatisti del Milf chiedono invece la cancellazione della tornata elettorale e ribadiscono di voler più territori sotto il loro controllo e la possibilità di disporre delle risorse energetiche e minerari che la zona offre.

La scorsa settimana il previsto accordo fra Governo e Milf sulla creazione di una regione autonoma nel Mindanao (ARMM), con la prevista annessione tramite referendum di 712 nuovi villaggi, è stata bloccata dalla Corte suprema, in seguito al montare delle proteste che hanno unito sia cristiani che musulmani, contrari al trattato del quale denunciano la mancata pubblicazione di una bozza preliminare.

Ieri è arrivata una parziale apertura all’accordo da parte di due vescovi della conferenza episcopale filippina, secondo i quali il documento sarebbe “un passo avanti positivo verso la pace”, in una regione segnata “da troppo tempo dai conflitti”. Mons. Orlando Quevedo, arcivescovo di Cotabato, e mons. Antonio Ledesma, arcivescovo di Cagayan de Oro, hanno espresso il loro “sostegno” al trattato, un serio tentativo di “bilanciare la sovranità nazionale e soddisfare l’aspirazione di maggior autonomia dei territori del Bangsamoro”. I due vescovi puntualizzano però che l’accordo di pace fra Milf e governo “deve essere discusso in maniera ancora più approfondita e illustrato al pubblico”.

  

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