20/04/2016, 13.27
PAKISTAN
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Francescano di Lahore: L’Amoris Laetitia, strumento di riconciliazione per i cattolici

di Kamran Chaudhry

P. Victor Sawera è il superiore del Cento di formazione francescano di Lahore e segue spiritualmente 30 famiglie. Ha iniziato ad occuparsi dei problemi delle coppie cattoliche quando è stato ordinato, otto anni fa. Le sfide maggiori sono povertà e relazioni extra-coniugali.

Lahore (AsiaNews) – L’Amoris Laetitia “può aiutare a far riconciliare le famiglie cattoliche separate con la Chiesa”. Lo dice ad AsiaNews p. Victor Sawera, commentando l’Esortazione apostolica post-sinodale di papa Francesco “sull’amore nella famiglia” pubblicata l’8 aprile. Il sacerdote francescano è il superiore di “Dar-ul-naim”, il Centro di formazione francescano di Lahore, e da otto anni si occupa di coppie sposate e delle cosiddette situazioni familiari “irregolari”, di cui parla anche il papa nel capitolo ottavo della lettera. “Incoraggiando ad accettare l’imperfezione delle persone – dice – il Santo Padre ha aperto molte possibilità, senza offrire un pacchetto completo”.

Papa Francesco infatti ha sottolineato più volte la necessità di valutare la situazione concreta e di non stabilire un “ideale” nell’approccio al tema della famiglia. Nel punto 300 egli scrive: “Se si tiene conto dell’innumerevole varietà di situazioni concrete […], è comprensibile che non ci si dovesse aspettare dal Sinodo o da questa Esortazione una nuova normativa generale di tipo canonico, applicabile a tutti i casi”. Inoltre incoraggia a seguire una “logica dell’integrazione” (n.299), che deve essere la “chiave dell’accompagnamento pastorale” per i divorziati risposati, affinchè essi “non soltanto sappiano che appartengono al Corpo di Cristo che è la Chiesa, ma ne possano avere una gioiosa e feconda esperienza”.

A tal proposito, p. Sawera commenta: “Per i sacerdoti che vivono nei quartieri cristiani, è sempre una sfida quando entrano in contatto con cattolici divorziati o poligami. Di solito queste persone vengono viste come dei peccatori. Molti preti si sentono a disagio quando vanno ai loro funerali. L’Esortazione apostolica invece cambia questa tendenza”.

Da due anni il sacerdote segue spiritualmente 30 famiglie a Lahore, anche se il suo impegno con le coppie cattoliche è iniziato otto anni fa, quando è stato ordinato a Karachi. Egli racconta: “Il mio primo test è avvenuto pochi mesi dopo la mia ordinazione, quando un uomo sposato della nostra parrocchia portò un’altra moglie musulmana dal Punjab. La donna abbracciò il cristianesimo e iniziò a frequentare la chiesa. Quando il datore di lavoro venne a sapere [della sua conversione], la licenziò. Voleva un certificato di matrimonio, ma noi non potevamo produrlo in base al diritto canonico. Alla fine ho suggerito di chiedere aiuto ad un pastore locale”.

Il motivo che spinge il francescano ad aiutare le persone in queste situazioni “irregolari” è garantire un futuro migliore per i loro figli. “Qual è la loro colpa in tutto questo?”, dice.

Infine riferisce che le più grandi sfide per le famiglie cattoliche sono la povertà e le relazioni extra-coniugali: “Esiste un alto tasso di infedeltà nel matrimonio nelle altre confessioni religiose. Dobbiamo tenere presente che il 40% dei cristiani sviluppi relazioni romantiche con persone di fede differente”.

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