13 Dicembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 17/11/2017, 15.03

    ARABIA SAUDITA-ISRAELE

    Generale israeliano sulla stampa saudita: Riyadh non è mai stata nemica di Israele



    Crescono i segnali di avvicinamento fra Israele e Arabia saudita. Il gen. Gadi Eisenkot prospetta collaborazione dei servizi di intelligence coi Paesi arabi per fronteggiare l’Iran, “nemico” comune.

    Riyadh (AsiaNews) – Per la prima volta nella storia un organo di stampa saudita, “Ilaf”, pubblica l’intervista a un alto dirigente israeliano e addirittura al Capo di Stato Maggiore, gen. Gadi Eisenkot. E forse per la prima volta in pubblico un alto esponente di Israele dichiara che “l’Arabia saudita non è mai stata un nemico e non ci ha mai combattuto, né l’abbiamo combattuta”.

    Il quotidiano israeliano Maariv scrive oggi che nonostante i rapporti fra Israele ed Arabia si stiano rafforzando, “l’Arabia Saudita non è ancora pronta” a pieni rapporti ufficiali con Israele.

    Dall’arrivo sulla scena politica dell’erede al trono Mohammad Bin Salman (Mbs), questa alleanza fra Riyadh ed Israele sembra venire più alla luce e non è più un tabù.

    A Parigi e a Beirut circolano anche voci di un prossimo incontro fra il premier israeliano e Mbs che avrà luogo nella capitale francese, con il patrocinio di Jared Kushner, cognato del presidente Usa Donald Trump.

    I rapporti fra Israele e l’Araba Saudita sono sempre stati segreti ed Israele ha sempre rispettato la riservatezza per “non mettere in imbarazzo” i Saud, Custodi dei due luoghi sacri dell’islam. Riyadh ha cominciato a preparare l’opinione pubblica araba ad una riconciliazione con Israele dopo aver lanciato la proposta araba di pace che prometteva rapporti diplomatici fra Tel Aviv e tutti i Paesi arabi “a patto che Israele riconosca i confini di prima del 1967” e l’esistenza di “uno Stato palestinese con Gerusalemme come capitale”.

    Sebbene Israele non abbia mai accettato la proposta del Re Abdallah, l’Arabia Saudita ha sempre cercato un miglioramento dei rapporti, pur in modo molto riservato. Fino a pochi mesi fa, il direttore di parte saudita per tali contatti è stato il generale Anwar Ashki, consigliere del re Salman e capo del Centro di studi strategici e giuridici del Medio Oriente. Egli ha visitato Israele e dichiarato che “l’Arabia Saudita riconoscerà Israele dopo l’applicazione della proposta araba di Pace”.

    Con la sua visita in Israele nel maggio scorso, anche Trump ha promesso di far riconoscere Israele da quasi tutti i Paesi arabi.

    Nell’intervista ad “Ilaf”, il Capo di Stato Maggiore israeliano ribadisce che il pericolo è l’Iran e che Israele è disposta ad attuare “uno scambio di esperienze e di intelligence con i Paesi arabi moderati per fronteggiare l’Iran” aggiungendo che Tel Aviv “non ha alcuna intenzione di compiere un attacco contro Hezbollah in Libano, ma non tollereremo che vi sia una minaccia strategica contro Israele. Ed io personalmente - ha sottolineato - sono contento della calma che regna su ambedue le parti del confine (Isreaelo-Libanese), che dura da 11 anni”.

    Il generale Eisenkot ha ammesso che la situazione in Libano è complessa e che le “dimissioni di Hariri (premier libanese) da Riyadh sono state una sorpresa”, aggiungendo che “Hezbollah comincia a sentire le pressioni economiche entrando in una crisi finanziaria acuta e che la base che lo appoggia comincia a stancarsi e si sono viste manifestazioni di protesta nella Dahia ( zona del Quartier Generale di Hezbollah), un fatto mai visto prima”.

    Per quanto riguarda accuse rivolte ad Israele di appoggiare Daesh e Al Nusra, il capo di Stato maggiore israeliano ha negato ogni cosa. “Sono parole senza senso – ha detto -. Al Nusra ed affiliati sono nostri nemici esattamente come lo è Daesh e li abbiamo più volte colpiti. Noi aiutiamo i contadini del Golan dal punto di vista sanitario ed aiutiamo i nostri fratelli drusi: un aiuto dal solo punto di vista umanitario”.

    Sulla crisi in Siria, egli ha rivelato che Israele ha impedito ad Al Nusra di stanziarsi a Hadar, nel meridione occidentale siriano. Il generale Eisenkot ha confermato che Daesh è stato quasi del tutto sconfitto ma ha profetizzato che “la stessa idea potrebbe riapparire sotto altri nomi ed organizzazioni in Siria e nella regione”. (PB)

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    06/11/2017 12:45:00 LIBANO - ARABIA SAUDITA
    Saad Hariri si dimette: lo tsunami iraniano-saudita investe le coste del Libano

    Il premier Hariri ha annunciato le proprie dimissioni da Riyadh. Un uomo preso in ostaggio, che ringrazia i sequestratori e precisa le condizioni per il rilascio. Egli è trattenuto in un hotel assieme a decine di politici e uomini d’affari sauditi colpiti da mandato d’arresto. La crisi con l’Iran e gli equilibri di potere nella regione. Ad Aoun l’arduo compito di gestire il passaggio istituzionale. 

     



    15/11/2017 15:16:00 LIBANO-ARABIA SAUDITA
    Aoun: Il sequestro di Hariri è un’aggressione saudita contro il Libano

    Non mantenute le promesse di Hariri di ritornare in Libano. Il sequestro del premier è un attentato alla “sovranità e dignità” del Paese. Libanesi delusi per non aver visto nemmeno in foto i familiari di Hariri incontrare il patriarca Rai.  Rappresentanti del governo francese vanno a Riyadh. Il presidente Rouhani attacca l’Arabia saudita, che “supplica” Israele di “bombardare il popolo libanese”.



    31/10/2016 13:05:00 LIBANO
    Michel Aoun ottiene i voti necessari per divenire presidente del Libano


    03/11/2016 08:52:00 LIBANO
    Vescovi maroniti: auguri ad Aoun per un governo stabile del Libano

    Nell’assemblea mensile guidata dal patriarca Rai i prelati hanno salutato l’elezione del capo di Stato dopo oltre due anni e mezzo di vacanza. Nel discorso di giuramento di Aoun apprezzato il richiamo alla “stabilità”. Ora l’obiettivo è la “rapida” formazione di un nuovo esecutivo e una nuova legge elettorale capace di garantire “rappresentatività”. 

     



    02/11/2016 10:13:00 LIBANO
    Michel Aoun presidente : una nuova edizione del “miracolo libanese”

    L’elezione accolta con favore da Europa e Stati Uniti. Commenti positivi anche dal patriarcato maronita e dalle Chiese di Siria. Il frutto di un “compromesso storico” che ha saputo unire le diverse anime del Paese. Aoun dovrà dare prova di “saggezza” e non eliminare le altre forze politiche. 

     





    In evidenza

    RUSSIA-UCRAINA
    La riconciliazione possibile fra Mosca e Kiev

    Vladimir Rozanskij

    Il Sinodo straordinario per i 100 anni della restaurazione del Patriarcato di Mosca, ha rivolto un appello per il ritorno alla comunione con il Patriarcato di Kiev. La risposta di Filaret , molto positiva,  chiede perdono e offre perdono. Da anni vi sono prevaricazioni, espressioni di odio, sequestri di chiese. L’invasione della Crimea ha acuito la divisione. Il governo ucraino rema contro.


    VATICANO-MYANMAR-BANGLADESH
    Non solo Rohingya: il messaggio di papa Francesco a Myanmar e Bangladesh

    Bernardo Cervellera

    L’informazione troppo concentrata sul “dire/non dire” la parola Rohingya. Il papa evita il tribunale mediatico o la condanna, ma traccia piste costruttive di speranza. Una cittadinanza a parte intera per le decine di etnie e uno sviluppo basato sulla dignità umana. L’unità fra i giovani e le diverse etnie, ammirata da buddisti e musulmani.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®