27/12/2012, 00.00
GIAPPONE
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Giappone, il “governo dei falchi” vuole riaprire le centrali nucleari

Shinzo Abe svela il proprio esecutivo: vice premier e ministro dell’Economia sarà il cattolico Taro Aso. Mentre i democratici scaricano Noda e nominano nuovo leader Banri Kaieda, ministro al tempo di Fukushima.

Tokyo (AsiaNews) - Il nuovo primo ministro giapponese ha svelato la composizione del proprio governo, ha rilanciato la crescita economica come "primo pilastro" della propria politica e ha aperto di nuovo le porte all'energia nucleare. Subito dopo il voto di fiducia del Parlamento, Shinzo Abe ha nominato i propri ministri: all'Economia - ruolo chiave - va il cattolico Taro Aso, già premier tra il 2008 e il 2009, che sarà anche il vice di Abe.

Come capo di gabinetto è stato scelto Yoshihide Suga, mentre agli Esteri - altro dicastero molto delicato per il prossimo esecutivo - andrà Fumio Kishida. Aso, uno dei pochissimi cattolici nella politica nipponica, ha 72 anni: tra il 2008 e il 2009, quando era primo ministro, ha lanciato un massiccio pacchetto di stimoli all'economia per fronteggiare la crisi finanziaria, ma i suoi sforzi sono stati oscurati da gaffe, scandali, politiche flop che hanno portato alla perdita di potere del Partito Liberal Democratico dopo più di mezzo secolo di quasi ininterrotta gestione.

Parlando con i giornalisti riuniti a Tokyo, il "falco" Abe ha spiegato: "Con la forza del mio intero governo porterò avanti una politica valutaria forte, una politica fiscale flessibile e una strategia di crescita che incoraggerà gli investimenti privati. Con queste tre politiche centrali, raggiungeremo i risultati sperati". Il premier ha poi chiarito che intende "rafforzare" l'alleanza strategica con gli Stati Uniti.

Da parte sua il nuovo ministro giapponese dell'Industria, Toshimitsu Motegi, ha detto che il nuovo governo "ha intenzione di riattivare i reattori atomici giudicati sicuri dall'autorità indipendente di controllo sul nucleare". L'esecutivo, ha aggiunto il ministro, "non mancherà comunque di sviluppare le energie rinnovabili al massimo delle sue possibilità. I reattori non saranno riavviati fino a quando la sicurezza non sarà garantita dall'autorità indipendente, sulla base delle nostre conoscenze scientifiche".

Quanto alla costruzione di nuovi reattori "una decisione sarà presa in funzione degli studi sulla sicurezza che saranno compiuti da specialisti", ha sottolineato Motegi. Il precedente governo di centro-sinistra, guidato da Yoshihiko Noda, aveva espresso la volontà di ridurre a zero l'uso dell'energia nucleare per il 2030, prospettiva non condivisa dall'attuale esecutivo.

E proprio nel campo dell'opposizione si registra un cambio al vertice. Il partito Democratico giapponese (Pdj) ha nominato l'ex ministro dell'Economia e dell'industria Banri Kaieda suo nuovo leader al posto del primo ministro uscente Yoshihiko Noda, sconfitto alle recenti elezioni e anche per questo molto criticato all'interno del suo schieramento. Kaieda, 63 anni, era ministro all'epoca del disastro di Fukushima, nel marzo del 2011, ed è noto in Giappone per aver pianto durante una conferenza stampa in cui chiedeva di poter rassegnare le sue dimissioni.

 

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