03/04/2006, 00.00
Giappone
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Giappone, la cura dei migranti "parte integrante della missione"

Nel corso di una serie di incontri sulla cura pastorale e socio-economica degli immigrati e dei rifugiati, mons. Daniji Tani, vescovo di Saitama, sottolinea: "Dobbiamo combattere contro le leggi sull'immigrazione troppo dure".

Tokyo (AsiaNews/Jcn) – La cura pastorale e socio-economica dei rifugiati e dei migranti cattolici in Giappone "non è un'aggiunta al lavoro della Chiesa, ma è parte integrante della missione cattolica". Con queste parole mons. Daniji Tani, vescovo di Saitama e presidente della Commissione episcopale per i migranti ed i rifugiati, ha inaugurato una serie di incontri sulla "cura pastorale degli stranieri".

L'iniziativa è appoggiata dalla Federazione delle superiore e delle provinciali degli Ordini religiosi femminili. Al primo incontro hanno partecipato oltre 70 religiose, in rappresentanza di 30 ordini religiosi e di tutte le diocesi giapponesi, tranne quelle di Kyushu e di Shikoku. "Questa – ha detto mons. Daniji Tani – è la prima volta che così tante suore si incontrano per parlare di questa questione".

Nel corso del suo discorso, il presule ha ricordato la battaglia che la Chiesa universale combatte contro l'inasprimento delle leggi sull'immigrazione: "Le leggi – ha sottolineato – non possono sovrastare i diritti umani. Questi sono più importante di ogni altra questione ed è verso questa concezione che dobbiamo condurre la società giapponese", perché "proprio in Giappone stanno aumentando le restrizioni nei confronti degli stranieri".

Durante il dibattito, suor Remedios Carmen Roksin – delle suore dell'Assunzione – suor Dominico Consuello – delle Missionarie di Cristo Gesù – e suor Takaryo Hiromi – delle Figlie di Nostra Signora – hanno parlato della loro esperienza ventennale al fianco degli immigrati.

"Ogni giorno – dice sr. Consuello – è molto stancante, ma è inesprimibile la gioia che si prova nel prestare questo servizio". "Il ruolo di noi suore – conclude suor Roksin – è quello di essere un ponte fra i giapponesi e gli immigrati: dobbiamo cercare di vedere ogni questione dai diversi punti di vista e mostrare rispetto e comprensione".

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