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    » 20/04/2009, 00.00

    MEDIO ORIENTE

    Gioiosa, pur con qualche difficoltà, la Pasqua ortodossa in Medio Oriente



    Auguri ai cristiani dal Gran muftì di Siria, dal presidente egiziano e dal Centro giordano per la coesistenza interreligiosa. Un quotidiano giordano ha pubblicato articoli di sacerdoti cristiani che parlavano della Risurrezione. A Gerusalemme 100mila pellegrini, Via crucis in strada anche a Betlemme.
    Roma (AsiaNews) - Con la celebrazione della Pasqua ortodossa, ieri, si sono conclusi in Medio Oriente i riti dei cristiani per la loro principale festività. Sono state giornate segnate dalla gioia e con gesti di condivisione da parte dei musulmani, con qualche problema dovuto solo alle limitazioni poste in Israele dai consueti “motivi di sicurezza”.
     
    Giordania
    In Giordania, dove la maggior parte dei cristiani sono ortodossi, lo Stato ha stabilito che la Pasqua si festeggia secondo il calendario ortodosso. In Giordania i cristiani celebrano le feste in massima libertà, ci sono le processioni in strada il Venerdì santo, negli altri giorni le celebrazioni si compiono nelle chiese sempre aperte e piene di fedeli. In questo spirito, il 19 aprile, hanno festeggiato la Pasqua tutti, sia ortodossi che cattolici. Padre Nabil Hadad parroco dei melchiti cattolici ad Amman ha detto che le celebrazioni sono andate molto bene, specialmente nella domenica di Pasqua, “coronazione della settimana santa che viene dopo 40 giorni di digiuno”.
      
    Il The Jordanian Interfaith Coexistence Research Center, http://www.coexistencejordan.org/, ha mandato un augurio a tutti cristiani di Giordania: “Nella Pasqua, i giordani, musulmani e cristiani, che vivono in questo Paese benedetto, sono fratelli che si amano l’un l’altro e sono membri della stessa famiglia, grande di Giordania …, auguri a tutti”. Il giornale Alrai www.alrai.com ha pubblicato alcuni articoli che trattano il tema della festa della risurrezione di Cristo scritti da diversi sacerdoti: cattolico, ortodosso e luterano. Da parte sua il giornale Alddastour www.addustour.com nel giorno di Pasqua ha pubblicato un articolo intitolato “Giordania, un esempio per i rapporti tra l’Islam e il Cristianesimo” che parla anche dei rapporti diplomatici tra lo Stato di Giordania e il Vaticano.
     
    Palestina e Israele
    Come domenica scorsa a Gerusalemme, in Palestina si è ripresentata il problema della sicurezza, che è affidata all’esercito israeliano. Si ripropone anche il problema della limitazione per la partecipazione ai festeggiamenti dei fedeli palestinesi. Il Patriarcato dei melchiti ortodossi ha denunciato questo atteggiamento in un comunicato stampa, dicendo che la libertà di culto è un diritto dato da Dio e nessuno ha il diritto di limitarla. (questa dichiarazione è stata ripresa da molti mezzi di comunicazione arabi). Si stima che nel giorno di Pasqua a Gerusalemme (nella foto) c’erano circa 100mila pellegrini. I giovani di tutte le comunità (armena, siriaca, copta, melchita) dopo la benedizione della fuoco nella chiesa della Risurrezione, hanno organizzato nella città vecchia manifestazioni con canti e balli tradizionali. 
     
    A Betlemme la situazione era migliore. I fedeli hanno preso parte alle celebrazioni, e hanno potuto fare alcune manifestazioni in strada durante la Settimana santa. Il sindaco ha detto: “la nostra missione oggi è missione di pace e amore” e un sacerdote ortodosso ha osservato che “questo giorno ha tanti significati, uno di questi è la volontà e la pazienza del popolo Palestinese nel lottare contro le sue difficoltà”.
     
    Anche in altre città della Palestina ci sono stati celebrazioni e Via crucis con rappresentazione dal vivo della passione di Cristo in strada. Il Sabato santo tanti paesini hanno potuto ricevere il fuoco della Pasqua da Gerusalemme, malgrado le restrizioni di sicurezza. Il parroco di un paesino ha detto che questa occasione mostrare quanto ai fedeli interessa il fuoco della pace e della salvezza, e ha chiesto che tutti possano godere di questi momenti gloriosi e santi.
     
    Siria
    In occasione della celebrazione della Pasqua lo Sheikh Badr Al-Din Hassoun, Gran Mufti della Repubblica siriana, in un suo messaggio ai cristiani ha scritto che “in questo glorioso momento, quando la fede ha vinto e la luce della certezza si diffonde, è la fioritura dell’amore di Gesù Cristo (...) che ascende al cielo, si vede che il mondo di oggi ha bisogno di progresso spirituale e psicologico in modo da lasciare per le generazioni futura una civiltà umana basata sulla fede e la giustizia e sulla grande forza dell’amore”. “Mi auguro - ha scritto ancora Sheikh Hassoun - che nelle feste di fede, l’umanità riceve un brillante luce dalla fede, per estinguere il fuoco dell’odio tra i figli dell'umanità e che la pace prevalga in nome di Dio a tutto l'universo”.
     
    Egitto
    Il Patriarca Shnuda ha celebrato la Pasqua nella cattedrale del Abbassia (Cairo), con la presenza di un delegato dal governo che ha portato gli auguri del presidente Mubarak, altri delegati sono andati alla messa delle chiese cattolica e evangelica.
     
    Nel giorno di Pasqua, che cade contemporaneamente ad una festa di promavera che si celebra in Egitto, ci sono anche stati sconti sui mezzi di trasporto pubblico.
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