18/12/2009, 00.00
FILIPPINE
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Giornata mondiale dei migranti: per la Chiesa filippina l’emigrazione distrugge le famiglie

di Santosh Digal
La lontananza di mogli e mariti emigrati all’estero in cerca di lavoro priva i figli di educazione alla vita e al lavoro. Oltre 10milioni i filippini all’estero. Nel 2009 inviati in patria oltre 14,3 miliardi di dollari Usa.

Manila (AsiaNews) – “Le rimesse dei nostri lavoratori esteri tengono a galla la nostra economia, ma la continua crescita dell’emigrazione distrugge la società”. È quanto afferma p. Joaquin F. Valdes, rettore della Catholic University of Santo Thomas di Manila, in occasione della IX Giornata mondiale dei migranti.  

Per p. Valdes la mancanza di valori e la lontananza da casa di mogli e mariti  provoca  la rottura dei matrimoni. Ciò ha un effetto devastante sulle nuove generazioni, che privi di una famiglia emigrano senza prima ricevere un’istruzione adeguata e una formazione al lavoro.  

Le Filippine sono il Paese dell’Asia con la più alta percentuale di emigrazione, con oltre 10milioni (9% della popolazione) di lavoratori in 190 Paesi. Il 70% di questi sono donne. Principale causa del fenomeno è la disoccupazione, in aumento con la crisi globale. Nel solo 2009 circa 2,72 milioni di persone hanno perso il lavoro. Secondo gli esperti, oggi lasciano il Paese circa 2mila filippini al giorno, soprattutto giovani con poca istruzione ed esperienze lavorative. Con questa tendenza in futuro la percentuale di popolazione emigrata raggiungerà  l’11,7%. Le principali destinazioni sono gli Stati Uniti, dove risiedono circa 3 milioni di filippini. Si aggiungono poi Europa, Giappone, Hong Kong e Paesi del Medio Oriente. Spesso chi emigra soffre violazioni dei diritti umani. Ciò accade soprattutto nei Paesi arabi dove le donne restano segregate all’interno del luogo di lavoro per tutta la durata del contratto.

Nonostante i rischi, poco o nulla si fa per rallentare il fenomeno. Le rimesse giocano infatti un ruolo chiave all’interno dell’economia filippina, con 14,3 miliardi di dollari Usa spediti nel solo 2009. Nonostante la crisi economica la tendenza è in crescita. Per sostenere i familiari colpiti dalle alluvioni nel mese di ottobre i migranti hanno inviato in patria ben 1,2 miliardi di dollari Usa, il 6,7% in più rispetto ai mesi precedenti.   

La Chiesa è attiva nell’aiuto ai migranti sin dal 1955. Essa opera attraverso la Commissione per la cura dei migranti e degli itineranti (Ecmi) che offre un aiuto alle persone emigrate nel Paese in cui lavorano. Esempio di questo operato è il Centro missionari dei padri Scalabrini di Manila che offre programmi di istruzione e formazione sia per i giovani che scelgono di emigrare sia per i sacerdoti missionari nei Paesi di destinazione dei migranti. Altra iniziativa è il Child and migrant parents in South East Asia che dà un sostegno spirituale a figli e parenti dei migranti.   

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