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  • » 10/11/2014, 00.00

    ISRAELE-PALESTINA

    Giovane palestinese ucciso dalla polizia: gli arabi israeliani si ribellano

    Joshua Lapide

    L'uccisione "a sangue freddo" ha provocato manifestazioni a Kafr Kanna, Abu Gosh, Um-al-Fahem, Shaab e nelle università di Tel Aviv e Haifa. Netanyahu minaccia di togliere la cittadinanza israeliana ai manifestanti. Domani è il 10mo anniversario della morte di Yasser Arafat e si temono disordini.

    Gerusalemme (AsiaNews) - Scuole chiuse, negozi sbarrati, manifestazioni e scontri con le forze dell'ordine: così gli arabi israeliani hanno protestato ieri per l'uccisione da parte di alcuni poliziotti di un giovane palestinese del villaggio di Kafr Kanna, vicino a Nazareth.

    La situazione era già calda per le tensioni create dagli interventi dei coloni israeliani verso la spianata delle moschee. L'8 novembre mattina, durante una manifestazione a Kafr Kanna, il giovane Kheir Hamdane, 22 anni, ha cercato di fermare dei poliziotti che stavano arrestando un suo parente. Secondo la polizia egli aveva in mano un coltello con cui minacciava i poliziotti nell'auto. Le telecamere di sicurezza mostrano però che i poliziotti gli hanno sparato quando egli si stava ormai allontanando da loro. Per i genitori di Hamdane questo è "un assassinio a sangue freddo".

    Nella cittadina si è subito scatenata una manifestazione con lancio di sassi e copertoni bruciati, mentre i poliziotti rispondevano con colpi di idranti. La polizia ha poi arrestato 22 giovani.

    Lanci di pietre e manifestazioni sono avvenuti anche a Um-al-Fahem e ad Abu Gosh. Nel villaggio di Shaab, i manifestanti hanno ammainato la bandiera israeliana della stazione di polizia e hanno issato quella palestinese.

    Importanti manifestazioni sono avvenute all'università di Tel Aviv, dove gruppi di arabi israeliani hanno fronteggiato gruppi di attivisti di destra. All'università di Haifa hanno dimostrato 150 studenti con cartelloni e slogan che dicevano "L'accusa: essere arabo! La sentenza: la morte!".

    Ieri il primo ministro Benjamin Netanyahu ha criticato le manifestazioni e ha accusato i partecipanti di "volere la distruzione di Israele", minacciando di togliere loro la cittadinanza israeliana.

    Nella riunione di governo che ne è seguita, il ministro delle finanze, Yair Lapid ha però denunciato l'attitudine di Netanyahu come "irresponsabile". "Un uomo è stato ucciso - ha detto - e la polizia è nell'imbarazzo; la comunità araba è in sofferenza; e dei ministri e politici utilizzano questa situazione per fini politici".

    Fino ad ora la tensione legata alla polemica sull'uso della spianata si era ristretta a Gerusalemme est, con un picco segnato dagli attacchi con l'auto contro innocenti passanti israeliani. Ma la morte del giovane Hamdane rischia di diffondere le violenze in Israele e nei territori occupati.

    Oltretutto, domani si celebra il 10mo anniversario della morte di Yasser Arafat e vi saranno molte cerimonie nella West Bank che potrebbero infuocare ancora di più gli animi dei palestinesi.

     

     

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