23 Ottobre 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 22/09/2012
LIBIA - ISLAM
Giovani libici attaccano base di miliziani salafiti
La gente, stanca delle violenze e delle bande armate, ha bruciato la sede di Ansar al-Sharia, il gruppo sospettato di aver ucciso l'ambasciatore Usa Chris Stevens. La popolazione non accetta l'oppressione delle milizie e l'imposizione di un islam fondamentalista.

Bengasi (AsiaNews) - Centinaia di giovani dimostranti hanno attaccato la sede di Ansar al-Shariah, uno dei gruppi islamici più estremisti, cacciando i miliziani e dando fuoco all'edificio. L'attacco è avvenuto nella tarda serata di ieri, dopo una giornata di manifestazioni a cui hanno partecipato decine di migliaia di persone per "salvare Bengasi". Il raduno era stato organizzato per criticare le violenze avvenute in città, che hanno causato la morte dell'ambasciatore Usa Chris Stevens, di tre membri del suo staff, insieme a 10 guardie libiche nel consolato Usa di Bengasi. Proprio Ansar al-Shariah è sospettata di aver attaccato il consolato americano, lo scorso 11 settembre, sfruttando delle dimostrazioni critiche del film anti-islam, prodotto negli Stati Uniti.

La sede di Ansar al-Shariah è stata circondata dalla folla urlante "No alle milizie armate!"; i miliziani hanno cercato dapprima di sparare colpi in aria, ma poi son dovuti fuggire.

Un attacco simile alla sede di un'altra milizia della città, la brigata Sahaty, ha fatto tre morti. Dimostranti anti-milizia e polizia si sono scontrati per due ore, finché il gruppo armato non è fuggito. In un altro incidente una persona è stata uccisa.

Le dimostrazioni anti-milizia sono un fatto nuovo nel panorama libico. La gente è frustrata dalla mancanza di sicurezza, seguita alla caduta di Gheddafi. Molti gruppi islamici, che hanno aiutato a mettere fine alla dittatura del colonnello, non vogliono sciogliersi né accettare di entrare nelle forze dell'ordine. Esse agiscono spesso come bande di fuorilegge, attaccando spesso gruppi e persone che non ubbidiscono alla loro visione di un islam fondamentalista.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
28/09/2012 USA - ISLAM
Arrestato l'uomo che ha prodotto il film anti-islam
13/09/2012 LIBIA - USA
Navi da guerra e marines a Tripoli, per la "guerra" del film anti-Islam
26/09/2012 ISLAM
Il film e le vignette su Maometto: per occidente e islam è tempo di una laicità sana
di Samir Khalil Samir
02/10/2012 RUSSIA - ISLAM
Mosca bandisce il film anti-islam: "estremista". Youtube a rischio
di Nina Achmatova
22/09/2012 PAKISTAN - ISLAM
Islamabad, la "stupida" violenza nel giorno dell'amore per il Profeta: 23 morti e 200 feriti

In evidenza
IRAQ - ITALIA
"Adotta un cristiano di Mosul": raccolti e inviati quasi 700mila euro. La campagna continua
di Bernardo CervelleraInviata la seconda tranche di aiuti, raccolti nel mese di settembre. In Medio oriente e in Iraq si gioca il destino dei rapporti fra oriente e occidente. L'appello di papa Francesco e del Sinodo. I governi tiepidi. Gli aiuti giunti da tutto il mondo: una nuova comunità internazionale che sconfigge la "globalizzazione dell'indifferenza".
IRAQ-VATICANO
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del vescovo per i primi aiuti
di Amel NonaMons. Amel Nona, vescovo caldeo di Mosul, anch'egli rifugiato, ringrazia tutti i donatori della campagna lanciata da AsiaNews. La situazione è sempre più difficile per il numero enorme di profughi e per l'arrivo dell'inverno e della neve, che rendono impossibile alloggiare nelle tende o all'aperto. La crisi, un'occasione che rende attiva la fede dei cristiani.
ITALIA - IRAQ
Continua la campagna "Adotta un cristiano di Mosul". Già raccolti oltre 350mila euro
di Bernardo CervelleraInviate al patriarca di Baghdad e ai vescovi del Kurdistan le donazioni ricevute fino al 31 agosto. La campagna serve a nutrire, alloggiare, vestire, consolare oltre 150mila profughi cristiani, yazidi, turkmeni, sciiti e sunniti, fuggiti dalla violenza dell'esercito del Califfato islamico. Una generosa partecipazione dall'Italia e da tutte le parti del mondo. Donazioni anche da chi è povero e senza lavoro. Una speranza per il mondo, per chi soffre e per chi dona.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate