31/08/2016, 08.47
CINA – VATICANO
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Global Times: Ostacoli e pessimismo nei rapporti fra Cina e Vaticano

Un articolo firmato sul magazine internazionale online del Quotidiano del Popolo, giornale legato al governo di Pechino, sottolinea come esistano ancora due scogli che impediscono i canali diplomatici: la nomina dei vescovi e la questione Taiwan. Secondo gli analisti, la Cina "non è impaziente" di stabilire rapporti col Vaticano.

Pechino (AsiaNews) – La nomina dei vescovi in Cina e le relazioni fra la Santa Sede e Taiwan sono ancora due ostacoli ai rapporti diplomatici fra Pechino e il Vaticano. È quanto sostengono alcuni esperti intervistati dal Global Times, magazine internazionale online del governativo Quotidiano del Popolo, che ha pubblicato lo scorso 29 agosto un articolo dal titolo “Ostacoli continuano a tenere in stallo i rapporti sino-vaticani: esperti”. Il testo è firmato da Leng Shumei. Di seguito una traduzione letterale del testo, a cura di AsiaNews.

Mentre il Vaticano esprime la speranza di stabilire relazioni formali con la Cina, secondo alcuni esperti rimangono degli ostacoli alla creazione di rapporti formali con la Cina.

Citato dalla Reuters, il Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, ha detto lo scorso sabato [27 agosto ndr]: “C’è molta speranza e molta attesa per nuovi sviluppi e per una nuova stagione nelle relazioni fra Santa Sede e Cina”.

“[Questo] sarebbe di beneficio non soltanto per i cattolici nella terra di Confucio, ma per l’intera nazione” ha dichiarato Parolin, aggiungendo che sarebbe utile anche alla pace mondiale.

Tuttavia la Cina non è così impaziente di stabilire relazioni formali con il Vaticano, unica nazione europea che non ha questo tipo di rapporti con la Cina, perché non è una questione urgente che potrebbe danneggiare lo status internazionale del Paese se non viene risolta subito. Lo ha detto al Global Times la scorsa domenica [28 agosto ndr] Yan Kejia, direttore dell’Istituto sugli Studi religiosi presso l’Accademia delle Scienze sociali di Shanghai.

Yan ha aggiunto che i rapporti formali sino-vaticani potrebbero concretizzarsi se il Vaticano taglia i suoi canali ufficiali con Taiwan: “Il Vaticano dovrebbe interrompere ogni relazione politica con Taiwan e concentrarsi sulle questioni religiose relative all’isola”.

Secondo la Reuters il vice leader di Taiwan Chen Chien-hen visiterà il Vaticano il mese prossimo per la cerimonia che dichiarerà santa Madre Teresa.

Lu Kang, portavoce del ministero cinese degli Esteri, ha dichiarato lo scorso giovedì che le nazioni devono essere “prudenti” quando affrontano questioni relative a Taiwan. Quando gli è stato chiesto se Pechino avrebbe presentato una protesta formale al Vaticano per la visita del vice leader taiwanese, egli ha sottolineato in risposta il principio “dell’unica Cina”.

Hu Benliang, ricercatore associato all’Istituto per gli Studi taiwanesi all’Accademia cinese delle Scienze sociali, ha detto al Global Times che un’altra grande disputa fra Cina e Vaticano è quella relativa alla nomina dei vescovi.

Il Vaticano ha espresso alla Cina il proprio profondo rammarico dopo che quest’ultima ha consacrato nel 2010 diversi vescovi senza la sua approvazione, aggiungendo che questo rappresentava “una ferita dolorosa nella comunione ecclesiale e una grave violazione della disciplina cattolica”.

La situazione è poi migliorata nell’agosto del 2015 quando Zhang Yinlin, vescovo coadiutore della diocesi di Anyang – nella provincia centrale dell’Henan – è divenuto il primo vescovo riconosciuto sia da Pechino che dalla Santa Sede.

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