26/07/2013, 00.00
BRASILE - VATICANO
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Gmg: Rio de Janeiro, dove si incontrano preti cinesi, missionari giamaicani, vescovi dell'Africa

di Piero Facci*
Rio era famosa per il suo secolarismo. Ma in questi giorni protagonista è la fede di centinaia di migliaia di giovani. La fede e la missione di un sacerdote della Cina popolare, di un gruppo di giamaicani; di alcune diocesi brasiliane, insieme a missionari del Pime. Nascono nuove vocazioni per il serivizo dei poveri e per l'evangelizzazione del mondo. Papa Francesco "parla più coi gesti che con le parole".

Rio de Janeiro (AsiaNews) - Le strade di Rio sono invase da giovani di tutto il mondo, con una prevalenza del Sudamerica: Argentina in testa, poi il Brasile, seguito da Cile, Uruguay, Bolivia, Perú, Messico e Centroamerica. Qualcuno ha chiamato questa la Gmg dell´America latina. In ogni caso, per questa volta, non é piú il carnevale  o il calcio brasiliano a riempire la 'cidade maravilhosa' ma la fede. Qualcuno dice che sia stata scelta Rio de Janeiro per il grande numero di "crentes" (chiese evangeliche) presenti in questo territorio e per la sensibile diminuzione dei cattolici, nelle percentuali  del censimento fatto dall´ IBGE ( Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica),  sperando che la Gmg susciti una nuova ondata di fede e di impegno missionario, e che si riscoprano le radici cristiane di questo popolo.

Il Brasile è stato evangelizzato fin dal 16mo  secolo per opera dei gesuiti , dei domenicani seguiti da francescani, cappuccini, redentoristi e di recente, negli anni '50, dagli istituti missionari arrivati nella "Terra di Santa Cruz" su invito del Papa Pio XII. Ora l´ambiente é molto cambiato: in Brasile la globalizzazione sta facendo il suo percorso e il materialismo dilagante miete, soprattutto tra i giovani, le sue piú numerose vittime: violenza, traffico di droga, alcool e sesso a buon mercato. Eppure in questo contesto cosí conflittuale, stiamo assistendo ad una inversione di marcia. Siamo ancora sotto l´effetto della forte emozione, e forse ci vorrá tempo per decantare e capire cosa stia succedendo in questi giorni. Ad ogni modo, l´accoglienza a papa Francesco é semplicemente eccezionale. Forse questo Papa parla piú con i gesti che con le parole, come diceva ieri il reporter della SBT(Sistema brasiliano di televisione) al telegionale della sera. Egli ha ridestato molti sentimenti religiosi interiori, e la gente si é letteralmente riversata sulle strade per accoglierlo fin da lunedí scorso. Un clima di commozione profonda ha invaso i cuori.

Io stavo in mezzo alla folla, anche perché in questi giorni abbiamo aperto uno stand dell´Editrice del Pime Mundo e Missão, assieme ad  ACS (Aiuto alla Chiesa che soffre), proprio nel cuore de Rio, al "Largo da Carioca",  a quattro passi dalla cattedrale, dove il papa é arrivato, su una semplice e popolare utilitaria grigia, per poi salire sul papamobile per uma prima visita alla cittá. Si parlava di mezzo milione e piú di persone ad accoglierlo. Volti commossi, sorridenti, ma soprattutto tanti, tanti giovani. Le prime parole hanno giá conquistato Il cuore brasiliano: " Vengo delicatamente a battere alla porta del vostro cuore...Non ho né oro né argento. Quello che ho é Cristo e sono venuto qui a portarvelo". Un motivo di fede dunque, anche se non mancano forti richiami alla situazione sociale, ad una maggiore giustizia, con un esplicito no al traffico e alla liberalizzazione della droga e alla violenza. Dopo la celebrazione nel Santuario nazionale di Aparecida, dove il Papa ha ricordato Il Quinto raduno del Celam (Consiglio episcopale dell'America latina e dei Caraibi) e l´impegno preso col documento di Aparecida di essere discepoli e missionari di Cristo,  Francesco è tornato a Rio e ha benedetto un´ala dell´ ospedale per tossicodipendenti e malati di mente poveri, portato avanti dall´Associazione e fraternitá di s. Francesco di Assisi nella Provvidenza. Una nuova comunitá di consacrati giovani, che si ispirano al carisma di s. Francesco, e che riesce a prendere in mano isituzioni caritative sull´orlo del fallimento e a trasformarle in veri centri di salute.

Lo stand dia ACS é un interessante osservatorio della gioventú. Ci sono giovani dalla Giamaica, dove i cattolici sono appena l´1 %, accompagnati da due giovani missionari del Belize, p. Maicon e fratel Massimiliano, appartenenti ad una nuova congregazione chiamata 'Misioneros de los pobres',  fondata negli anni '80 da un ex gesuita discendente di cinesi, padre Richar Ho Lung. Il loro carisma é quello di servire i piú poveri e senza tetto ispirandosi alle parole di Gesú in Matteo 25, 35-40. Un gruppo latinoamericano dunque, con appena 30 anni di esistenza e presente, con i suoi piú di 500 membri, non solo in Giamaica, ma in India, Filippine, Haiti, Uganda, Kenia, USA e Indonesia: una Chiesa con l'1 % di cattolici capace di guardare alla missione ad gentes con coraggio e speranza.

Un altro gruppo interessante presente nello stand é quello di 8 giovani provenienti dall´interno della Cina, capitanati da p. Marco Chen [pseudonimo ] di una diocesi del centro della Cina, dove il Pime aveva lavorato per decenni. Durante la Messa, p. Marco ha raccontato la sua storia, di come é nata la sua vocazione grazie alla testimonianza della nonna e della mamma che gli raccontavano dei tempi in cui i missionari evangelizzavano quelle zone impervie, ed erano chiamati gli uomini di Dio. Quando era bambino, p. Marco ascoltando quelle storie sentiva il desiderio di essere pure lui un uomo di Dio, e dopo aver superato molti ostacoli, dovuto alle difficoltá degli studi e alle difficoltá economiche, finalmente ha coronato il suo desiderio diventando prete. A lui sembrava impossibile poter venire in Brasile alla Gmg con i giovani della sua parrocchia, ma il sogno si é realizzato grazie ad Acs. Sull´altare ha deposto una teca com una reliquia: um frammento di ossa dei martiri cinesi, ritrovati in uma fossa comune. La testimonianza ha suscitato slancio e commozione tra i giovani presenti. P. Marco ha ricordato che la Cina ha bisogno soprattutto di fede ed ha chiesto la nostra preghiera. 

Un´altra testimonianza significativa che ho raccolto visitando l´expo cattolica de Riocentro, un grande spazio per eventi di marketing, nella zona Nord di Rio, dove siamo presenti con l´editrice Mundo e Missão, é quella del segretario della CNBB Sul 2 (la regione che comprende lo stato del Paraná), p. Mario Spak, che sta articolando col vescovo presidente mons João Bosco Barbosa de Souza, um progetto missionario ad gentes com la chiesa di Bafatá, in Guinea Bissau dove lavora mons.Pedro Zilli, del Pime, paranaense di adozione. Si tratta di un impegno serio che deve coinvolgere tutte le diocesi del Paraná. Due parrocchie di ogni diocesi dovranno trovare missionari da mandare a Bafatá ed aiutare la chiesa della Guinea. Siamo ancora in fase di progettazione, mi spiega p. Mario, ma il prossimo anno si dovrá decollare. Queste testimonianze suscitano nei giovani latini um grande impatto e, con le parole di papa Francesco, potranno generare un nuovo impegno di vita missionaria, proprio secondo il tema della Gmg: "Andate e fate discepoli tra tutte le nazioni".

 

* Missionario del Pime in Brasile, direttore di Mundo e Missao.

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