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  • » 08/08/2005, 00.00

    INDIA

    Governo indiano vuole rafforzare i controlli sulle donazioni dall'estero

    Nirmala Carvalho

    Un nuovo progetto di legge tenta di rafforzare i controlli sulle donazioni straniere ad Ong e associazioni indiane. Per i cristiani è una ulteriore mossa dei fondamentalisti contro il lavoro delle Chiese.

    New Delhi (AsiaNews) – Secondo la Chiesa cattolica indiana la riforma della legge sui finanziamenti stranieri a enti, partiti politici e associazioni di volontariato limiterà fortemente l'attività delle organizzazioni cattoliche. "Il progetto di legge è motivo d'apprensione e la Conferenza Episcopale lo sta esaminando". È quanto ha dichiarato ad AsiaNews l'arcivescovo Oswald Gracias, presidente della Conferenza episcopale indiana.

    Il progetto di legge sulla gestione e il controllo dei finanziamenti provenienti dall'estero (Fcmc, Foreign Contribution Management and Control Bill), presentato dal partito di maggioranza United Progressive Alliance ha lo scopo di rimpiazzare la legge del 1976, il Foreign Contribution Regulation Act. Questa legge prevede che tutti i singoli e le organizzazioni indiane che "hanno un determinato scopo culturale, economico, educativo, religioso o sociale" devono ottenere l'approvazione del ministero degli Interni, tramite registrazione o previa autorizzazione, prima di accettare contributi economici dall'estero. Secondo la proposta, un'organizzazione che chiede di essere registrata non deve essere "coinvolta in attività finalizzate alla conversione religiosa indotta o forzata".

    L'ex Alleanza Nazional-Democratica, guidata dal Bharatiya Janata Party (BJP), ha iniziato nel 2000 la campagna per emendare la legge esistente. Secondo il BJP, ong e organizzazioni non profit hanno utilizzato finanziamenti stranieri per attività illegali e contro lo Stato. Tra queste attività sono indicate le "conversioni religiose".

    Organizzazioni e gruppi cristiani sono preoccupati per il progetto di legge. L'arcivescovo Oswald Gracias ha dichiarato che "la nuova legge avrebbe larghe ripercussioni sull'amministrazione ecclesiastica".

    John Dayal, segretario generale dell'All Christian Council – un'organizzazione che riunisce cattolici e protestanti – e presidente della All India Catholic Union ha dichiarato ad AsiaNews: "temiamo che questa legge possa essere usata contro i cristiani". "Non dobbiamo dimenticare che l'ex partito di governo il BJP ha utilizzato la legge sui contributi esteri esclusivamente contro la Chiesa e contro le organizzazioni non profit non gradite", ha aggiunto Dayal il 6 agosto a Bangalore.

    Il nuovo progetto di legge darebbe al governo indiano un maggiore potere nel controllare le donazioni provenienti dall'estero e nel rifiutare o cancellare l'iscrizione al registro di organizzazioni non profit. In particolare:

    1. dà al governo centrale il potere di definire la "natura politica" di un'organizzazione che non sia un partito politico e il potere di proibirle di accettare finanziamenti dall'estero;
    2. dispone che ogni individuo o organizzazione che ha richiesto il permesso per ottenere contributi dall'estero deve avere un "progetto significativo" a beneficio "delle persone che vivono nella zona" – il termine "progetto significativo" non è meglio definito. Inoltre, l'organizzazione non profit deve dimostrare di avere progetti nella città dove ha sede. Questo è un problema per molte organizzazioni non profit che lavorano solo fuori dai distretti in cui hanno sede i loro uffici;
    3. stabilisce la durata quinquennale del certificato di registrazione, mentre la presente legge prevede una durata illimitata.

    Un funzionario del ministero degli Interni ha dichiarato che il governo ha già inoltrato la proposta per un esame da parte di un gruppo di ministri, ma non ha precisato quando sarà presentata in parlamento.

    L'arcivescovo Oswald Gracias, esprimendo grosse riserve sulla nuova proposta, ha dichiarato: "La Chiesa Cattolica accetta il fatto che il Governo indiano abbia il diritto di monitorare e regolare i fondi provenienti dall'estero, ma ci sono aspetti che generano preoccupazione. Nel contesto terroristico, è auspicabile un controllo anche maggiore sui flussi di denaro dall'estero, ma c'è bisogno di fare chiarezza sugli obiettivi della proposta di legge". Il presidente della Conferenza Episcopale indiana è perplesso sulla durata quinquennale del certificato di registrazione delle associazioni e organizzazioni non profit: "Il fatto che ogni 5 anni bisogna registrarsi apre nuove occasioni per corrompere i funzionari pubblici".

    "La proposta – ha continuato mons. Gracias – non renderà facile il reperimento di aiuti dall'estero per organizzazioni con uno scopo onesto. Tutta l'area del welfare sociale sarà interessata dalla riforma, poiché la proposta parla ambiguamente di "progetti significativi" senza meglio definirli. Le iniziative di solidarietà sociale fanno fronte a spese amministrative enormi e chi e come deciderà sulla legittimità di queste spese!? La Chiesa è preoccupata. Anche le citate attività di "conversione" sono un punto delicato. Ci sono molte questioni tirate in ballo da questo progetto di legge e la Conferenza Episcopale Indiana rilascerà una dichiarazione ufficiale, chiedendone una modifica".

    Il Foreign Contribution Regulation Act è entrato in vigore su iniziativa di Indira Gandhi – primo ministro nel 1976 – che temeva che il suo oppositore, J. P. Narayan, usasse fondi stranieri per costruire l'opposizione al governo. Secondo Dayal, il Partito del Congresso – il partito della Gandhi – ha poi utilizzato la legge contro la Chiesa e altre minoranze. Più di 30 mila organizzazioni sono registrate sotto questa normativa, ricevendo complessivamente ogni anno oltre 50 miliardi di rupie (1,17 miliardi di dollari) da donatori stranieri.

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