13/12/2013, 00.00
ARABIA SAUDITA
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Gran muftì saudita: "I kamikaze in nome dell'islam sono criminali che andranno all'inferno"

Sheikh Abdul Aziz bin Abdullah al-Sheikh lancia un'invettiva contro gli attentatori suicidi di nazionalità saudita. Per il leader religioso essi "hanno gettato via la loro mente, rovinando se stessi e la società". Le dichiarazioni del gran muftì giungono dopo un grave attentato avvenuto lo scorso 5 dicembre in Yemen costato la vita a 56 persone. Tutti gli attentatori erano di nazionalità saudita.

Riyadh (AsiaNews/ Agenzie) -  Il gran muftì dell'Arabia Saudita Sheikh Abdul Aziz bin Abdullah al-Sheikh si schiera contro i kamikaze definendoli "criminali che andranno all'inferno". Parlando ad una conferenza a Riyadh, il leader religioso wahhabita  è ritornato sull'argomento degli attentati suicidi che hanno avuto come protagonisti decine di sauditi. "Farsi saltare in aria in nome dell'islam è un grande crimine - ha dichiarato al-Sheikh - gli attentatori sono criminali che buttato via la loro mente, rovinando se stessi e la società. Essi pagheranno per le loro azioni".

Negli ultimi mesi le autorità saudite hanno dato un giro di vite contro i terroristi di al-Qaeda nella penisola araba (AQAP), movimento che riunisce fondamentalisti dell'Arabia Saudita e dello Yemen. L'ultimo caso riguarda l'attacco dello scorso 5 dicembre contro una sede del ministero della Difesa yemenita costato la vita a 56 persone. Tutti gli attentatori avevano passaporto saudita. Nei giorni scorsi un tribunale di Riyadh ha condannato a 16 anni un terrorista di al-Qaeda di nazionalità saudita per aver pianificato un attentato per uccidere lo stesso gran muftì e altri leader religiosi.

Già nel 2010 al-Shaikh aveva denunciato il terrorismo come non-islamico, condannando l'uccisione di civili, affermando che tali attacchi "non hanno nulla a che fare con la religione musulmana".

Da anni le autorità saudite tentano di smarcarsi dall'estremismo religioso armato, spesso ispirato dall'ideologia dell'islam wahhabita che ha plasmato tutte le istituzioni e la vita sociale del Paese a partire dai primi del'900. Nell'attacco alle Torri gemelle dell'11 settembre 2001 ben 15 dei 19 attentatori erano di nazionalità saudita.

 

 

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