02/03/2013, 00.00
VATICANO – INDIA
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Grazie a Benedetto XVI per il dono di umiltà, obbedienza e rinuncia fatto alla Chiesa

di Theodore Mascarenhas
P. Theodore Mascarenhas, indiano, membro della Pontificia accademia della cultura, ripercorre gli ultimi momenti del pontificato di Benedetto XVI, dall’ultima udienza generale fino al suo arrivo a Castel Gandolfo.

Città del Vaticano (AsiaNews) - È stata una mattinata intensa. Più di 150mila persone si sono riunite in piazza San Pietro per un evento storico. Un papa, il primo in 600 anni, sta per affrontare in piena coscienza la sua ultima udienza pubblica. Molti avevano gli occhi pieni di lacrime, e molti non riuscivano a crederci. Un mio collega che stava vicino a me in attesa di assistere a questo grande momento ha espresso alla perfezione quello che io e molti altri stavamo pensando: "Con un pubblico così pieno di affetto, chi lascerebbe il suo posto in piena facoltà? Solo un santo".

Questo papa umile e intellettuale, la cui stessa elezione è avvenuta con grande sorpresa, visto che aveva 78 anni e aveva già superato la norma canonica per le sue dimissioni come vescovo, ha chiuso il suo pontificato con un annuncio improvviso e rivoluzionario di volersi ritirare di sua spontanea volontà. Otto anni fa ero in piazza San Pietro, insieme ai 119 cardinali che hanno eletto quell'uomo fragile e anziano perché calzasse le scarpe del pescatore. Egli ci ha salutato con questo parole: "Dopo il grande Giovanni Paolo II, i signori cardinali hanno eletto me pontefice, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore. Mi consola il fatto che il Signore mi ha chiamato a lavorare e ad agire anche con strumenti insufficienti. E soprattutto mi affido alle vostre preghiere".

Egli ha mostrato la stessa umiltà otto anni dopo, quando ha annunciato in un concistoro e al mondo: "Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino".

E il papa ha continuato a sorprenderci in ogni sua apparizione dopo l'annuncio della sua rinuncia, e ci ha impressionato con la sua umiltà, che poteva giungere solo da un uomo profondamente spirituale. Durante l'ultima udienza generale, ricordando di San Pietro nella barca sul lago di Galilea con gli Apostoli, ha detto alla folla di persone venute per esprimergli l'ultimo saluto: "Vi sono stati anche momenti in cui le acque erano agitate ed il vento contrario, come in tutta la storia della Chiesa e il Signore sembrava dormire. Ma ho sempre saputo che in quella barca c'è il Signore e go sempre saputo che la barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è sua e il Signore non la lascia affondare". Parole di fede, parole di umiltà, parole di arresa che tanto contraddistinguono il carattere e la personalità di Joseph Ratzinger chiamato al soglio di Pietro. Parole che lasciano molti cardinali presenti in lacrime.

Il giorno della sua elezione, il canale britannico Channel Four mi ha chiesto cosa pensavo del nuovo papa. Senza pensarci troppo ho risposto: "Egli sarà un grande papa". E nulla avrebbe potuto essere più grande del modo in cui questo pontificato si è concluso: con un gesto di rinuncia, di resa e di umiltà. Lo si può dedurre dalle parole che lo stesso papa ha rivolto ai cardinali, nell'ultimo incontro del suo pontificato: "Prima di salutarvi personalmente, desidero dirvi che continuerò ad esservi vicino con la preghiera, specialmente nei prossimi giorni, affinché siate pienamente docili all'azione dello Spirito Santo nell'elezione del nuovo Papa. che il Signore vi mostri quello che è voluto da Lui. E tra voi, tra il Collegio Cardinalizio, c'è anche il futuro Papa al quale già oggi prometto la mia incondizionata reverenza ed obbedienza".

Dunque, che significato ha la rinuncia di Benedetto XVI? Significa che il Santo Padre, prima della sua partenza, ha presentato al mondo ancora una volta il modello di umiltà e rinuncia come simbolo di santità e sacralità. In un mondo che brama potere e si nutre di ambizione, davanti a noi c'è un uomo che sa rinunciare a tutto e dire: "Sono solo un pellegrino". Giunto a Castel Gandolfo, è stato meraviglioso, toccante e di ispirazione ascoltare Benedetto XVI dire ai fedeli che erano lì ad attenderlo "Sarò Sommo Pontefice della Chiesa cattolica, fino alle otto di sera, poi non più. Sono semplicemente un pellegrino che inizia l'ultima tappa del suo pellegrinaggio su questa terra. Ma vorrei ancora con il mio cuore, con il mio amore, con la mia preghiera, con la mia riflessione, con tutte le mie forze interiori, lavorare per il bene comune e il bene della Chiesa e dell'umanità. Mi sento molto appoggiato dalla vostra simpatia. Andiamo avanti con il Signore per il bene della Chiesa e del mondo".

L'elicottero è volato sopra i nostri uffici e ha portato il nostro papa nel luogo da lui scelto per pregare per la Chiesa e per tutti noi. Egli ha lasciato le scarpe del pescatore troppo più grandi per chi dovrà presto riempirle. Chiunque sia la persona indicata dallo Spirito Santo a essere il prossimo papa, egli sarà guidato dall'umiltà e dallo spirito di Benedetto XVI. Come membro del Pontificio consiglio per la cultura, posso affermare che questo papa ha rafforzato la cultura di umiltà, obbedienza e rinuncia di cui parla il Vangelo. Grazie papa emerito Benedetto XVI per questo magnifico dono alla Chiesa.

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