06/12/2004, 00.00
arabia saudita
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Gruppo armato attacca il consolato USA a Jeddah

I militanti tenevano prigionieri alcuni ostaggi, dopo essere penetrati nell'edificio grazie ad un'auto bomba. la situazione "normalizzata" dopo alcune ore.

Jeddah (AsiaNews/Agenzie) –  Un'auto bomba è esplosa fuori del consolato americano di Jeddah ferendo diverse persone, in un ennesimo attacco contro obiettivi occidentali in Arabia Saudita. Dopo lo scoppio un gruppo di persone armate sono penetrate nell'edificio dove tenevano in pugno alcuni ostaggi. Le autorità di Riyadh hanno confermato l'esistenza di ostaggi ma non hanno precisato il numero. Quattro guerriglieri sono rimasti nell'edificio, dove la battaglia è continuata, a oltre un'ora e mezzo dall'esplosione. Rappresentanti americani hanno confermato l'attacco, precisando che fra le vittime dell'esplosione non vi sono americani.

Personale sanitario saudita ha detto che i feriti dell'esplosione sono molti, ma non vi sono vittime americane. Tutte sono ricoverate nell'ospedale di Jeddah. Nel primo pomeriggio la situazione è ritornata "sotto controllo". Il Ministero saudita degli interni ha comunicato che 3 miliziani sono stati uccisi e 2 feriti e arrestati. Vi sono 4 vittime fra le forze di sicurezza saudite. La dichiarazione del ministero non parla di ostaggi, anche se le forze di sicurezza avevano affermato che ve ne erano. Ad ogni modo, un responsabile saudita che ha chiesto di rimanere anonimo, ha detto che il commando aveva preso degli ostaggi, in maggioranza sudanesi e indiani.

Finora non vi è stata nessuna rivendicazione dell'attentato; le autorità di Riyadh non hanno fatto alcun commento, anche se negli ultimi anni hanno sempre attribuito ad Al Qaeda tutti gli attacchi e le violenze nel paese.

Alcuni testimoni affermano che 4 uomini han cercato di penetrare nell'edificio con un auto e che l'auto è saltata in aria.

Il consolato si trova nel cuore della città, un porto sul Mar Rosso e importante centro commerciale del regno saudita.

L'edificio, come tante altre sedi diplomatiche o case abitate da occidentali, era molto ben difeso e vigilato, soprattutto dopo gli ultimi attentati contro luoghi abitati da stranieri.

L'attacco di stamane è l'ultimo di una serie. Nel 2003 delle autobomba sono esplose in un quartiere abitato da stranieri a Riyadh, uccidendo 35 persone, compresi 9 kamikaze. Un altro attentato simile, prima della fine del 2003, ha portato alla morte 17 persone ferendone 122.

Lo scorso maggio, 22 persone sono state uccise – fra essi 19 stranieri – da alcuni militanti che hanno sparato raffiche nell'ufficio di una compagnia petrolifera a Khobar. Sempre in maggio, un commando è entrato nell'ufficio della ABB a Yanbu, uccidendo 6 stranieri e un saudita. I quattro del commando sono stati uccisi dopo uno scontro con la polizia durato un'ora. Verso la fine i militanti su un'auto hanno trascinato il corpo di un americano. In giugno alcuni militanti di Riyadh hanno sequestrato e poi decapitato l'ingegnere Paul Johnson, che lavorava per una ditta statunitense specializzata in impiegati di sicurezza.
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