09/03/2005, 00.00
india
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Gujarat, arrestato un sacerdote per false accuse

I fondamentalisti indù spingono una donna ad accusare un gesuita: due mesi fa la donna aveva già scagionato il religioso.

Mumbai (AsiaNews) – Un gesuita indiano è stato arrestato e incarcerato in Gujarat (India occidentale) sulla base delle false accuse di una donna che lo ha denunciato per tentata conversione e rapporti sessuali. Leader cristiani hanno chiesto al governo del Gujarat di intervenire per assicurare l'immediato rilascio del sacerdote, arrestato "solo perché è un missionario cristiano".

Il 7 marzo p. Prasad Gonsalves – questo il nome del religioso – è stato incarcerato dal tribunale di Radhanpur dopo che Shanteben Gulabbhai, la donna indù che lo ha accusato, è stata convinta dal Vishwa Hindu Parishad (VHP) – una sigla induista fondamentalista – a denunciare il religioso. Due mesi fa la donna aveva chiesto a p. Prasad di aiutarla a trovare casa nella sua zona di residenza, a circa 300 km da dove il gesuita gestisce un programma di alloggi per persone povere nel distretto di Banaskantha, nel nord del Gujarat. Il gesuita infatti cura il progetto Prashant che cerca di dare abitazioni a prezzi economici alle persone svantaggiate delle zone desertiche dello stato.

Il religioso aveva risposto alla donna la sua impossibilità ad aiutarla a causa della notevole distanza dal luogo del suo lavoro. Dopo questa risposta Shanteben aveva denunciato il gesuita alla polizia, pentendosi in seguito della sua decisione, affermando di aver agito così solo per ripicca verso il gesuita. In seguito il religioso si era detto comunque disponibile ad interessarsi per la sistemazione della donna.

Il caso sembrava chiuso ma il 5 marzo un giornale induista della città di Patan rilanciava le accuse di Shanteben. Su pressione dei gruppi induisti locali p. Prasad veniva citato in tribunale per poi essere incarcerato in base alla legge sulle atrocità sessuali e sulle norme anti-conversione. L'inaffidabilità della donna che accusa il sacerdote è testimoniata dalla dichiarazione scritta di suo fratello, il quale ha dichiarato che per molti anni la donna ha terrorizzato la gente povera del suo villaggio ed è conosciuta per imporre estorsioni e ricatti.

Gruppi ed esponenti cristiani hanno protestato con forza contro l'arresto di p. Prasad: Dolphy D'Souza, vicepresidente dell'All India Catholic Union – cartello che riunisce 16 milioni di cattolici indiani – ha condannato l'arresto "arbitrario e infondato" del religioso, avvenuto solo perché "è un missionario cristiano che fa del bene alla popolazione". D'Souza ha chiesto al governo del Gujarat di "assicurare l'immediato e incondizionato rilascio" del religioso  e di "colpire tutti coloro che compiono azioni vili contro le minoranze". Il governo del Gujarat, guidato dal Baharatiya Janata Partu (BJP), è noto per il suo sostegno all'ideologia induista contraria alle minoranze religiose e nemica dell'azione di promozione umana portata avanti dai cristiani.

Padre Cedric Prakash, direttore del Prashant, ha puntato il dito contro i gruppi fondamentalisti indù che "usano anche i criminali per diffamare la Chiesa". (LF)
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