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» 16/06/2005 06:39
cina
Hebei: uccisi 6 contadini che resistono all'esproprio delle terre

Centinaia di mercenari armati assaltano il villaggio che si oppone alla confisca.



Pechino (AsiaNews/ Agenzie) – Sei contadini sono stati uccisi e altri 100 hanno subito profonde ferite da parte di uomini armati in uno dei più sanguinari incidenti avvenuti nelle campagne negli ultimi anni Il fatto è avvenuto nelle prime ore di sabato 11 giugno, quando centinaia di uomini hanno attaccato il villaggio di Shengyou, nella provincia dell'Hebei, armati di fucili da caccia, manganelli, sbarre uncinate e altri strumenti di offesa.

Il folto gruppo, con ogni probabilità pagato da una compagnia locale dell'elettricità, tutti giovani sulla ventina, indossava degli elmetti di sicurezza.

I contadini, che avevano scavato trincee, piantato tende e circondato la zona con filo spinato, dicono che secondo loro i malviventi sono pagati anche da corrotte autorità locali. Testimoni affermano che gli abitanti sono stati colpiti e infilzati; molti hanno ricevuto colpi di arma da fuoco sparati alle spalle. Gli uomini sono arrivati trasportati da 6 autobus bianchi prima dell'alba; la maggioranza con caschi e in tenuta da combattimento. Hanno cominciato a colpire senza preavviso gridando "Attacca!" e "Uccidi, uccidi!". La polizia locale non ha risposto alla chiamata dei contadini ed è intervenuta solo dopo 6 ore, quando gli assalitori erano già partiti.

I responsabili della prefettura di Dingzhou, che hanno giurisdizione anche su Shengyou, hanno aperto un'inchiesta sull'incidente. Un portavoce del governo provinciale, raggiunto al telefono ha detto che non poteva confermare o discutere l'incidente: "Abbiamo ricevuto ordini – ha detto – di non dare alcuna informazione".

Un largo dispiego di forze di polizia circonda il villaggio, a circa 200 km a sud-est di Pechino, il lunedì 13 sono riusciti a far entrare un giornalista, mostrandogli un ampio spazio pieno di armi abbandonate, caschi rotti e stracci macchiati di sangue. Essi sono anche riusciti a filmare lo scontro con una videocamera digitale (per vedere il video, cliccare qui: http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/default.stm#)

Dal 2003 il villaggio rifiuta l'offerta della Hebei Guohua, una ditta che fornisce energia elettrica, che chiede ai contadini di andare via dalle terre, in cambio di un'offerta in denaro, per costruire un impianto su 26 ettari di terreno del villaggio. La ditta è disposta a pagare 1800 USD per acro, ma gli abitanti dicono che l'offerta non rispetta nemmeno i prezzi stabiliti a livello nazionale. Essi accusano anche le autorità locali di aver intascato somme di denaro e chiedono un'inchiesta pubblica.

Non è la prima volta che nel villaggio succedono scontri. Lo scorso 20 aprile, circa 20 giovani hanno attaccato i contadini durante la notte, ordinando loro di lasciare le terre. Uno dei giovani, identificato come Zhu Xiaorui, 23 anni, è stato catturato dagli abitanti e da allora si trova sotto custodia. Durante l'attacco di sabato, alcuni degli assalitori cercavano di trovare Zhu, ma i contadini l'avevano nascosto nella sede del partito. Essi hanno anche accettato che fosse intervistato da un giornalista.

Zhu Xiaorui appariva spaventato, ma in buona salute, con una catena alla caviglia. Egli ha detto di essere stato reclutato da un uomo in un nightclub di Pechino, dove lui lavorava. Dopo averlo trasportato al villaggio, gli hanno dato in mano una sbarra di ferro e gli hanno detto di "dare una lezione" ai contadini, promettendo di dargli 100 yuan (12 dollari).

"Gli abitanti mi hanno trattato bene" ha detto Zhu in lacrime. Egli ha chiesto di non essere consegnato alla polizia di Dingzhou, perché teme di essere ucciso da loro per aver parlato.

Nonostante la possibilità di nuovi attacchi, i contadini rimangono a presidiare le loro terre. Essi hanno anche occupato la sede locale del Partito comunista, dove hanno esposto i corpi di 6 dei loro compagni uccisi; davanti alle bare bruciano candele e bastoncini d'incenso. Una folla emozionata rende onore alle salme, mentre davanti alla porta centrale svetta una bandiera bianca con sopra scritta la parola "Ingiustizia".

Le vittime identificate dai parenti sono: Niu Zhanbao, 46 anni, allevatore di maiali, colpito da una pallottola alla schiena; Hu Tongshun, 56 anni, padre di 3 bambini, ucciso da un uncino che gli ha lacerato il petto; Niu Shunlin, 26 anni, lavoratore migrante, ucciso da un'arma da fuoco e infilzato; Niu Chengshe, 49 anni, morto per un colpo alla testa; Zhao Yingzhi, 50 anni, morto per ferite multiple.

Niu Tongyin, 62 anni, uno dei capi del gruppo, è morto dissanguato per una ferita profonda.

Il suo corpo è stato messo nella sala più ampia della sede del partito, sotto i ritratti di Mao, Stalin, Lenin, Marx e Engels.

Gli abitanti affermano che i responsabili del Partito hanno abbandonato l'edificio e sono fuggiti, temendo di essere incolpati dell'assassinio.

Scontri legati alla requisizione delle terre sono sempre più frequenti in Cina. Responsabili locali, spesso per interessi personali, cacciano via i contadini per costruire strade, dighe, fabbriche, ecc. In Cina il governo è proprietario di tutta la terra e i contadini possono al massimo affittarla anche per lunghi periodi, ma non possederla. I contadini si lamentano che quando le autorità requisiscono i loro terreni, essi sono ripagati in modo ingiusto. In questi anni, a causa di tali problemi, nelle campagne  sono avvenute centinaia di proteste.


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