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    » 23/11/2009, 00.00

    CINA

    Heilongjiang, 104 morti nell’esplosione della miniera. La polizia arresta i parenti delle vittime



    All’interno della cava sono intrappolati ancora quattro minatori. Le forze dell’ordine hanno fermato un gruppo di donne, che protestavano per la mancanza di informazioni. Personale in borghese ha impedito interviste e riprese ai giornalisti. Ieri altri 11 morti in una miniera dell’Hunan.
    Pechino (AsiaNews/Agenzie) – È salito a 104 morti il bilancio dell’incidente nella miniera di carbone di Xinxing, nella provincia dell' Heilongjiang, al confine tra Cina e Russia. Lo confermano fonti ufficiali cinesi, che riferiscono di altri quattro minatori ancora intrappolati nelle gallerie. I parenti delle vittime hanno ingaggiato scontri con le forze dell’ordine, chiedendo spiegazioni sulle cause dell’esplosione. Ieri, intanto, un nuovo incidente in una miniera nella provincia meridionale dell’Hunan ha causato altri 11 morti.
     
    Lo scoppio alla miniera di carbone di Xinging, causato dall’esplosione del grisù – una miscela di gas e aria – è avvenuto il 21 novembre scorso alle 2.30 locali. In quel momento vi erano 528 lavoratori all’opera nella miniera. Funzionari del governo di Pechino hanno raggiunto la cava, per accertare eventuali responsabilità dei dirigenti. Nel 2009 la cava ha prodotto più di tre milioni di tonnellate di carbone ed è di proprietà della Heilongjiang Longmei Mining Holding Group.
     
    Questa mattina una dozzina di donne, parenti delle vittime, ha inscenato una protesta davanti all’ingresso della miniera per denunciare la mancanza di informazioni. Il gruppo ha ingaggiato una colluttazione con la polizia e le guardie addette alla sorveglianza. “Non è morto nessun funzionario – gridava una donna – tutte le vittime erano minatori”.
     
    La polizia ha trascinato un gruppo di donne in un complesso all’interno della miniera; altre sono state caricate a forza su un furgone bianco. Una di loro è stata rinchiusa in una vettura ed è stata portata via. Le forze dell’ordine si sono quindi schierate a difesa delle entrate della cava, per prevenire l’ingresso di “visitatori non graditi”. Personale in borghese ha impedito ai giornalisti di intervistare i parenti ed effettuare riprese al complesso.
     
    Le miniere cinesi si confermano le più pericolose al mondo. Solo nel 2008 vi sono state più di 3 mila vittime – secondo le stime ufficiali – per incidenti, esplosioni, alluvioni improvvise e crolli. L’agenzia governativa Coal Mine Safety riferisce che nei primi sei mesi del 2009 sono morte 1.175 persone, con un calo del 18,4% rispetto all’anno precedente.
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