26/09/2017, 12.12
VIETNAM
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Ho Chi Minh City, l’impegno degli studenti cattolici per una ‘discepolanza missionaria’

di Thanh Thuy

Decine di migliaia partecipano alle attività caritative e sociali nelle parrocchie del Paese. Essi sono soprattutto studenti cattolici che frequentano l’università o lavorano in città. Le iniziative della parrocchia di Saint Paul, nel distretto di Binh Tân, per migranti e bambini poveri. Alla “Settimana del migrante” della diocesi di Saigon, gli studenti hanno promosso il messaggio dell’enciclica Laudato Sì. Le testimonianze di alcuni ragazzi.

Ho Chi Minh City (AsiaNews) – Decine di migliaia di studenti cattolici vietnamiti hanno risposto all'appello lanciato da papa Francesco nella cerimonia di chiusura della Settima Giornata della Gioventù Asiatica, tenutasi in agosto a Yogyakarta (Indonesia). Lo scorso 6 agosto, il pontefice ha invitato i giovani asiatici a guardare alla Madre del Signore come un “modello di discepolanza missionaria” e “a parlarLe come si parla ad una madre, confidando sempre nella Sua amorevole intercessione”.

Da allora, decine di migliaia di studenti cattolici e giovani non cattolici, che si avvicinano al cattolicesimo o allo studio del catechismo, hanno partecipato alle attività caritative e sociali nelle parrocchie del Paese. Attraverso questi programmi pastorali, i gruppi di studenti hanno messo alla prova le proprie abilità e capacità lavorative in aziende o uffici.

La parrocchia di Saint Paul, nel distretto di Binh Tân (Ho Chi Minh City), ha spesso ospitato circa 500 ragazzi che frequentano le attività sociali e pastorali o apprendono il catechismo. Essi sono soprattutto studenti cattolici che frequentano l’università o lavorano in città. Nella parrocchia vi sono decine di migliaia di famiglie migranti povere, cattoliche e non. I loro figli non hanno la possibilità di andare a scuola. Così, nel settembre 2017, la parrocchia di Bình Tân ha aperto l'anno scolastico 2017-2018 per 320 bambini delle classi elementari o di alfabetizzazione.

Padre Paul Phạm Trung Dong, vicario della parrocchia e capo del Comitato pastorale per gli immigrati della diocesi di Saigon, ha ricordato a questi allievi “di studiare duro, per non render tristi genitori ed insegnanti”. Il sacerdote dichiara ad AsiaNews: “I bambini vivono in famiglie povere di migranti o distrutte. Non hanno la possibilità o i soldi per frequentare le scuole statali. Sono arrivati a Ho Chi Minh City da tutto il Paese, per guadagnarsi da vivere”.

In occasione della “Settimana del migrante” della diocesi di Saigon, gli studenti hanno illustrato i modelli di coltivazione bio, come riutilizzare le acque reflue e hanno promosso la tutela ambientale, seguendo il messaggio dell’enciclica di papa Francesco Laudato Sì. Lê Hữu Tài, studente della facoltà di Ingegneria del Cao Thắng College di Ho Chi Minh City, racconta ad AsiaNews: “Prima, quando ero libero, passavo spesso il tempo con i giochi online, o vagabondando con gli amici. Ma ora sto lavorando per un negozio con il mio gruppo di studio. Sono occupato e sento di avere uno scopo. Ricevo sempre il sostegno della comunità del popolo di Dio”.

“Nei sei anni passati –afferma Nguyễn Anh Tuấn, membro del gruppo – con il principio ‘conoscenza - fede – servizio’, ci siamo impegnati insieme in diverse opere caritative, seguendo lo spirito di Santa Teresa di Gesù Cristo. I nostri viaggi di lavoro hanno lasciato sempre molti bei ricordi e sentimenti profondi nella nostra vita di studenti”.

Hung, che studia per diventare un operatore sociale, afferma: “Non ci concentriamo solo sulla teoria; molti studenti hanno preso parte alle associazioni cattoliche delle parrocchie. Queste attività sociali e pastorali hanno arricchito la nostra vita spirituale. Inoltre, abbiamo anche migliorato le nostre capacità lavorative per prepararci al post laurea”.

Nguyễn Tiếu Hữu, allievo dell'Università dei Trasporti, ha frequentato il coro della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù di Bình Chiểu, nel distretto Thủ Đức, racconta agli altri studenti: “Quando siamo lontani da casa, spesso ci concentriamo solo sullo studio. Dopo le lezioni, lavoriamo part-time per la nostra vita quotidiana. A volte dimentichiamo le attività pastorali, passo dopo passo ci allontaniamo dalla Chiesa. Così, la nostra fede diventa ‘fredda’. Con l’adesione ai cori o alle associazioni cattoliche, abbiamo l'opportunità di ripassare gli inni e condividere molte questioni con altri membri, condividendo il catechismo, la Bibbia e pregando insieme quotidianamente. Ora, mi sento più felice, perché sono in grado di rispondere, con i miei sforzi, agli obblighi di un cristiano”.

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