08/06/2019, 17.09
HONG KONG – CINA
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Hong Kong, 'mezzo milione di persone' in marcia contro l'estradizione forzata

Questo è l'auspicio espresso oggi dagli organizzatori. La protesta è prevista per domani, nonostante alcuni scontri violenti che hanno visto oggi protagonisti le autorità.

Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) – Mezzo milione di persone in marcia contro la controversa legge sull'estradizione forzata, un decreto voluto “con urgenza” da Pechino. È l'auspicio espresso oggi dagli organizzatori, i membri delle associazioni per i diritti umani e civili di Hong Kong. I quali al contempo condannano gli attacchi contro la polizia avvenuti lo scorso venerdì, nel corso della marcia degli avvocati contro la legge, e negano con forza ogni coinvolgimento.

Nell’associazione degli avvocati vi sono membri i quali pensano che la nuova legge servirà per persecuzioni politiche all’interno dello stesso territorio di Hong Kong, sopprimendo la libertà di parola.

Negli anni scorsi, anche senza la legge, cinque editori che pubblicavano libri critici verso la leadership cinese sono stati rapiti e arrestati in Cina. Un altro fatto che preoccupa democratici e avvocati è che le corti cinesi, in casi che prevedono l’ergastolo e la pena di morte, hanno la discrezione di investigare anche oltre 20 anni dal caso.

Se si riuscisse a raggiungere l'obiettivo di mezzo milioni di dimostranti si andrebbe a toccare il record del primo luglio 2003, quando 500mila persone scesero in piazza contro il piano di approvazione della legge sulla sicurezza nazionale dell'ex Territorio. Anche in quel caso, il provvedimento dava troppo potere alle autorità cinesi.

La mobilitazione passa anche da internet. Circa 500 petizioni online chiedono l'abrogazione del decreto e la “non discussione” del testo all'interno del Consiglio legislativo, il mini-governo di Hong Kong. Decine di migliaia di persone hanno siglato la richiesta, e sui forum si discute molto dell'opportunità di “cedere di nuovo” davanti a Pechino.

Hong Kong ha una lunga tradizione democratica, imposta in un primo tempo dai dominatori britannici e poi saldatasi nel tessuto sociale. Nel Territorio si sono svolte nei decenni le maggiori e più significative forme di opposizione al governo comunista della Cina continentale. La Basic Law - Costituzione lasciata dai britannici nel 1997, anno del ritorno di Hong Kong a Pechino - consente 50 anni di democrazia agli abitanti. Ma queste leggi, obiettano moltissimi sui social, "stanno strozzando gli ultimi barlumi di democrazia e indipendenza".

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