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  • » 30/08/2017, 11.50

    CINA

    Hu Jia: Liu Xia è “più in pericolo di quanto lo sia mai stato Liu Xiaobo”



    Nessuno l’ha più vista dalla cerimonia funebre del marito. Per i suoi amici ella è trattenuta dalle autorità. Forti preoccupazioni per la sua salute fisica e mentale. Molti attivisti si preparano a commemorare Liu Xiaobo a dispetto della censura di Pechino.

    Pechino (AsiaNews/RFA) – “Siamo davvero molto preoccupati per Liu Xia, e pensiamo che sia più in pericolo di quanto lo sia mai stato Liu Xiaobo”. Il dissidente Hu Jia esprime così i timori per le sorti della amica, ancora scomparsa a sette settimane dalla morte del marito Liu Xiaobo.

    Liu Xia non compare in pubblico sin da quando è stata fotografata durante lo spargimento delle ceneri del marito in mare, poco dopo la sua morte.

    Lo scorso 18 agosto Liu Xia è apparsa in un video in cui chiedeva privacy per elaborare il lutto. Amici e conoscenti sospettano che la ripresa sia opera delle autorità, poiché conferma la versione di Pechino secondo cui la vedova è “libera, ma sconvolta dal dolore” e non vuole essere disturbata. La Cina utilizza sempre più spesso video con “confessioni” e dichiarazioni “da copione” per sostenere la propria narrativa sui “crimini” e lo stato mentale dei detenuti.

    L’amico Hu Jia sostiene che Liu è trattenuta in modo illegale nella provincia dello Yunnan, e che non abbia “speranza di avere il permesso d’uscire prima della sessione annuale del Assemblea nazionale del popolo”, prevista per il prossimo marzo a Pechino.

    La vedova non può neanche celebrare i riti di commemorazione del defunto previsti sette settimane dopo la morte. Le misure di sicurezza sono più alte che mai: “Oltre a sapere che si trova a Dali, nello Yunnan, non ho avuto notizie di lei di alcun genere”.

    Liu Xia soffre di depressione e problemi cardiaci fin dall’ottobre 2010, quando è stata messa agli arresti domiciliari. Come suo marito, anche Liu Xia avrebbe chiesto al governo di potersi curare all’estero.

    Ye Du, scrittore del Guangdong, teme per la sua salute mentale “che non può essere stabile… Chiunque la conosca non può che preoccuparsi per lei”.

    Intanto, si fa sempre più serrata la censura di Pechino sulla memoria Liu Xiaobo. Diversi utenti di social media sono stati trattenuti per aver pubblicato dichiarazioni commemorative o di sostegno verso la coppia. Alcuni attivisti del Guandong sono stati detenuti per aver celebrato commemorazioni di Liu Xiaobo e averne parlato sui social. Al momento sono stati rimandati nelle loro città natali, dove sono sotto stretta sorveglianza e non hanno il permesso ad andarsene.

    Nonostante ciò numerosi attivisti dichiarano di voler onorare Liu Xiaobo domani, 31 agosto, a sette settimane precise dalla sua morte. A una settimana dalla sua morte diverse cerimonie si erano tenute di nascosto nella Cina continentale e in modo più pubblico ad Hong Kong.

    Liu Xiaobo è morto per un cancro al fegato lo scorso 13 luglio. La comunità internazionale e le organizzazioni per i diritti umani hanno criticato con durezza Pechino per il trattamento inflitto al dissidente, condannato nel 2009 a 11 anni di prigione per il suo ruolo nella redazione del manifesto pro-democrazia “Carta 08”.

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