11/06/2011, 00.00
CINA
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Hubei: migliaia in piazza per la morte sospetta di un popolare funzionario

Ran Jianxin, funzionario di provincia, è morto mentre era in arresto per false accuse di corruzione, si parla di torture. La popolazione dice era l’unico che la difendeva contro espropri ingiusti e scende in piazza per protesta. Nell’ultima lettera di Ran, dure accuse contro i superiori.
Shanghai (AsiaNews/Agenzie) – Oltre 2mila dimostranti hanno assalito ieri il municipio di Lichuan, città di 850mila abitanti nell’Hubei, per il quarto giorno consecutivo, dopo la misteriosa morte di uno stimato funzionario durante un interrogatorio della polizia nella vicina contea di Badong. I residenti dicono che la violenta protesta è anche contro le acquisizioni forzate di terreni.

Ran Jianxin, 49 anni direttore di un sub-distretto, era stato arrestato il 26 maggio dal procuratore della contea con l’accusa di corruzione in relazione a espropri di terreni e demolizioni forzate. E’ morto il 4 giugno per cause non chiarite, la famiglia dice che sul corpo aveva segni di ferite e di torture.

La stampa locale riporta le dichiarazioni dei residenti di almeno 5 villaggi che Ran si era rifiutato di demolire con la forza alcune abitazioni, nel corso di espropri ordinati da autorità superiori, tra cui Li Wei, vicecapo del Partito comunista di Lichuan e responsabile della sezione disciplinare. Per questo sarebbe stato accusato di corruzione e arrestato, mentre i residenti dicono che era l’unico funzionario che sosteneva i loro diritti.

Dal 7 giugno migliaia di residenti sono scesi in piazza, migliaia di poliziotti in tenuta antisommossa controllano la situazione. Il pomeriggio del 9 giugno la folla infuriata ha cercato di assalire il municipio e ha colpito la polizia con spranghe, bottiglie piene e uova, ci sono stati 20 arresti.

Dopo l’inizio delle proteste, le autorità hanno messo sotto inchiesta per la morte di Ran almeno 5 funzionari. Il 9 giugno il procuratore della contea di Badong è stato arrestato e il procuratore capo ha dovuto dimettersi. Anche Li Wei è stato posto sotto inchiesta e sospeso.

Nell’ultima lettera prima di morire, Ran ha scritto: “Da dicembre a gennaio, gli investigatori hanno limitato la libertà personale di tutti i miei amici, colleghi e chiunque abbia contatti con me, e per 20 ore ogni giorno non permettono loro di dormire o anche soltanto stare seduti, per ottenere prove [che ho preso bustarelle]”.

In Cina sono in aumento le proteste di massa per motivi economici, con migliaia di persone che scendono in piazza contro espropri forzati o per fatti di corruzione. Secondo Broge Bakken, professore di Sociologia all’Università Hong Kong, ci sono state almeno 127mila proteste di massa nel 2010, rispetto alle 9mila di metà anni ’90. Le proteste, finora concentrare nelle zone rurali, sempre più spesso avvengono pure nelle città, spesso con scontri con la polizia. I leader cinesi da anni promettono tolleranza zero contro la corruzione, ma il fenomeno appare invece aumentare: secondo dati ufficiali, nel 2010 ci sono stati 146.500 funzionari puniti per corruzione e abusi vari, ma solo il 3,5% ricoprivano posti di livello superiore all’amministrazione di contea.

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