01/06/2009, 00.00
SINGAPORE - ASIA
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I Paesi asiatici parlano di pace, ma corrono ad armarsi

Si è conclusa ieri l’8° Conferenza sulla Sicurezza in Asia. Tutti gli Stati hanno insistito sulla necessità della pace. Eppure tutti dicono che, per meglio difendersi, vogliono comprare più armi. La Cina all’avanguardia nella corsa agli armamenti.

Singapore (AsiaNews/Agenzie) – Si è conclusa ieri a Singapore l’annuale Conferenza sulla Sicurezza in Asia, con i delegati dei diversi Stati che nel dibattito hanno insistito sull’importanza della pace, mentre nei corridoi dell’hotel di lusso hanno discusso accordi per la vendita di armi.

Molti Stati asiatici guardano con preoccupazione alle mosse dei Paesi confinanti e vogliono migliorare le proprie difese.

Il ministro giapponese della Difesa ha detto che Tokyo è preoccupata per i recenti test nucleari della Corea del Nord e vuole rinforzare la propria forza aerea con il jet da combattimento F-22.

Rohitha Bogollagama, ministro cingalese della Difesa, il cui governo di recente ha posto fine con la forza delle armi a oltre 20 anni di ribellione Tamil, non ha negato ai cronisti che il suo Paese voglia pure potenziare gli armamenti.

La Cina nel 2009 ha aumentato del 15% la spesa per le armi ed è all’avanguardia nella corsa agli armamenti, anche se ripete che il suo esercito ha solo fini difensivi e vuole assicurare la stabilità della regione.

L’India progetta di spendere oltre 30 miliardi di dollari in 5 anni per modernizzare le forze militari, risalenti in gran parte all’era sovietica.

Il ministro indonesiano alla Difesa ha annunciato il progetto di portare le spese militari dall’attuale 0,68% del Prodotto interno lordo all’1,2% entro 5 anni e di acquistare aerei jet e sottomarini.

Alla Conferenza erano presenti alti dirigenti di ditte come la Boeing, 2° fornitore di armamenti al Pentagono Usa, che cerca nuovi mercati dopo che il governo del neo presidente Barack Obama ha annunciato tagli alle spese militari. Jim Albaugh della Boeing ha spiegato che è in aumento la domanda in Asia per mezzi navali e aerei, ritenuti necessari per difendere i propri commerci e il territorio.

Jonathan Pollack, docente di Studi su Asia e Pacifico al Naval War College degli Stati Uniti, ha detto che “per i venditori di forniture per la difesa è qui possibile instaurare una serie di contatti”.

Tim Huxley, direttore esecutivo dell’Istituto internazionale per gli studi strategici, ha osservato che “tutti i presenti sono attenti a guardarsi alle spalle”.

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