19/10/2009, 00.00
PAKISTAN
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I bambini pakistani pregano la Madonna per “pace e unità”

di Sarah John
La Chiesa locale ha aderito all’iniziativa “Un milione di bambini che pregano il rosario”, lanciata dal Consiglio per i laici venezuelano e celebrata ieri in tutto il mondo. Essi chiedono la fine di “bombe e distruzioni”. Sacerdote di Faisalabad: “analfabetismo, mancanza di cibo e discriminazioni” le “croci” che devono portare.
Faisalabad (AsiaNews) – “Ogni giorno in tv vediamo immagini di bombe e distruzioni. Non vogliamo che succeda ancora, per questo abbiamo recitato il rosario”. Sharoon, 10 anni, della diocesi di Faisalabad, sottolinea lo spirito che ha spinto moltissimi bambini in Pakistan a unirsi all’iniziativa “Un milione di bambini che pregano il rosario”, lanciata dal Consiglio nazionale per i laici del Venezuela, celebrata ieri in tutto il mondo.
 
I promotori dell’iniziativa spiegano che il mondo necessita di “pace e unità”. Pregare Dio conduce alla scoperta della vera fede, la fede porta amore, l’amore al servizio reciproco, che è fonte di pace. La campagna si rifà alle parole di San Pio da Pietralcina, il quale ha ricordato come “la recita del rosario di un milione di bambini” potrebbe portare “numerose grazie in tutto il mondo”.
 
Il Pakistan è al centro di un conflitto militare fra talebani ed esercito nel nord-ovest, insanguinato da una lunga scia di attentati e teatro di numerose violenze ai danni delle minoranze, compiute in nome della legge sulla blasfemia. Per questo i bambini hanno chiesto, nelle loro intenzioni, pace e unità nel Paese. “Le persone sono sempre in guerra” afferma Mariam, 14 anni. “Siamo spaventati. Chiediamo alla Madonna di convincerli a smettere di combattere”. “È bello – aggiunge – recitare il rosario a casa la sera. Ci sediamo e preghiamo con i nostri genitori”.
 
La recita del rosario nella diocesi di Faisalabad e in altre aree del Paese è iniziata ieri mattina alle 9. Al termine della funzione p. Yaqub Yousaf, della parrocchia di S. Paolo a Hajveri (nella foto con un gruppo di bambini), ha ricordato che “i bambini sono i più colpiti” a causa della guerra. “Essi – sottolinea ad AsiaNews – devono portare numerose croci: analfabetismo, mancanza di cibo, discriminazioni”. La giornata di preghiera celebrata ieri è significativa perché “ci rende parte integrante di una comunità internazionale che recita il rosario per chiedere la pace nel mondo e sono sicuro che, grazie all’intercessione della Vergine Maria, alla fine la pace vincerà”.
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