06/04/2017, 15.14
INDONESIA

I cittadini di Jakarta condannano l’uso della religione per fini politici

Mathias Hariyadi

I gruppi estremisti islamici tentano di condizionare le elezioni. Gli elettori condannano la manipolazione della religione per fini politici. Zulkifli Hasan, capo dell'Assemblea consultiva popolare: “Sbagliato usare la religione per promuovere l’incitamento all'odio e il risentimento”. Budi Arie Setiadji: “Le questioni settarie hanno consumato la nostra energia”

Jakarta (AsiaNews) – Mostrando una rinnovata consapevolezza sociale, i cittadini esprimono il proprio rifiuto nei confronti della manipolazione della religione per fini politici. Numerosi manifesti sono apparsi ieri in diversi punti strategici dell’area metropolitana. Essi recitano lo slogan: “Noi – abitanti di Jakarta – siamo stanchi delle questioni settarie”. Ciò avviene a due settimane dalla seconda tornata delle elezioni regionali, che si terranno nel distretto della capitale indonesiana il 19 aprile.

Alcuni degli striscioni sono stati installati sui ponti pedonali vicino alla Bank Indonesia e presso la rotatoria dell’Hotel Indonesia, entrambi a Central Jakarta, e altri a Slipi Jaya, West Jakarta. Tuttavia, da ieri pomeriggio, l'Agenzia cittadina per l'Ordine Pubblico (Satpol Pp), in collaborazione con l’Agenzia per il controllo delle elezioni (Bawaslu), ha rimosso gli striscioni poiché affissi senza permesso ufficiale.

Mai come durante queste elezioni, le questioni settarie sono state manipolate dal campo islamista in maniera così intensa. Le votazioni vedono protagonista il cristiano Basuki “Ahok” Tjahaja Purnama, che corre per la sua riconferma a governatore. Secondo  diversi commentatori, i manifesti hanno come obiettivo proprio il rivale di Ahok. I cittadini di Jakarta non hanno gradito il modo in cui, durante la campagna elettorale, Anies Baswedan ha usato tematiche settarie per aumentare la propria popolarità nell’elettorato musulmano, rivolgendosi  in particolare a quello più estremista.

Diversi politici indonesiani hanno applaudito l’iniziativa spontanea contro lo sfruttamento del sentimento religioso per vantaggi politici. Durante un seminario che si è tenuto oggi a Jakarta, Zulkifli Hasan, a capo dell'Assemblea consultiva popolare indonesiana, è tra le prime figure di spicco a denunciare questo tipo di manipolazione della religione. Egli ha dichiarato: “Ogni religione adotta l'insegnamento di buoni valori, ma durante le elezioni regionali di Jakarta è accaduto qualcosa di sbagliato, quando si è usata la religione per promuovere l’incitamento all'odio e il risentimento”.

Budi Arie Setiadji, responsabile dei circoli che sostengono il presidente Jokowi, ha sostenuto ieri  che la comparsa dei manifesti contro il settarismo è chiara prova che la maggior parte degli abitanti di Jakarta sono veramente stufi dei “trucchi” utilizzati da alcuni gruppi per promuovere il loro candidato leader. Egli ha poi affermato: “Tali questioni settarie hanno consumato la nostra energia”.

Secondo Setiadji, gli elettori sono ormai intelligenti e votano candidati che hanno mostrato la capacità di apportare modifiche radicali a Jakarta, per rendere la città un posto migliore per vivere e lavorare. “Non ci sono più questioni settarie a dividere gli indonesiani; non più gesti intimidatori a diffondere la paura tra gli elettori” – il commento finale del politico.

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