14/02/2012, 00.00
COREA DEL NORD
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I simboli del potere dei Kim sotto attacco: “Il popolo coreano si sta svegliando”

di Joseph Yun Li-sun
Una fonte di AsiaNews racconta lo stillicidio di atti contrari al regime: “Una statua rovinata, la porta della casa paterna dei Kim rubata, graffiti contro il potere. Qualcosa sta cambiando, nei nordcoreani”.
Seoul (AsiaNews) - I simboli del potere della dinastia dei Kim “sono sempre di più sotto attacco da parte della popolazione, che li danneggia per esprimere in qualche modo la propria rabbia”. A dirlo è una fonte di AsiaNews in Corea: “La statua di Kim Jong-suk, madre del defunto dittatore Jong-il, è stata rovinata; la porta della casa dove è nato il presidente eterno Il-sung è stata rubata; nelle università appaiono scritte contro il regime e la successione dinastica. Il governo lo sa, ma non riesce a fermare questi episodi”.

Il caso che ha fatto più scalpore è sicuramente quello della porta di Mangyongdae: il luogo, nella parte centrale di Pyongyang, è considerato “sacro” dato che qui è nato il fondatore del regime. A seguito del furto il ministro della Sicurezza del popolo Ju Sang-song - uno dei più stretti collaboratori di Kim Jong-il - è stato licenziato. Di lui non si hanno più notizie.

Anche i danni alla statua della madre di Jong-il hanno un loro senso: “Significano - spiega la fonte di AsiaNews - che al popolo il socialismo ereditario non piace. Si sentono presi in giro perché il regime aveva promesso loro che chiunque poteva raggiungere ogni traguardo, con la rivoluzione. Invece si sono trovati con una famiglia reale”.

A settembre, poi, sono iniziati i graffiti. Scritte che recitano “Abbasso Kim Jong-un” e “La successione ereditaria è un tradimento del socialismo” sono apparse in diverse università e nei luoghi di mercato. Le autorità le hanno fatte sparire, ma non sono state in grado di risalire agli autori: “Non possono mettere al muro tutti gli studenti. Ma questa forma di opposizione terrorizza i dirigenti comunisti“.

Con la scusa di “costruire 100mila case”, progetto poi messo da parte, le università sono state chiuse per 10 mesi e gli studenti mandati a lavorare nei cantieri. Tuttavia “appena hanno riaperto le università, i graffiti sono tornati. Forse non la successione al trono, ma una nuova consapevolezza nel popolo nordcoreano potrà portare a dei cambiamenti nel Paese”.
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