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    » 26/06/2009, 00.00

    ITALIA-G8

    I vescovi del G8 ai presidenti dei Paesi ricchi, non siano i poveri a pagare per la crisi



    Le conferenze episcopali dei Paesi del G8 chiedono ai leader dei Paesi più avanzati di prendere “iniziative condivise” per mantenere gli impegni presi a favore dei Paesi in via di sviluppo, proseguire nelle iniziative di peacekeeping e per non permettere ulteriori cambiamenti climatici, che i poveri vanno aiutati ad affrontare.
    Roma (AsiaNews) – Non siano i poveri a pagare di più per la crisi finanziaria che sta colpendo il mondo. Il G8 prenda “provvedimenti condivisi finalizzati a proteggere i più poveri e assistere i Paesi in via di sviluppo”. E’ la richiesta che ai capi degli Stati maggiormente industrializzati rivolgono i presidenti delle conferenze episcopali degli otto Paesi, in un messaggio nel quale si raccomanda in modo particolare di mantenere gli impegni presi a favore dei Paesi in via di sviluppo, di proseguire nelle iniziative di peacekeeping e di non permettere ulteriori cambiamenti climatici, che i poveri vanno aiutati ad affrontare.
     
    L’iniziativa dei presidenti delle conferenze episcopali di Italia, Usa, Giappne, Russia, Inghilterra, Francia, Germania, Canada e Scozia fa seguito e ricorda l’iniziativa presa da Benedetto XVI che, alla vigilia del G20 in Gran Bretagna scrisse al primo ministro Gordon Brown. Come allora, i vescovi ripetono che  “La crisi attuale ha sollevato lo spettro della cancellazione o della drastica riduzione dei piani di aiuto internazionale, specialmente per l’Africa e per gli altri Paesi meno sviluppati. L’aiuto allo sviluppo, comprese le condizioni commerciali e finanziarie favorevoli ai Paesi meno sviluppati e la remissione del debito estero dei Paesi più poveri e più indebitati, non è stata la causa della crisi e, per un motivo di giustizia fondamentale, non deve esserne la vittima. La nostra tradizione morale impegna la Chiesa a proteggere la vita umana e la sua dignità, specialmente dei membri più poveri e vulnerabili della famiglia umana. Nei volti dei poveri la Chiesa Cattolica vede il volto di Cristo che siamo chiamati a servire in tutti i Paesi del mondo”.
     
    “Paradossalmente – prosegue il documento - i poveri che hanno contribuito di meno alla crisi economica con cui il mondo oggi si confronta, saranno quelli che con ogni probabilità soffriranno di più la devastazione, perché relegati ai margini in una schiacciante povertà. Alla luce di questi fatti, i Paesi Membri del G8 dovrebbero far fronte alle loro responsabilità nella promozione del dialogo con le altre maggiori potenze economiche per aiutare a prevenire ulteriori crisi finanziarie. Inoltre dovrebbero onorare i loro impegni nell’aumento degli Aiuti allo Sviluppo per ridurre la povertà globale e raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, specialmente nei Paesi Africani. Questo richiede un approfondimento della partnership con i Paesi in via di sviluppo in modo che queste popolazioni possano diventare agenti attivi della loro crescita, partecipando alle riforme politiche, governative, economiche e sociali al servizio del bene comune”.
     
    “In modo particolare - prosegue la lettera - è importante rafforzare i processi di peacekeeping in modo che i conflitti armati non continuino a privare i Paesi delle risorse necessarie allo sviluppo. In modo analogo, gli Stati poveri e i loro popoli che meno hanno contribuito come agenti responsabili del cambiamento climatico globale sono quelli a maggior a rischio per le gravi conseguenze di questo fenomeno”.  
     
    “Come pastori e guide della Chiesa - afferma il documento - abbiamo particolarmente a cuore l’impatto che il cambiamento climatico produrrà sulla vita degli ultimi. Per questo dovrebbero essere fissati impegni concreti e creati dei meccanismi per mitigare ulteriori cambiamenti climatici, aiutando i poveri e i Paesi in via di sviluppo ad adeguarsi a questi effetti e ad adottare tecnologie appropriate per uno sviluppo sostenibile. Proteggere i diseredati e il pianeta non sono ideali tra loro contrastanti ma priorità morali per tutte le persone di questo mondo. Il Vertice del G8 ha luogo all’ombra di una crisi economica globale ma le sue azioni sono in grado di portare una luce di speranza al mondo in cui viviamo. Chiedendovi innanzitutto in che modo una determinata politica influisca sui poveri e sugli indifesi, potete far sì che sia assicurato il bene comune di ciascuno. Come famiglia umana - concludono i vescovi - siamo chiamati ad assicurare i nostri stessi benefici anche ai nostri membri più deboli”.
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