19/12/2006, 00.00
LIBANO
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I vescovi maroniti invitano i leader cristiani alla riconciliazione

di Youssef Hourany
Una speciale commissione dovrebbe incontrare gli esponenti politici, ora divisi tra maggioranza e opposizione. Oggi dovrebbe riprendere la mediazione del segretario della Lega araba, ma ora l’opposizione non vuole più il governo di unità nazionale, ma nuove elezioni politiche.
Beirut (AsiaNews) – La Chiesa libanese offre il suo aiuto ai leader politici cristiani, divisi tra governo ed opposizione, per avviare un processo di conciliazione. Fonti ecclesiastiche hanno confermato ad AsiaNews la formazione di una commissione tripartita, nel seno del sinodo dei vescovi maroniti, che sarà incaricata di cominciare le riunioni con i leader cristiani. La commissione è composta dai vescovi, mons Samir Mazloum, vicario generale del Patriarcato maronita, mons Yousef Bechara, arcivescovo di Antelias dei maroniti e mons Paul Matar, arcivescovo maronita di Beirut.
La commissione avrà incontri con i vari responsabili maroniti, a cominciare dal generale Aoun, dal dirigente delle Forze libanesi, Samir Geagea e dal leader del partito El Marada, l'ex-ministro Souleiman Frangieh. I vescovi si sforzeranno di realizzare una prima conciliazione tra Geagea e Frangieh, prima di convocare tutti ad una riunione che sarà presieduto dal patriarca maronita il cardinale Nasrallah Sfeir, alla presenza di tutti i vescovi maroniti e dei superiori generali degli ordini religiosi.
Le stesse fonti hanno confermato ad AsiaNews la volontà del patriarca Sfeir di realizzare questa conciliazione prima della convocazione della riunione inter-maroniti, perché si teme la ripetizione della analoga riunione del 1976, sotto la presidenza dell'ex patriarca Khoreiche - che riunì il leader delle Forze libanesi Bachir Gemayel con il ministro Toni Frangieh (padre dell'ex ministro Souleiman Frangieh) - e con il suo fallimento ebbe come prima tragica conseguenza l'uccisione del ministro Toni Frangieh, di sua moglie e di figlia e di più di altre 30 persone da parte delle Forze libanesi guidate dal loro comandante della regione del Nord, Samir Geagea. In proposito, l'arcivescovo maronita di Jbeil, mons Bechara Rahi, parlando con AsiaNews, ha espresso il suo appoggio a qualsiasi iniziativa che mira a far uscire il Paese dalla crisi che lo sta distruggendo ed ha ribadito la necessità di seguire il linguaggio della ragione “lontano dall'odio e dallo spirito di vendetta”. Egli ha ribadito la posizione della Chiesa maronita, che continua a ripetere la necessità di trovare una soluzione globale di tutti i problemi che stanno distruggendo il tessuto sociale del Libano, attraverso la via del dialogo, “l'unico rimedio benedetto da Dio".
L'iniziativa dei vescovi maroniti cade in un momento di grandissima tensione. Oggi torna in Libano il segretario della Lega araba, Amr Moussa, con l’obiettivo di riprendere la sua mediazione. Moussa dovrebbe discutere con maggioranza e opposizione un progetto per risolvere la controversa questione del governo di unità nazionale e della “minoranza di blocco” ed un altro per la formazione del tribunale internazionale che dovrebbe giudicare i responsabili dell’assassinio dell’ex primo ministro Rafic Hariri e degli altri crimini politici avvenuti negli ultimi due anni. Entrambi gli argomenti sono centrali nel contrasto tra maggioranza ed opposizione, con il governo – sostenuto, in questo, dalle Nazioni Unite – che reputa l’istituzione del tribunale un elemento irrinunciabile.
Ieri però, l’opposizione libanese, guidata da Hezbollah, movimento appoggiato da Siria e Iran, ha detto di non volere più il governo di unità nazionale, ma elezioni politiche anticipate. Il leader cristiano dell'opposizione, Michel Aoun – che l’attuale presidente della Repubblica, Emile Lahoud, vorrebbe suo successore - ha sostenuto che “la nostra priorità non è più un governo di unità nazionale, ma elezioni anticipate” e ha preannunciato una “grande escalation” delle proteste di piazza, in corso dal primo dicembre, per far cadere il governo del premier Fouad Siniora.
Non si sa, a questo punto, il peso da attribuire alle parole dell'ambasciatore della Lega Araba in Libano Abdel Rahman El Silh, che ha parlato del raggiungimento di un accordo inter-libanese, che dovrebbe essere attuato prima delle prossime feste natalizie. L’ambasciatore ha anche ribadito l'appoggio “senza riserve” dell’Arabia Saudita alla sua iniziativa.
 
 
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