25/07/2013, 00.00
NEPAL
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Il “Nobel asiatico” allo Shakti Samuha, che combatte il traffico di esseri umani

di Kalpit Parajuli
Il gruppo nepalese, creato da ex schiave del sesso, è uno dei cinque vincitori del premio filippino “Ramon Magsaysay”. Le 15 fondatrici oggi cercano di salvare altre donne vittime della prostituzione. “Impossibile – sottolineano – spiegare a parole la portata dello sfruttamento, degli abusi e delle torture subite da queste ragazze nei bordelli indiani, cinesi e dei Paesi arabi”.

Kathmandu (AsiaNews) - Shakti Samuha, un gruppo nepalese di ex schiave sessuali che strappa donne e ragazze asiatiche dal traffico umano in India e Cina, è tra i cinque vincitori del premio "Ramon Magsaysay" per il 2013. Considerato il Nobel dell'Asia, il premio è un riconoscimento a persone e associazioni che si sono distinte per aver cambiato le loro società in meglio. Il governo filippino - che ha istituito il premio nel 1958 - lo ha annunciato ieri.

Creata nel 2000, Shakti Samuha è la prima associazione del Nepal fondata e gestita da donne vittime di sfruttamento sessuale e traffico umano. Per Chairimaya Tamang e Sunita Dunuwar, due delle 15 fondatrici, il riconoscimento è fonte "di grandissima gioia e incoraggiamento nell'andare avanti", ma riporta alla mente i giorni in cui erano costrette a prostituirsi. "Eravamo così immerse nell'oscurità di quell'inferno - ricorda Tamang ad AsiaNews - che [quel buio]è sempre qui, in fondo ai nostri cuori. E non possiamo non pensare alle innumerevoli ragazze e donne nepalesi ancora intrappolate in quella situazione".

Tamang e Dunuwar - che è presidente dell'associazione - sono state liberate nel 1996, durante un blitz della polizia in alcuni bordelli indiani, che ha salvato 500 donne e ragazze, di cui 148 originarie del Nepal. Dal giorno dell'incursione ci sono voluti sei mesi per poter tornare a casa. Ma anche lì, raccontano, "il cammino non è stato affatto facile. Il governo e la società non ci accettavano. Abbiamo incontrato molte difficoltà persino per registrare l'organizzazione".

"È impossibile - sottolinea Tamang - spiegare a parole la portata dello sfruttamento, degli abusi e delle torture subite da queste ragazze nei bordelli indiani, cinesi e dei Paesi arabi. Al momento ci concentriamo su India e Cina, ma presto amplieremo il nostro lavoro anche ai Paesi arabi".

Gli altri vincitori del Nobel dell'Asia:

-          Habiba Sarabi, 57 anni, primo e unico governatore donna dell'Afghanistan. La Fondazione Ramon Magsaysay l'ha scelta per il suo impegno nel campo dell'educazione e dei diritti delle donne nella provincia di Bamyan, area molto povera e spesso al centro di attacchi e violenze di matrice estremista.

-          Lahpai Seng Raw, vedova birmana di 64 anni, da anni impegnata nella riabilitazione delle comunità colpite dal conflitto etnico e armato in Myanmar. Dal 1997 - quando il Paese era ancora sotto dittatura militare - ha avviato numerosi progetti di soccorso e sanitari, che a oggi hanno aiutato più di 600mila birmani.

-          Ernesto Domingo, 76 anni, medico all'Università di Manila. Egli ha dedicato la sua vita per migliorare l'accesso dei più poveri ai servizi sanitari, ed è stato pioniere nelle campagne di sensibilizzazione per diffondere i vaccini per l'epatite neonatale, che hanno salvato milioni di vite.

-          L'indonesiana Komisi Pemberantasan Korupsi (Commissione per lo sradicamento della corruzione), insignita del Nobel asiatico per aver individuato funzionari corrotti e recuperato più di 80 milioni di dollari.

 

 

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