10/06/2011, 00.00
INDIA
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Il “Picasso” indiano muore in esilio. Amava Madre Teresa

di Nirmala Carvalho
Maqbool Fida Husain, forse il più grande pittore indiano, 95 anni, è morto ieri a Londra. Ha dipinto una celebre serie sulla beata di Calcutta. I radicali indù lo hanno obbligato a lasciare il Paese per aver rappresentato nude le divinità del pantheon indiano. Ora si oppongono al suo ritorno in Patria.

Mumbai  (AsiaNews) – Il “Picasso” indiano è morto in esilio, a 95 anni. Maqbool Fida Husain, più noto con il suo alias M.F. Husain, uno degli artisti più dotati dell’India, è morto in esilio a Londra ieri 9 giugno in ospedale. E’ stato al centro di controversie e attacchi da parte dei radicali indù, a partire dagli anni ’90. Era un grande ammiratore della beata Madre Teresa, a cui ha dedicato una celebre serie di quadri. Per Huisain gli dei, i santi, i martiri e i saggi rappresentano il livello più alto di evoluzione umana perché sono possibili amplificazioni del sé individuale. In questo contesto, ha spesso indicato Madre Teresa come un simbolo delle possibilità etiche della compassione e dell’altruismo.

“Madre Teresa era un vero riflesso dell’amore per l’umanità. E’ stata la più grande anima dedicata all’umanità di tutti i tempi. E’ stata insignita del premio Nobel per la Pace nel 1979. Dopo di che ho cominciato a dipingere Madre Teresa, per tutti i 25 anni successivi. Maa Yoshoda è stata la madre adottiva di Krishna; nello stesso modo Madre Teresa era la madre adottiva del mondo. Le mie opere  sono un tributo alla Madre, che ha detto: ‘Date finché non fa male’”. Così ha detto M.F. Husain svelando il ritratto di Madre Teresa al Victoria and Albert Museum a Londra il 30 giugno del 2010.

In effetti è possibile cogliere dai quadri di Husain quanto affetto nutrisse per Madre Teresa. “L’arte è il ritratto di una vita che dà pace, e un senso di pienezza. Il mio sforzo è quello di pagare un tributo alla Madre e al suo grande amore, e tenerezza verso i poveri. E inoltre voglio aiutare a far conoscere le Missionarie della carità di Kolkata, di come aiutano gli orfani, gli anziani, i malati di Aids, i moribondi e anche come riscattano le prostitute dalle prigioni e danno da mangiare a chi ha fame”, ha detto Husain. L’artista ha fatto dei dipinti per celebrare la beatificazione di Madre Teresa a Bombay, il 18 ottobre 2003; e anche una “Mother Teresa Series”, i cui colori – il bianco e l’azzurro – rendevano possibile l’immediato richiamo alla religiosa. La maggior parte di questi dipinti riproducono la Madre nel suo abito con un bambino piccolo che gioca sul suo grembo, e un altro lì vicino.

Maqbool Fida Husain è nato il 17 settembre del 1915 a Pandharpur, in Madhya Pradesh. Sua madre, Zunaib, è morta quando aveva tre anni. Suo padre si è risposato e si è trasferito a Indore. Sin da piccolo, Maqbool ha studiato l’arte della calligrafia e il Kulfic Khat, con le sue forme geometriche. A 20 anni si è traferito a Mumbai, deciso a studiare per diventare un pittore. Negli anni ’90 alcune delle sue opere sono diventate fonte di controversia: rappresentavano dee del pantheon indù nude o in atteggiamenti giudicati sessualmente allusivi. Le opere erano del 1970, ma non sono diventate un problema fino al 1996, quando sono state pubblicate su una rivista indiana. Subito Husain ha ricevuto otto diverse denunce giudiziarie, che l’Alta corte di Delhi ha cassato nel 2004.

Nel 1998 la casa di Husain è stata attaccata da radicali indù del Bajrang Dal e le sue opere vandalizzate. Circa 26 attivisti sono stati arrestati. Le proteste contro di lui hanno portato alla chiusura di una mostra a Londra, e a minacce di morte. Nel 2006 Husain è stato di nuovo accusato di “ferire i sentimenti del popolo” a causa dei suoi nudi di dei e dee indù, e di una donna nuda, “madre India”. Altre denunce hanno portato a un mandato giudiziario, senza cauzione. L’artista ha lasciato il Paese, dichiarando che “gli affari legali sono diventati così complicati che mi è stato consigliato di non tornare in patria”. Il Bajrang Dal, movimento radicale indù, ha dichiarato che si opporrà al rientro in India del corpo di M.F. Husain.

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