17 Settembre 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 02/08/2012
EGITTO
Il Cairo, scontri fra cristiani e musulmani. Oltre 100 famiglie copte in fuga
I fatti sono scoppiati a Dahshur, villaggio a 40 km a sud del Cairo. A scatenare le tensioni, una lite fra un copto e un musulmano, costata un morto. Incendiate decine di abitazioni cristiane e danneggiata la chiesa locale, difesa da alcune famiglie musulmane fino all'arrivo delle forze dell'ordine. L'inerzia della polizia in un video.

Il Cairo (AsiaNews) -  Circa 100 famiglie cristiane sono fuggite dal villaggio di Dashur (Giza), 40 km a sud del Cairo a causa delle violenze esplose nei giorni scorsi fra la comunità copta e quella musulmana. Ieri, un gruppo di musulmani ha dato alle fiamme diverse abitazioni e negozi di cristiani e tentato di incendiare anche la chiesa locale. La polizia è intervenuta lanciando gas lacrimogeni. Negli scontri sono rimaste ferite 16 persone, fra cui 10 agenti. Il gruppo tornava dal funerale di un islamico morto durante una rissa con alcuni cristiani avvenuta lo scorso 27 luglio. Fonti della diocesi di Giza, affermano che per paura di nuovi attacchi le famiglie copte hanno abbandonato il villaggio. Il caso di Dahshour è il primo grave episodio di violenza fra cristiani e musulmani dopo l'elezione a presidente dell'islamista Mohammed Morsi. 

Le tensioni sono esplose lo scorso 27 luglio. Il parroco della parrocchia Mari Gerges (San Giorgio) di Dahshur, p. Takla, racconta che quel giorno, Ahmed Ramadan viene da Sameh Sami, un copto che tiene una bottega per stirare vestiti (makwagi), per ricuperare le sue camicie. Una camicia è bruciata per caso. Ahmad protesta. Sameh si offre a rimborsarla e si danno appuntamento per la sera dopo la rottura del digiuno. Alla sera Ahmed arriva, ma non è solo. Con lui ci sono alcune centinaia di persone, munite di coltelli, armi e bottiglie Molotov.

Sameh chiude la bottega e si protegge dentro casa, dove si trovano il padre e il fratello. Gli aggressori sparano dei colpi di arma da fuoco e lanciano delle bottiglie Molotov. Una di queste non esplose, e Sameh la rimanda agli aggressori. Purtroppo essa esplode vicino a Mo'adh Hasaballah, il quale viene gravemente ustionato. La gente lo porta al Cairo in un ospedale.

La folla è scatenata. Attaccano la famiglia (il padre e i due figli) e un'altro cristiano, e bruciano le case dei cristiani. I pompieri non ce la fanno ad arrivare, a causa della folla. Molte case e negozi dei cristiani sono distrutti.

Intanto, ieri mattina Mo'edh è morto in ospedale. Un "barbuto" (un Fratello Musulmano oppure un Salafita) ha avvertito i cristiani che in serata (ieri), dopo i funerali, sarebbero tornati e avrebbero bruciato la chiesa e tutte le case dei cristiani, uccidendo chi si troverà. Circa 120 famiglie cristiane  sono fuggite temendo il massacro.

Intanto, Sameh Sami, suo padre e suo fratello sono stati arrestati con l'accusa di "omicidio involontario". "Come sempre - commenta un fedele -  in Egitto è l'aggredito, se copto, che è messo in prigione!".

Hamam Sayed, studente universitario di 22 anni di Dahshour, spiega che la famiglia dell'ucciso, le forze dell'ordine e il parroco cristiano stanno tentando di trovare una mediazione per riportare la calma nel villaggio. Secondo il giovane, le violenze sono esplose anche a causa dell'inerzia delle forze di sicurezza, che non hanno fatto nulla per fermare roghi e saccheggi. Il parroco di Dahshour afferma che la polizia è intervenuta dopo quasi un'ora dall'inizio degli scontri, quando ormai la maggior parte degli edifici era bruciata e le famiglie cristiane fuggite.

Le forze dell'ordine egiziane sono spesso accusate di non intervenire o di permettere le violenze dei musulmani. Da tempo su Youtube gira un video sull'attacco a una chiesa in Aswan (v: 05/10/2011 Attacchi contro le chiese copte: un piano per cacciare i cristiani dall'Egitto).  Il video mostra le violenze dei musulmani e l'impotenza della polizia (per il video clicca qui).


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
19/09/2012 EGITTO
Primavera araba in declino: insegnante copto condannato per insulti al presidente Morsi
28/07/2011 EGITTO
Minya, giovane copta incinta aggredita da un musulmano per la campana di una chiesa
23/09/2013 EGITTO
Delga: dopo gli attacchi islamisti, si torna a celebrare messa
18/09/2013 EGITTO
Coprifuoco a Delga, la città islamista dove i cristiani non possono vivere
18/11/2011 EGITTO
Partiti islamici scendono in piazza contro l’esercito e minacciano violenze

In evidenza
IRAQ-VATICANO
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del vescovo per i primi aiuti
di Amel NonaMons. Amel Nona, vescovo caldeo di Mosul, anch'egli rifugiato, ringrazia tutti i donatori della campagna lanciata da AsiaNews. La situazione è sempre più difficile per il numero enorme di profughi e per l'arrivo dell'inverno e della neve, che rendono impossibile alloggiare nelle tende o all'aperto. La crisi, un'occasione che rende attiva la fede dei cristiani.
ITALIA - IRAQ
Continua la campagna "Adotta un cristiano di Mosul". Già raccolti oltre 350mila euro
di Bernardo CervelleraInviate al patriarca di Baghdad e ai vescovi del Kurdistan le donazioni ricevute fino al 31 agosto. La campagna serve a nutrire, alloggiare, vestire, consolare oltre 150mila profughi cristiani, yazidi, turkmeni, sciiti e sunniti, fuggiti dalla violenza dell'esercito del Califfato islamico. Una generosa partecipazione dall'Italia e da tutte le parti del mondo. Donazioni anche da chi è povero e senza lavoro. Una speranza per il mondo, per chi soffre e per chi dona.
IRAQ-ITALIA
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del Patriarca Louis Sako; le preoccupazioni del vescovo del Kurdistan
di Bernardo CervelleraIl capo della Chiesa caldea ringrazia per la campagna di AsiaNews e spera che "questa catena di solidarietà si allunghi". Aiutare i profughi a rimanere in Iraq. Ma molti vogliono fuggire all'estero. Il vescovo di Amadiyah, che ha accolto migliaia di sfollati nelle chiese e nelle case: Aiutiamo anche arabi (musulmani) e yazidi, in modo gratuito e senza guardare alle differenze confessionali.

Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate