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» 31/08/2011
CINA
Il Fiume delle Perle avvelenato dal cromo. Per mesi le autorità cinesi hanno negato
Analisi private dimostrano concentrazioni nocive di cromo nel fiume Nanpan e nel terreno circostante. Eppure le autorità per mesi hanno negato ci fossero problemi. Le indagini conseguenti a denunce su blog internet. Ora sono stati arrestati 5 responsabili

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Grave inquinamento da cromo nelle acque del fiume Nanpan, grande affluente del Fiume delle Perle, e ancor più delle terre agricole circostanti e delle fonti di acqua potabile. Eppure per mesi le autorità hanno negato ogni inquinamento, emerso soltanto grazie alle denunce su internet.

Le analisi del gruppo privato Greenpeace China (Gc) vicino la fabbrica della Yunnan Luliang Chemical Industry a Qujing (Yunnan) mostrano nel Nanpan la presenza di 0,204 milligrammi di cromo per litro, oltre il doppio dello standard nazionale. Ma l’inquinamento esiste da tempo, visto che i metalli pesanti sono stati assorbiti dal suolo: il terreno di una vicina fattoria ha una concentrazione di cromo 162 volte maggiore del previsto e l’acqua usata per l’irrigazione ne ha 24,25 milligrammi per litro rendendola del tutto inadatta. L’agricolo Yunnan è grande produttore di verdura e atri prodotti agricoli, specie per Guangdong e Hong Kong.

Il cromo è molto cancerogeno e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne indica il limite massimo di 0,05 milligrammi per litro nell’acqua potabile.

Tuttavia i funzionari per la protezione ambientale dello Yunnan hanno sempre ripetuto, ancora il 13 agosto, che il Nanpan “non era compromesso”. Ma sul popolare sito internet Weibo è uscita la denuncia che tra aprile e giugno ci sono stati sono almeno 3 scarichi abusivi nel fiume per oltre 5mila tonnellate di liquami industriali contenenti cromo. Le autorità centrali hanno mandato esperti e nei giorni successivi sono state arrestate 5 persone, responsabili della fabbrica e gli operai che hanno gettato nel fiume intere autocisterne di liquami.

Il governo di Qujing ha anche proclamato che sono in corso indagini sulle responsabilità dei funzionari ambientali, ma non ne ha comunicato l’esito: il 12 giugno era stata denunciata la morte di almeno 77 capi di bestiame abbeveratisi dell’acqua di una vicina polla, ma il 17 giugno le autorità hanno dichiarato che la zona era stata bonificata.

Ma Tianjie, responsabile di Gc, dice che la situazione è molto peggiore di quanto dicono le autorità, che non hanno adottato misure per proteggere la salute delle comunità della zona.

Anche perché “il cromo è assorbito in profondità [nel terreno] – spiega – ma non sappiamo quanto si sia esteso”.

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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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