07/07/2006, 00.00
India – Cina
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Il Nathu-la, "Porta per la Via della Seta"

La riapertura del valico farà aumentare in maniera graduale, ma costante il giro d'affari fra Cina ed India, che lo scorso anno si è fermato intorno ai 18,7 miliardi di dollari. Non sono previste tasse doganali, ma i prodotti che possono passare, per il momento, sono limitati.

Gangtok (AsiaNews) – Il Passo del Nathu e la ripresa dei commerci attraverso il confine sino-indiano "aiuterà a mettere fine all'isolamento economico dell'area e svolgerà un ruolo centrale nel lancio dell'economia di mercato nell'area". E' con queste parole che Hao Peng, vice-presidente della Regione autonoma tibetana, ha aperto il suo discorso in occasione della riapertura della "Porta per la Via della Seta", avvenuta ieri mattina alle dieci (ora locale).

Dello stesso avviso Sun Yuxi, ambasciatore cinese a Delhi, che pochi istanti prima di varcare il confine ha detto ai giornalisti: "Non è solo un passo simbolico. Noi parliamo d'affari"

Il commercio attraverso il Passo rappresentava, nella prima metà del '900, l'80% del volume totale dei traffici economici fra le due nazioni. Dopo la dichiarazione di guerra, nel 1962, e la conseguente chiusura del confine, Delhi e Pechino hanno commerciato per lo più per via marittima, arrivando ad uno scambio economico bilaterale del valore di circa 18,7 miliardi di dollari nel 2005, in aumento del 37,5% rispetto all'anno precedente.

La possibilità di usare un valico di terra e l'inaugurazione della ferrovia che collega la capitale del Tibet con Pechino fanno pensare ad un prossimo aumento del volume totale, anche se gli esperti avvertono che questo "avverrà in maniera graduale".

L'accordo fra Pechino e Delhi non prevede tasse doganali di alcun tipo: bestiame e ferro dall'India; lana, erbe e materiale elettronico dalla Cina potranno essere trasportati lungo lo stretto percorso di confine senza alcun costo di tipo fiscale per i commercianti.

Al momento le esportazioni dall'India sono limitate a 29 prodotti, per lo più di tipo alimentare, mentre per la Cina sono previsti 15 articoli, fra i quali le code di yak. Non è ancora chiaro se la libertà di attraversare il Nathu per fini commerciale e l'aumento del traffico verrà esteso al movimento delle persone attraverso il confine.

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