30/08/2018, 10.52
CINA
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Il Nuovo codice civile cinese verso la fine delle limitazioni delle nascite

di Wang Zhicheng

Segnerebbe la fine del “figlio unico” o dei “due figli”. Le preoccupazioni della leadership: riduzione della forza lavoro, crescita della spesa sociale per pensioni e sanità a causa dell’invecchiamento della popolazione. Cambiare anche la costituzione. Molte famiglie pensano però che avere figli è “troppo costoso”.

Pechino (AsiaNews) – Come già annunciato da AsiaNews mesi fa, il governo cinese sembra sempre più intenzionato a cancellare ogni limitazione delle nascite, essendo preoccupato dell’invecchiamento della sua popolazione.

Una bozza del nuovo codice civile, al presente in discussione presso il Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo, ha tolto ogni menzione del controllo sulla popolazione (family planning) dalle leggi sul matrimonio e sulle adozioni. Il Quotidiano del Popolo, l’organo ufficiale del Partito comunista cinese, in un articolo del 28 agosto sottolinea che è stato cancellato “ogni contenuto legato al controllo delle nascite”.

La cancellazione di ogni limite alle nascite sarebbe un cambiamento importante per la società cinese che dal 1979 ha subito per decenni l’obbligo del figlio unico per ogni famiglia. Ciò ha portato a violenze, aborti e sterilizzazioni forzati, insieme a giganteschi scompensi demografici: 400 milioni di figli non nati; squilibri nella ratio fra maschi e femmine, con la mancanza di circa 40 milioni di donne; problemi psicologici per i figli unici definiti “piccoli imperatori”.

Per ovviare a questi problemi, con Xi Jinping, nel 2016 si è arrivati a porre un limite di due figli per coppia, anche se le nuove indicazioni non hanno portato a uno sperato incremento della popolazione.

Ciò che sta spingendo la leadership cinese a cancellare il family planning obbligatorio è la riduzione della forza lavoro – con conseguente aumento dei salari – e l’invecchiamento della popolazione che crea problemi legati a cure mediche e pensione.

Uno studio del Consiglio di Stato del 2017 mostra che nel 2030 circa il 25% della popolazione cinese avrà 60 o più anni. Per l’Organizzazione mondiale della sanità, una società comincia ad invecchiare quando gli ultra65enni superano il 7% dell’intera popolazione. L’invecchiamento, oltre a incrementare la spesa sociale, crea anche un rallentamento nelle capacità di creatività e innovazione, facendo perdere competitività all’economia. Molti demografi mostrano come esempio il Giappone che da decenni presenta un’economia stagnante e che ha una delle popolazioni più vecchie al mondo.

Il nuovo codice civile, allo studio oggi, dovrebbe essere varato entro il 2020. Alcuni esperti fanno notare che sarebbe necessario eliminare l’obbligo del family planning anche dalla costituzione cinese, altrimenti le leggi civili non avranno alcun potere.

Ma soprattutto sarebbe necessaria una ripresa del valore della vita e delle nascite: un tempo, nella cultura tradizionale, questo era un evento prezioso; oggi dopo decenni di limitazioni e spinta all’arricchimento, molte famiglie preferiscono addirittura non avere figli perché “troppo costosi”.

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