17/11/2008, 00.00
SRI LANKA

Il Paese celebra le vittorie sulle Tigri tamil, ma dimentica morti e profughi

Melani Manel Perera
L’esercito riconquista una postazione strategica da 15 anni in mano ai ribelli Tamil e prosegue nella sua avanzata nel nord dello Sri Lanka. Il presidente Rajapaksa ringrazia gli “eroici soldati” e ingiunge al Ltte di abbandonare le armi. Nessun riferimento alle migliaia di morti causati dalla guerra e alla situazione della popolazione. I cattolici affermano: “È vera vittoria quando c’è una pace permanente nel Paese, non semplicemente quando si conquista un territorio”.

Colombo (AsiaNews) - Il governo dello Sri Lanka ha indetto lo “Jayagrahee Ranaviru Upahara Sathiya”, una settimana di festeggiamenti per celebrare le recenti vittorie riportate dall’esercito. Nella mattina del 15 novembre le forze dello Sla hanno occupato Pooneryn, una delle roccaforti del Liberation Tigers of Tamil Eelam (Ltte)  nel nord del Paese. L’operazione militare ha permesso all’esercito di Colombo di riprendere il controllo di un postazione strategica nelle mani delle Tigri da 15 anni. Il 16 novembre anche le località di Kumalamunai e Mankulam sono tornate sotto il controllo dello Sla dopo anni di dominio del Ltte.

Nel dare l’annuncio dell’occupazione di Pooneryn, il presidente Mahinda Rajapaksa si è congratulato con gli “eroici soldati” e ha ingiunto subito al leader del Ltte, Valupillai Prabhakaran, di abbandonare le armi e sedersi al tavolo dei negoziati. Nella sua dichiarazione di sabato 15 novembre Rajapaska ha affermato: “Ora possiamo aprire una strada verso la penisola di Jaffna dopo molti anni”, riferendosi alla cosiddetta seconda guerra di Eelam dell’inizio degli anni ’90.

In varie località del Paese i sostenitori del presidente hanno subito salutato la notizia festeggiando. Con una conferenza stampa convocata nella mattina del 17, il governo ha invitato scuole, uffici e stabilimenti pubblici, ma anche i privati cittadini ad esporre la bandiera nazionale su edifici, case e veicoli e celebrare le forze militari per i loro recenti successi.

Tra i cattolici dell’isola sono però  molti a chiedersi se questa sia una vittoria da celebrare mentre sono ancora migliaia i civili che soffrono nel nord del Paese.

Fuori dalla messa domenicale nella chiesa di San Filippo Neri a Colombo, AsiaNews ha raccolto i commenti dei fedeli singalesi e tamil. “È vera vittoria - ha affermato uno dei presenti - quando c’è una pace permanente nel Paese, non quando si conquista soltanto un territorio”. Un uomo singalese che di recente ha visitato Jaffna commenta che “queste vittorie sono insignificanti se i nostri soldati stanno occupato questi territori liberati per se stessi come stanno facendo a Jaffna”.

Tra i cattolici molti rimproverano a Rajapaksa di non aver menzionato nel suo annuncio i morti tra la popolazione civile causati dalla guerra . Il padre di un militare ucciso lo scorso anno durante la battaglia di Toppogala critica il presidente che non ha dedicato “nemmeno una parola per chi ha sacrificato la sua vita per questa guerra non desiderata”.

 

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