22/07/2005, 00.00
PAKISTAN

Il Pakistan chiama alla "Jihad" contro l'estremismo islamico

Qaiser Felix

Il presidente Musharraf invita la nazione alla "guerra santa"  contro i terroristi giustificando il giro di vite sulle madrasse. Venerdì di protesta dei partiti islamici, che invocano la libertà religiosa.

Faisalabad (AsiaNews) – In un discorso televisivo alla nazione il presidente pakistano Pervez Musharraf, ha condannato ieri sera il terrorismo, chiamato la nazione all'unità e provato a giustificare il giro di vite alle scuole coraniche nel paese, motivo di forti proteste da parte dei gruppi religiosi. Musharraf ha chiesto di unire le forze contro l'estremismo e combattere una "Jihad" (guerra santa) contro chi promuove la violenza nella società in nome della religione. Il presidente ha invitato il premier inglese Tony Blair a combattere insieme l'estremismo islamico annidato nei rispettivi paesi. "Qui abbiamo sicuramente un problema – ha detto Musharraf – e lo stiamo affrontando in modo molto forte". "Posso dire – ha continuato – che anche l'Inghilterra ha un problema che deve risolvere".

La pista pakistana per la tragedia del 7 luglio trova ogni giorno maggiori conferme; tre degli attentatori avrebbero ricevuto addestramento nelle scuole coraniche del Pakistan. Da 3 giorni Islamabad, sotto pressioni internazionali, ha dato il via a una serie di raid su scala nazionale nelle madrasse (scuole islamiche) e nelle abitazioni di sospetti militanti islamici. In 48 ore la polizia ha arrestato 228 religiosi e studenti musulmani. Il Governo ha annunciato, inoltre, che tutte le madrasse dovranno essere registrate entro dicembre di quest'anno. In Pakistan sono migliaia le scuole religiose; offrono educazione gratuita in alcune delle zone più remote e meno sviluppate del paese e le autorità spesso non ne conoscono i curricula di studio seguiti. Secondo il ministero dell'Educazione e degli Affari religiosi nel paese sono presenti tra le 8 mila e le 10 mila scuole religiose.

Il 19 luglio scorso, la Commissione elettorale del Pakistan ha annunciato, inoltre, che le registrazioni di candidati legati a gruppi militanti fuori legge non saranno accettate per le prossime elezioni dei governi locali.

La Muttahida Majlis-i-Amal (MMA) - influente alleanza di 6 partiti islamici – ha condannato le operazioni delle polizia, definite "un attacco alla libertà religiosa". Il gruppo ha annunciato per oggi, dopo la preghiera del venerdì, una manifestazione di protesta. Qazi Hussain Ahmad, presidente del MMA, ha dichiarato che "il generale Musharraf sta provando a guadagnare l'attenzione dei media internazionali con azioni controproducenti". Secondo il politico il Governo doveva consultare i partiti religiosi per condividere informazioni sulle scuole e i loro studenti nel tentativo di una soluzione pacifica al problema. In una dichiarazione congiunta i leader del MMA accusano il presidente di essere succube di Londra e Washington. Il ministro degli Interni, Aftab Sherpao, ha comunque assicurato che gli arresti sotto la legge anti-terrorismo continueranno.

Non tutti i musulmani aderiranno alla protesta. Pir Muhammad Ibrahim, direttore della madrassa "Jamia Rehmania Rinvia", ha detto ad AsiaNews di non essere preoccupato: "Il Governo non è contro tutte le madrasse, ma solo contro i militanti coinvolti in operazioni terroristiche". Ibrahim non parteciperà alle dimostrazioni indette dal MMA: "Non ne sento il bisogno; le madrasse che forniscono un elenco dei sospetti evitano i raid della polizia".
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