26 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 29/05/2006 10:15
vaticano
Il Papa ad Auschwitz: lo sterminio nazista contro gli ebrei è anche contro Dio e i cristiani
di David-Maria A. Jaeger

Benedetto XVI ha guardato a Dio e alla Shoah con gli occhi del salmista. A partire dall'esempio di Edith Stein, occorre riscoprire che ebrei e cristiani condividono lo stesso destino. Il commento di p. Jaeger, sacerdote francescano, ebreo e israeliano.



"Ma com'è possibile", mi domanda  sorpresa  una giovane giornalista, "il Papa, ad Auschwitz, sembra parlare soprattutto di Dio e a Dio!". La rassicuro che il papa non poteva, né doveva fare altrimenti. Ad Auschwitz egli ha fatto quello che deve fare sempre:  parlare di Dio e di tutte le cose precisamente in relazione a Dio, come dice anche  una nota definizione di S. Tommaso d'Aquino.

E quale Dio!

Ad Auschwitz il Papa raccoglie le angosciate domande e proteste di quanti si son domandati se dopo Auschwitz è ancora possibile un discorso su Dio, se non è proprio un non-senso invocare il divino di fronte all'affermarsi così potente e "assoluto" del Male - mi verrebbe a dire "il Male allo stato puro". E di fronte a tante proteste, il Papa recupera il Dio, che i figli di Israele conoscevano e adoravano - o meglio, il rapporto con Dio che essi sapevano di avere. É un rapporto passionale, insegnatoci in modo insuperabile dal Salmista, che il Santo Padre cita a più riprese. É il Salmista, spinto proprio dalla sua fede in Dio, dal suo sconfinato amore per Dio, a protestare, a rimproverare a Dio i suoi silenzi, il suo aver mancato nel venire in aiuto al suo servo, ai suoi amici, al suo Popolo... Il Salmista ci insegna - e il Papa ci ricorda – che il rapporto con Dio è un rapporto vivo, un rapporto estremamente personale, fatto di amore e di tutte le speranze, di impazienze e di esasperazioni che – come ben sappiamo dall'esperienza umana di ciascuno - possono accompagnare l'amore in modo inseparabile.

I credenti in Cristo, poi, ben sanno che Dio ha "riparato" a tutte queste "mancanze"  venendo tra di noi nella Persona del Figlio e riscattando tutte le nostre sofferenze - ma proprio tutte, nessuna esclusa - nell'estremo Sacrificio Redentore sulla Croce, in cui il senso delle nostre "passioni" si ha e si dischiude.

Importantissima l'insistenza del Papa sul carattere radicalmente anticristiano del neopaganesimo nazista, che tagliando le radici ebraiche del cristianesimo, mirava poi a sradicarlo, ad eliminarlo completamente. Ancora troppi miei connazionali ebrei pensano in modo semplicista che, nell'Europa di 60-70 anni fa, un europeo, se non era ebreo, era necessariamente cristiano. Perciò molti di loro credono che lo sterminio, la Shoah, sia stato perpetrato da cristiani! Per noi cristiani pensare ciò è davvero il colmo dell'assurdo. Ma ci è richiesta ancora molta insistenza, molta pazienza, per spiegare la verità di queste cose a tanti miei connazionali, che di cristianesimo conoscono troppo poco. Per definizione, chi prendeva parte in quella ideologia, in quel partito, in quei crimini, non era cristiano - era anzi nemico del cristianesimo, anti-cristiano. Non dobbiamo mai stancarci di spiegare che proprio l'abbandono del cristianesimo, il rifiuto di Cristo, ha reso possibile la Shoah.

Di fronte al Male nazi-fascista, ebrei e cristiani si trovano uniti più intimamente che mai, perchè quello che li unisce, che a loro è comune, è proprio l'essere stato l'oggetto ultimo, definitivo, della follia distruttiva di questo Male che si è abbattuto sull'umanità.  

Nel Discorso pronunciato da Papa Benedetto XVI ad Auschwitz vi sono tanti contenuti che necessitano approfondita riflessione, non solo immediata, ma ancora per molto tempo.

In questo primo momento mi è particolarmente caro il ricordo fatto della santa martire Teresa Benedetta della Croce,  Edith Stein. Questo ricordo è fondamentale per la costruzione di un rapporto sano e veritiero tra cattolici e il Popolo Ebraico, e all'interno dello stesso Popolo Ebraico, tra i credenti in Cristo e gli altri loro "fratelli maggiori", come piacque chiamarli a Giovanni Paolo II. La martire carmelitana personifica in modo drammatico quello che noi, ebrei credenti in Cristo, ben sappiamo: e cioè che condividiamo lo stesso destino, che il credere in Gesù non ci separa dal nostro Popolo, ma anzi rende la nostra solidarietà con tutti i membri di esso ancor più forte, più profonda, più significativa! E' proprio attraverso di lei, e per mezzo di lei, e solo così, che può veramente avvenire la saldatura definitiva dell'amicizia, che è la qualità connaturale del rapporto tra la Chiesa e il Popolo Ebraico.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
17/01/2010 VATICANO - EBREI
Il papa nella sinagoga di Roma: Lode al Signore per il dono di ritrovarci assieme
09/11/2008 VATICANO
Papa: "Provo ancora oggi dolore" per la Notte dei Cristalli e la Shoà
27/01/2005 VATICANO
Il Papa: la Shoah macchia per sempre la storia dell’umanità
17/01/2005 VATICANO - ISRAELE
Padre Pizzaballa: "I rapporti fra ebrei e cattolici non siano condizionati dalla politica"
31/05/2006 vaticano
Papa: nel ricordo di Auschwitz l'umanità respinga l'odio razziale

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate